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Cos’è il Welfare Aziendale e perché è un beneficio per lavoratori e aziende

21 maggio 2019 / Di Martina Mauri / Nessun commento

Il welfare aziendale è uno strumento prezioso per migliorare il clima lavorativo e il benessere dei dipendenti. È in grado di trattenere i talenti e attrarne di nuovi, facendo leva su benefici significativi, non solo dal punto di vista economico, ma anche al fine di conciliare il lavoro con la vita privata.

Su quali principi si basa una politica aziendale di questo tipo e quali benefici porta al lavoratore e all'impresa stessa? Esistono iniziative concrete di welfare aziendale nel nostro Paese? Tutte domande a cui risponderemo nel corso di quest'articolo.

 

Cos'è e come funziona il welfare aziendale

Per welfare aziendale, letteralmente "benessere aziendale" si intende un insieme di benefit e prestazioni non monetarie erogate a favore dei dipendenti, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e il benessere dei lavoratori e dei loro familiari. In questo modo si incrementa il potere d’acquisto delle famiglie senza aumentare il loro reddito imponibile e il peso dell’erario sul datore di lavoro.

Un piano di welfare favorisce dunque il miglioramento della produttività, senza però compromettere la sostenibilità dell’impresa: da una parte si crea un clima lavorativo positivo e si premia la produttività dei lavoratori, dall’altra si ottengono rilevanti benefici fiscali e migliori risultati di business.

 

Pro e contro del welfare aziendale

Il welfare è sicuramente uno strumento per mettere al centro le persone ma, grazie soprattutto alla spinta normativa e fiscale, questa iniziativa garantisce numerosi benefici anche alle aziende.

In particolare, la normativa incentiva l’uso di “flexible benefit”: i benefit sono flessibili perché al lavoratore viene assegnato un budget di spesa e può comporre liberamente il paniere di beni e servizi che rispondono alle sue necessità. In questo modo, il lavoratore può scegliere ciò che gli è utile e l’organizzazione può andare incontro alle esigenze specifiche dei dipendenti.

Perché il welfare aziendale conviene?

Più in generale, i benefici derivanti da progetti di welfare (e di engagement in generale) ricadono positivamente sia sull’azienda che sui lavoratori, perché il miglioramento è reciproco. Per convincersi di ciò, è sufficiente considerare i vantaggi segnalati dalle aziende che hanno già adottato queste iniziative:

  • Miglioramento di aspetti positivi: motivazione e soddisfazione delle persone, clima aziendale, reputazione aziendale, benessere organizzativo, brand image, capacità di attrarre i talenti.
  • Riduzione di aspetti negativi: carico fiscale per le aziende e per i lavoratori, assenteismo, comportamenti a rischio, turnover patologico, stress correlato al lavoro.

Perché i benefici non monetari sono importanti per i dipendenti?

I lavoratori, oltre ai benefici retributivi, iniziano a valutare l’ambiente di lavoro nel suo complesso, sia in termini di opportunità di crescita che di flessibilità offerta negli orari e luoghi di lavoro, nonché in termini di conciliazione tra esigenze personali e professionali.

In altre parole, sviluppare un progetto di welfare aziendale efficace significa migliorare la vita dei lavoratori, che in questo modo possono contribuire maggiormente al successo dell’azienda. Inoltre, iniziative di questo tipo, se ben progettate e condivise all’interno dell’azienda, possono diventare un valido strumento per la People Strategy.

 

Iniziative di welfare aziendale in Italia

Il rinnovamento dei modelli organizzativi e dei processi aziendali in risposta alla trasformazione digitale sta diventando una delle priorità delle Direzioni HR e, in tale contesto, l’adozione di progetti di welfare aziendale ha un ruolo più che significativo. Per incentivare i lavoratori occorrono nuove soluzioni e, al momento, le aziende italiane si stanno muovendo in diverse direzioni, le principali sono:

  • la progettazione di piattaforme digitali per la gestione dei servizi di welfare offerti;
  • l’ampliamento del paniere di servizi usufruibili all’esterno del contesto lavorativo;
  • l’introduzione di accordi territoriali o aziendali per convertire il premio di produzione in servizi di flexible benefit.

In particolare, l’aumento di servizi usufruibili non solo in azienda, ma anche nei pressi dell’abitazione delle persone è un segnale di come le aziende vogliano sempre più supportare l’integrazione vita privata-lavoro.

 

Un esempio di welfare aziendale: il caso Allianz EXPO 2016

L’Osservatorio HR Innovation Practice, al fine di incentivare l’adozione di pratiche a supporto della gestione delle risorse umane, ha riportato l’esperienza di successo Allianz EXPO 2016, descrivendo i benefici che ne sono derivati.

Il progetto di Allianz Italia, uno dei principali assicuratori italiani, è nato dall’esigenza di migliorare l’engagement e favorire la collaborazione e la condivisione di informazioni all’interno delle diverse direzioni dell’organizzazione. A tale scopo, l’azienda ha sviluppato una piattaforma multimodale che combina esperienze reali e digitali, in modo da integrare e incentivare esperienze di engagement, idea generation e di learning.

Tre sono i principali benefici emersi per azienda e lavoratori:

  1. valorizzazione delle iniziative di engagement realizzate da ogni direzione;
  2. scambio di buone pratiche e stimoli per il coinvolgimento delle persone, il miglioramento continuo e l’innovazione;
  3. familiarizzazione con nuove pratiche di lavoro e strumenti digitali.

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Martina Mauri

Martina Mauri

Ricercatrice dell'Osservatorio HR Innovation Practice e dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano

Tema:  HR Innovation