Cos'è la Digital Transformation? Guida ai trend per il 2024

03 novembre 2023 / Di Redazione Osservatori Digital Innovation / 0 Comments

Digital Transformation cos’è e definizione, i dati chiave in Italia, i trend emergenti da tenere d'occhio e tutti gli strumenti necessari per imparare a cogliere le opportunità di business della Trasformazione Digitale, approfonditi attraverso le Ricerche degli Osservatori del Politecnico di Milano.

Nello specifico approfondiremo:

Cos’è la Digital Transformation, una definizione

La Digital Transformation è il processo di cambiamento organizzativo, economico, sociale, creativo abilitato dall'adozione e dallo sviluppo delle tecnologie digitali. Non c’è impresa, Pubblica Amministrazione o singolo cittadino che non ne sia stato toccato: la digitalizzazione è un processo di trasformazione che sta cambiando le nostre abitudini, il nostro modo di fare business, il nostro posto di lavoro e più in generale le nostre vite. Riguarda ognuno di noi e sempre in più contesti.

Spesso ci si interroga su cosa sia, effettivamente, la Trasformazione Digitale. Per Digital Transformation, quindi, si potrebbe intendere la conoscenza e l’adozione di nuove tecnologie, come Intelligenza Artificiale, Big Data, Internet of Things, Blockchain e 5G. Una giusta definizione, però, non è tutto qui.

Siamo davanti a un cambiamento molto più grande, che ha molteplici e pervasive implicazioni su ogni dimensione. La Digital Transformation impone, infatti, un drastico cambiamento nei modelli di azione fino a oggi adottati. Quello che ancora pochi raccontano, è che siamo davanti a uno spostamento verso il digitale e la digitalizzazione che non solo è inevitabile, ma è anche irreversibile.

Data questa premessa, dunque, occorre guardare avanti, cercando di cogliere tutte le opportunità che questa trasformazione ci pone davanti.

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Come gestire la Digital Transformation in Azienda

Come fare Digital Transformation? Come avviare e abilitare questo cambiamento nella propria impresa? Sembra che l’unica alternativa che abbiamo è farci trovare pronti, riconfigurandoci velocemente, facendo leva su stimoli interni ed esterni, promuovendo l’Innovazione Digitale in azienda e, allo stesso tempo, guardando oltre i propri confini con un approccio collaborativo.

Diverse sono le dimensioni su cui un'azienda dovrebbe lavorare per introdurre l'Innovazione Digitale e la digitalizzazione per accogliere, quindi, il processo già in atto della Digital Transformation. Qui di seguito le descriviamo brevemente:

  • obiettivi - il rischio di sviluppare Trasformazione Digitale fine a sé stessa, non allineata a quelle che sono le reali esigenze strategiche, è sempre elevato;
  • competenze - la Trasformazione Digitale è, in primis, un cambiamento culturale da stimolare all'interno dell'organizzazione stessa, attraverso la comunicazione, la formazione, la diffusione di competenze digitali e l’imprenditorialità;
  • sviluppo delle idee - è fondamentale identificare le fasi che le idee innovative devono percorrere e con esse le persone e le funzioni preposte a questo processo;
  • budget- rimane lo strumento chiave per avere le risorse necessarie a finanziare i progetti di Trasformazione Digitale;
  • funzioni a supporto - la Digital Transformation riguarda tutte le funzioni aziendali: è, quindi, necessario mettere a disposizione gli strumenti per abilitare e rendere il più agile possibile il processo di innovazione tramite il coinvolgimento delle diverse funzioni;
  • Open Innovation - gestire la Digital Transformation vuol dire anche coordinare un ecosistema esterno di attori in grado di aggiungere le idee e le competenze difficili da acquisire internamente;
  • misurazione delle performance - aspetto chiave, ma ancora poco affrontato per la sua complessità e specificità rispetto ai tradizionali modelli di rilevazione delle performance.

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La Digital Transformation in Italia, a che punto siamo?

Dopo aver visto cos’è la Digital Transformation e i punti chiave per la gestione all’interno del proprio business, rimane un altro punto fondamentale da analizzare: come si è evoluta in Italia negli ultimi anni? La situazione emergenziale ha dato un’ulteriore spinta a un processo di digitalizzazione che era già in corso, basti pensare all’e-Commerce o all’andamento dell’adozione della Smart Working. Il digitale ha dimostrato a imprese, PA e agli stessi cittadini italiani di essere non più solo una leva di modernizzazione, ma una condizione essenziale di resilienza in situazioni emergenziali.

Anche in un contesto complesso come quella attuale, caratterizzata da una difficile situazione geopolitica ed economica, dagli effetti ancora visibili della pandemia (come i rincari delle materie prime e dell’energia) e dall’inflazione, l’Innovazione Digitale continua nella sua crescita, aiutando diversi settori a diventare ancor più resilienti, oltre che sostenibili e competitivi.

Ma qual è lo stato dell’arte? Secondo un rapporto dellindice DESI aggiornato (Digital Economy and Society Index), stilato ogni anno dall’Unione Europea, nonostante qualche segnale positivo l’Italia occupa ancora la parte bassa della classifica del ranking, in particolare per il Capitale umano, che tiene conto di fattori come le competenze digitali e la formazione in ambito ICT. Il nostro Paese, quindi, si trova ben lontano da tutti quei Paesi simili per caratteristiche dimensionali e socioeconomiche, quali Francia, Spagna e Germania.

Le industry più interessate dalla Digital Transformation

Al di là dei numeri che testimoniano e certificano ancora un ritardo del nostro Paese nella digitalizzazione delle aziende, è bene indagare e conoscere quali sono i settori che sono stati e saranno i più impattati dal processo di Trasformazione Digitale.

Come abbiamo anche anticipato in apertura: la Trasformazione Digitale è un processo trasversale e sta continuando a cambiare gli approcci e i modelli di business di tantissimi settori.

Digital Transformation nell'HR e nel lavoro

La Trasformazione Digitale ha toccato, come già avvenuto periodo pandemico e post-pandemico, il mondo dell’HR e dello Smart Working, due segmenti che sono diventati ancora più strategici proprio grazie alle difficoltà del primo lockdown. Lo Smart Working, infatti, è diventato centrale e determinante per non fermare il Paese durante la pandemia, ma era già in atto ben prima dell’emergenza sanitaria. Tuttavia, si riduce il numero delle adozioni all’interno delle Pubbliche Amministrazioni e delle PMI, mentre è quasi totalmente integrato nelle grandi aziende.

Oltre allo Smart Working, però, la pandemia ha dato origine a un senso di precarietà che ha portato diversi lavoratori a rivendicare più spazio per la propria vita personale. Il disallineamento tra vita professionale e privata è alla base del fenomeno conosciuto con il nome di Great Resignation o Grandi Dimissioni. Le sfide del mercato del lavoro, tuttavia, non finiscono qui. L’Innovazione Digitale, inoltre, ha portato molte aziende a investire in formazione, in ottica di digital learning, con nuove tecnologie digitali a supporto dell’apprendimento. Questo paradigma prende il nome di Educational Technology (Ed Tech).

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Digital Transformation in Sanità, nella PA Italiana e sistemi di Identità Digitale per l'accesso ai servizi online

La Digital Transformation non ha toccato solo il mondo del lavoro: un altro reparto che ha dovuto attuare un forte adattamento è la Sanità italiana, così come tutto il comparto della Pubblica Amministrazione. Nello specifico, in Sanità l’impiego della Telemedicina è tornato a crescere dopo una flessione riscontrata successivamente alla pandemia; mentre rimane abbastanza stabile la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), utilizzato dal 35% degli italiani – anche se per impieghi legati principalmente al Covid. Non mancano tuttavia preoccupazioni e dibattiti circa l’impiego di alcune tecnologie, specie l’Intelligenza Artificiale.

Per quanto riguarda la PA italiana in generale, il processo già in atto prima dello scoppio della pandemia si è evoluto ulteriormente. Inoltre, si aprono nuove opportunità grazie ai fondi del PNRR, che riservano al comparto il 60% delle risorse complessive. Si sta portando così a un nuovo livello quella che è l’Agenda Digitale, un progetto è nato con l’intenzione di favorire il processo di transizione e Trasformazione Digitale in ambito pubblico, ma anche per investire sempre di più in nuove tecnologie, come investimenti per la scuola, ad esempio.

Un discorso a parte meritano i sistemi di identità digitale che, attraverso un riconoscimento elettronico, consentono di accedere ai servizi online di Pubbliche Amministrazioni e privati aderenti. In Italia ci sono diversi sistemi, tra cui il Sistema Pubblico di Identità Digitale, meglio noto come SPID. A fine settembre 2022 SPID contava ben 32,2 milioni di utenti (ben il 30% in più rispetto a 12 mesi prima), raggiungendo gli obiettivi previsti dal PNRR per il 2024 con ben due anni di anticipo. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti, sono ancora molte le sfide che l’Italia deve cogliere nell’ambito dell’identità digitale, come l’arrivo del Digital Identity Wallet.

Vuoi approfondire le sfide e le evoluzioni nel panorama dell’Identità Digitale e della PA italiana?

Digital Transformation: Impatti nei settori di Media Digitali, FinTech, Logistica, Retail, Turismo e Agricoltura

Con i suoi processi di digitalizzazione, la Trasformazione Digitale tocca settori sempre più ampi e diversi tra loro: dai Media Digitali, in particolare l'Advertising, alla Finanza Digitale, con la crescita del mercato Supply Chain Finance e degli ecosistemi Fintech e Insurtech, fino alla Logistica, settore caratterizzato anche da un forte aumento dei costi produttivi, ma anche da un maggiore numero di progetti di digitalizzazione nel campo della Logistica 4.0. Non mancano gli investimenti digitali anche nel mondo del Retail, contraddistinto da trend di innovazione che prevedono di testare le opportunità offerte dal metaverso, di sperimentare tecnologie innovative come quelle dell’Intelligenza Artificiale e dell’Internet of Things, e di offrire servizi innovativi sia in ambito B2c che B2b.

Altro comparto fortemente toccato è indubbiamente quello dei viaggi, particolarmente segnato dall’emergenza sanitaria. Cionondimeno, il turismo è tornato a crescere, tanto che nel 2023 il suo valore ha superato i livelli di pre-pandemia, trainato proprio dall’eCommerce dell’ospitalità (che ha raggiunto i 19,4 miliardi di euro) e dei trasporti (16,9 miliardi di euro). L’Innovazione Digitale, inoltre, sta toccando anche tantissimi altri settori, da quello dei droni e della Mobilità Aerea Avanzata fino all'Agrifood e, nello specifico, quello dell'Agricoltura 4.0. Il digitale, infatti, ha continuato a crescere anche nell’ambito agricolo e oggi le nuove tecnologie possono aiutare a far fronte alla scarsità e all’aumento dei costi di produzione e di risorse (ad esempio attraverso l’irrigazione di precisione).

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I Trend della Digital Transformation per il 2024

Dopo esserci focalizzati su quali sono i principali settori che hanno trovato, grazie alla Digital Innovation, una dimensione nuova e innovativa, è arrivato il momento di capire quali potrebbero essere i prossimi modelli di innovazione e trend tecnologici.

Dallo scorso anno, tramite la presentazione dei risultati di ricerca, molti settori analizzati in precedenza hanno subito variazioni più o meno significative. A tal proposito, alcuni dei trend del 2023 in ambito Digital Transformation sono stati confermati, altri hanno subito un’accelerazione molto importante e diventeranno sicuramente dei punti di svolta chiave per il processo di digitalizzazione in Italia.

Le Statup nell'Open Innovation e il Platform Thinking

Il paradigma dell’Open Innovation non può solo essere considerato solo un trend tecnologico, ma un vero e proprio trend culturale. Questo processo, infatti, è uno dei fattori principali che determina come l’Innovazione e la Trasformazione Digitale cambino il panorama della digitalizzazione nelle organizzazioni: le imprese, per creare più valore e competere sul mercato, non possono più basarsi soltanto su idee e risorse interne. Per tale motivo è sempre più necessario ricorrere anche a strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, ma anche Università, Centri di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti. Collaborare con queste realtà, infatti, può portare a numerosi benefici economici e strategici per tutte le parti coinvolte.

La Trasformazione Digitale diventa, dunque, una sfida in cui emergono nuovi ruoli professionali (come l’Innovation Manager, una figura professionale che conosce i processi di digitalizzazione e li attua in quelle aziende che vogliono evolversi sotto questo aspetto), nuovi attori, come le start-up, e una nuova cultura imprenditoriale. Conoscere strumenti, modelli e normative per lo sviluppo di nuove iniziative digitali diventa quanto mai fondamentale per abilitare la Digital Transformation in un’ottica, appunto, “open” e agile.

Anche le piattaforme diventano uno strumento per trasformare il proprio business. Questo nuovo approccio, chiamato Platform Thinking, consiste nella capacità di comprendere le logiche di innovazione di casi di successo digitali affinché siano messe a disposizione delle imprese, così da supportare il loro processo di Business Transformation. Questo paradigma è applicabile a qualsiasi tipologia di azienda, qualunque sia il suo settore e la sua dimensione.

Come si sta evolvendo il paradigma dell’Open Innovation e di quali sono i benefici della Trasformazione Digitale per le aziende e le start-up?

Digital Transformation, eCommerce B2c e B2b

Con la pandemia, le aziende che avevano già esperienze di commercio elettronico sono quelle che hanno reagito meglio al primo lockdown, e le altre hanno dovuto colmare il gap per poter sopravvivere. Da quel momento si è assistito a una crescita dell’eCommerce B2c (Business-to-consumer). I numeri, d’altronde, parlano da soli: nonostante l’inflazione, nel 2023 questo mercato vale in Italia 54 miliardi di euro, in crescita del 13%.

Diversa è la situazione dell’eCommerce B2b, in cui si evidenzia ancora una bassa penetrazione del digitale per lo scambio di ordini in ambito Business-to-business. Nel 2022 la crescita è stata del 3% rispetto all’anno precedente, con un’incidenza stabile rispetto al 2021, suggerendo quindi l’inizio di un consolidamento degli investimenti effettuati durante il periodo pandemico.

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L'importanza di un approccio omnicanale

La pandemia non ha solo portato a una crescita dell’eCommerce, ma ha anche innalzato la priorità di una Customer Experience omnicanale. L’omnicanalità consiste nella gestione sinergica di touchpoint – ossia di punti di contatto – e di canali di interazione tra azienda e consumatore, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di quest’ultimo. I touchpoint consentono alle aziende di costruire con il cliente una relazione durante il processo di acquisto, dall’advertising al servizio post-vendita. Inoltre, possono avvenire sia in modalità offline, come nel caso del call center, oppure online, ad esempio attraverso i social media.

La gestione integrata dei diversi touchpoint è alla base di una strategia omnicanale, e questo approccio è dunque sempre più indispensabile nel commercio, sia esso in ambito B2b che B2c. L’omnicanalità, infatti, è un importante fattore che permettere alle aziende di rimanere competitive nelle filiere rivolte alle aziende e al consumatore finale. A oggi, però, solo una piccola parte ha saputo implementare strategie avanzate e adottare un approccio “cliente-centrico” maturo.

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La Trasformazione Digitale e i trend per i Big Data e per l'Intelligenza Artificiale

I Big Data sono stati una rivoluzione per il mondo digitale: ogni azienda, ogni settore, ormai, vive sempre più analizzando enormi flussi di dati. Secondo molti, i dati sono il nuovo petrolio e saperne estrarre valore è la vera chiave competitiva per grandi aziende e PMI. Del resto ce ne eravamo accorti negli ultimi anni, coi dati che sono diventati il motore trainante della Trasformazione Digitale in corso.

Proprio per la gestione di grandi volumi di numeri e per analizzarli, è indispensabile l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, e nello specifico dell’AI Generativa. I progressi fatti da questa industria, negli ultimi anni, sono notevoli e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti (basti pensare al successo di ChatGPT e di DALL-E 2). L’AI è dunque in grado di offrire supporti concreti nella gestione e nell’analisi dei dati attraverso, ad esempio, la documentazione automatizzata, rendendo così i processi più efficienti ed efficaci.

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Design Thinking e Intelligenza Artificiale: un connubio vincente

L’AI è entrata in modo pervasivo nelle nostre vite e le sue possibili applicazioni non si fermano certo alla gestione e all’analisi dei dati. Anche il Design Thinking può cogliere le opportunità generate da questa tecnologia. Il Design Thinking, infatti, consiste nella capacità di risolvere problemi complessi utilizzando una visione e una gestione creative, integrando capacità analitiche con attitudini creative. Come abbiamo già accennato, l’Intelligenza Artificiale può supportare la reinterpretazione dei dati, ma allo stesso tempo è anche in grado di supportare il processo creativo attraverso nuovi stimoli, affiancando (senza sostituire) figure come leader e manager.

Se in passato il Design Thinking veniva utilizzato principalmente da studi di design e agenzie, oggi sono sempre di più le aziende e le pubbliche amministrazioni interessate a questo paradigma e che possono beneficiarne all’interno di diversi contesti lavorativi.

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Internet of Things: l'innovazione con gli "oggetti" e nuovi paradigmi

Sono passati più di 20 anni da quando è stata coniata l’espressione “Internet of Things. Col tempo le tecnologie IoT si sono moltiplicate e sviluppate, così come si sono profondamente evoluti i numerosi ambiti applicativi, dall’ industrial IoT, alla Smart Home (o casa connessa) e alle auto intelligenti, fino alla Smart Mobility e alla Smart City.

Rispetto ai numeri pre-pandemici, questa tecnologia è cresciuta in modo considerevole. Un aiuto importante per un’ulteriore evoluzione potrebbe arrivare dal PNRR: 30 miliardi di euro, infatti, sono proprio destinati ai progetti per questa tecnologia. Allo stesso tempo, l’aumento dei costi dell’energia potrebbe indurre un sempre più maggior numero di aziende consumatori a utilizzare tecnologie smart per ridurre i consumi.

Nuovi servizi e tecnologie sempre più innovative sono quindi alla base delle opportunità generate dagli oggetti intelligenti e, più in generale, dai nuovi paradigmi di una mobilità condivisa e di un ambiente urbano sempre più smart.

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Cloud Computing: Digital Transformation sulle nuvole

Come già sottolineato nei trend del 2023, il Cloud Computing è una delle tecnologie fondamentali e abilitanti del percorso di Trasformazione Digitale nelle imprese. Negli ultimi anni, soprattutto dopo il boom di digitalizzazione dei processi informatici dovuti alla pandemia, il Cloud è e resta una delle innovazioni tecnologiche più sfruttate. Il suo mercato, infatti, continua a consolidarsi, raggiungendo un valore di 5,51 miliardi di euro.

Come si evidenzia infatti il Cloud è diventato indispensabile sia per le PMI che per le grandi aziende e le PA, che hanno trovato nelle “nuvola” lo strumento per rimanere interconnessi in infiniti modi.

Quantum Computing

Anche le tecnologie di Quantum Computing & Communication potrebbero trasformare completamente il settore dell’informatica: il Quantum Computing è un nuovo sistema computazionale basato sulla manipolazione attiva degli stati quantistici della materia per l’elaborazione di informazioni. Questa tecnologia, quindi, può offrire nuove opportunità per risolvere problemi computazionali anche molto complessi, impattando significativamente diversi settori di business e trovando impiego in molti campi d’applicazione, dal Machine Learning, alla crittografia, alla Cyber Security, etc.

Il mercato del Quantum, però, è in fase di sviluppo e una sua adozione su larga scala non è ancora possibile attualmente. Tuttavia, è importante conoscerne prima le potenzialità, per farsi trovare pronti ad affrontare le sfide future. Infatti, diversi Paesi di tutto il mondo, Italia compresa, stanno già investendo in questa tecnologia e numerose sono le aziende e le startup che hanno iniziato a lavorare in quest’ambito.

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La Cyber-Security per la digitalizzazione in Italia, i trend

Se da un lato le tecnologie digitali abilitano una serie di opportunità, dall'altro aumentano i rischi per la sicurezza dei sistemi informativi e i dati delle aziende. Non è un caso che nel 2022 questo settore ha evidenziato un forte aumento, arrivando a una crescita del mercato pari al +13%.

Gestire la Cyber Security è ormai un’attività imprescindibile. Per questo motivo, crescono le realtà che la utilizzano per proteggersi da attacchi cyber, sempre più in aumento. Per fronteggiare questa minaccia occorrono investimenti, professionisti come lo Chief Information Security Officer e piani di formazione strutturati. Inoltre, nell’ambito della Data Protection gioca un ruolo essenziale l’aderenza alle normative emanate a sostegno della protezione dei dati da azioni malevole. Sicuramente seguiranno ulteriori sviluppi, grazie anche alla spinta propulsiva del PNRR, anche se il rapporto della spesa tra Cyber Security e Prodotto Interno Lordo è solo del 0,10% (nettamente inferiore rispetto ad altri Paesi del G7).

La Digital Transformation e il mondo dei pagamenti: Innovative Payments e Blockchain

La pandemia ha cambiato le abitudini dei consumatori anche in merito ai pagamenti digitali, avvicinandoli verso nuove forme di pagamento che non prevedevano il contatto con i contanti. La forte crescita causata dalla situazione emergenziale sta tuttavia volgendo al termine, tornando a ritmi molto simili a quelli pre-pandemici.

I primi sei mesi del 2023 hanno registrato una crescita del +13% rispetto allo stesso periodo del 2022, raggiungendo un valore di 206 miliardi di euro. Non si arrestano, invece, i Mobile & Wearable Payment in prossimità che, con una crescita del +97%, raggiungono i 12,2 miliardi di euro.

Nonostante il cryptowinter, continua anche l’aumento dei progetti basati su tecnologia Blockchain, tanto che il 2022 ha visto una crescita del +50% per quanto riguarda gli investimenti, che hanno raggiunto un totale di 42 milioni di euro. Le applicazioni basate su questa tecnologia sono tante, e tutte sono contraddistinte dalla necessità di disintermediazione e decentralizzazione. Questa innovazione consente, potenzialmente, di fare a meno di banche, notai, istituzioni finanziarie e intermediari di altro genere. Proprio in questo panorama, la Blockchain è anche alla base del Web3, un Decentralized web diverso dall’attuale Web “centralizzato” dalle big tech, che permetterà di creare le basi per soluzioni di business indipendenti, basate su applicazioni decentralizzate (DApp) e token unici (NFT).

Oltre alle aziende, specialmente del settore finanziario, assicurativo, del Retail e della moda, anche i consumatori finali sono sempre più interessati alla Blockchain. Sono infatti 14 milioni gli italiani che hanno acquistato token e cryptovalute, o che intendono farlo in futuro.

5G e Digital Transformation, l'evoluzione delle reti

Un mercato ancora agli albori, ma che (anche a causa delle fake news) ha già fatto parlare di sé. Il 5G rappresenta un’evoluzione rispetto alle reti broadband esistenti, che offre numerose opportunità di business e possibilità di applicazione in diversi ambiti, grazie a soluzioni come il Multi-Access Edge Computing, l’Open RAN e il mmWave. All’estero questa tecnologia vede sempre più sperimentazioni che coinvolgono nuove competenze e partnership fra gli attori della filiera.

In Italia il mercato va ancora avanti lentamente, ma si prevedono importanti sviluppi per i prossimi anni, tanto che nel 2025 il mercato potrebbe raggiungere i 200 milioni di euro. Come spesso accade nel mondo dell’innovazione tecnologica, la collaborazione è la chiave del successo: lavorare insieme significa comprendere appieno i reali benefici del 5G e ridurre gli ostacoli.

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Gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano sono un punto di riferimento qualificato sull’Innovazione Digitale in Italia.

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