Cosa sono le Competenze Digitali e come svilupparle in azienda

12 January 2022 / Di Martina Mauri / 0 Comments

Le competenze digitali (o digital skills che si voglia) sono la vera chiave della trasformazione tecnologica in azienda. L'innovazione digitale crea nuovi posti di lavoro e nuovi modelli organizzativi, mettendone in discussione altri. Servono nuove figure professionali qualificate dotate del giusto set di competenze tecnologiche di base e specialistiche. Ma soprattutto servono formazione e aggiornamento delle risorse a disposizione.

Gli addetti alla gestione delle risorse umane e i Top management di tutte le aziende, così come Governi e Istituzioni, a prescindere dal settore di competenza, sono chiamati a questa sfida. Sono pronti?

 

Cosa intendiamo per "Competenze Digitali"

Per comprendere appieno come sviluppare le competenze digitali all'interno di un'organizzazione, è fondamentale rispondere a una domanda che potrebbe apparire banale, ma che non lo è affatto: cosa sono le digital skills?

Con la crescente affermazione della trasformazione digitale, la definizione di competenze digitali sta cambiando, diventando sempre più complessa: oggi si riferisce ad un vasto insieme di abilità tecnologiche che consentono di ricavare informazioni dai dati, effettuare previsioni, creare contenuti e velocizzare i processi attraverso le tecnologie informatiche e Internet.

Queste competenze possono variare dall’uso del computer (ormai considerata una conoscenza di base) ad altre più evolute come la scrittura di codici nei linguaggi di programmazione o lo sviluppo di software per l'Intelligenza Artificiale. Inoltre, data la costante evoluzione del mondo della tecnologia, anche le competenze digitali cambiano continuamente e sono destinate a mutare rapidamente nel corso degli anni.

 

Digital Hard skills vs Digital Soft skills

Quali competenze è importante possedere per governare la trasformazione digitale in atto? Come in tutte le grandi famiglie di competenze che si rispettino, anche in quelle digitali è doveroso distinguere tra competenze hard e competenze soft. Le prime, sono strettamente correlate all'uso delle tecnologie. Sono le skills digitali che definiscono la preparazione tecnica di un professionista, quantificabili e acquisibili sul posto di lavoro o tramite opportuno corso di formazione e/o aggiornamento professionale.

Le digital soft skills sono imprescindibili per far fronte all’evoluzione digitale in atto. Non sono legate direttamente alle tecnologie e per questo cambiano meno rapidamente delle digital hard skills. Si tratta di competenze trasversali di tipo relazionale e comportamentale che consentono alle persone di utilizzare efficacemente i nuovi strumenti digitali, migliorando la produttività e la qualità delle attività lavorative svolte.

Più nel dettaglio, le digital soft skills includono:

  • Knowledge Networking: capacità di razionalizzare, capitalizzare e organizzare informazioni e conoscenze attraverso strumenti digitali;
  • Virtual Communication: capacità di comunicare in modo efficace attraverso diversi strumenti digitali;
  • Digital Awareness: capacità di preservare la confidenzialità e la sicurezza dei dati e delle informazioni;
  • Creativity: capacità di utilizzare gli strumenti digitali per creare contenuti innovativi;
  • Data Visualization: capacità di rappresentare i dati per facilitare la presa di decisioni;
  • Data Analysis: capacità di analizzare i dati.

 

Competenze e Professionalità in un Panorama sempre più Digitale

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Competenze Digitali di base, specialistiche e di eLeadership

Un'altra utile classificazione di competenze digitali la fornisce l'AgID. L'Agenzia per l'Italia Digitale ha definito nel 2017 una roadmap di accrescimento e monitoraggio delle competenze digitali per i cittadini italiani

Le competenze digitali da raggiungere secondo il modello dell'AgID sono di 3 livelli e tipologie:

  • competenze digitali di base, utili a tutti i cittadini;
  • competenze specialistiche (ICT), utili a tutti i professionisti e futuri professionisti operanti in specifici settori;
  • competenze di e-leadership, definite come la capacità di utilizzare al meglio le tecnologie digitali all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione e di introdurre innovazione digitale nello specifico settore di mercato in cui si opera.

Tale classificazione si ispira alle raccomandazioni europee in ambito di alfabetizzazione digitale e apprendimento permanente. La famiglia delle competenze digitali di base, in particolar modo, segue il modello del DigComp, quadro di riferimento europeo delle competenze digitali dei cittadini, il quale si articola in 5 fondamentali aree di competenza (alfabetizzazione su informazioni e dati, comunicazione e collaborazione, creazione di contenuti digitali, sicurezza, problem solving).

 

Le Competenze Digitali in Italia: un gap da colmare

L'esigenza di sviluppare le competenze digitali nasce ovviamente da una diffusa mancanza di quest'ultime. Il rapporto annuale del DESI (Digital Economy and Society Index) che misura il livello di digitalizzazione dei Paesi UE, racconta di un'Italia ancora indietro nel ranking rispetto alla media europea. 

A penalizzare l'Italia, rispetto ad altri paesi a lei simili come Spagna, Germania e Francia, è proprio la dimensione del Capitale umano, legata giocoforza all'acquisizione di competenze e professionalità in grado di trarre vantaggio dalle possibilità offerte dalla società digitale. Per quanto riguarda il nostro Paese:

  • siamo terzultimi in Europa per popolazione con competenze digitali almeno di base;
  • siamo quartultimi per competenze digitali avanzate
  • siamo indietro rispetto alla quota di imprese che ha offerto formazione in ambito ICT ai propri dipendenti;
  • siamo ultimi in Europa nella quota di laureati in ambito ICT sul totale della popolazione con una laurea (solo l’1,3% dei laureati, rispetto a un valore medio UE del 3,9%).

Si parla in questo scenario di digital skills gap, vale a dire la mancanza di profili dotati di competenze digitali essenziali per affrontare la trasformazione tecnologica che sta permeando tutti i settori di business.

 

La Strategia Nazionale per le Competenze Digitali

Proprio al fine di eliminare questo gap consistente con gli altri Paesi europei, ma anche per abbattere il divario digitale esistente tra le varie aree del nostro stesso territorio nazionale, nel 2020 l'Italia ha adottato la prima Strategia globale sul tema delle competenze digitali.

Si tratta della Strategia Nazionale delle Competenze Digitali, elaborata nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitale. La Strategia è il risultato di un approccio multi-stakeholder a cui hanno contribuito Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Università, istituti di ricerca, imprese, professionisti, Rai, associazioni e varie articolazioni del settore pubblico, oltre alle più di 120 organizzazioni aderenti alla Coalizione Nazionale - inclusi gli Osservatori Digital Innovation.

La regia è affidata al Comitato Tecnico Guida di Repubblica Digitale, coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Quattro sono gli assi di intervento: Istruzione e Formazione Superiore; Forza lavoro attiva; Competenze specialistiche ICT; Cittadini.

 

L’impatto della pandemia sullo sviluppo di nuove competenze

L’effetto travolgente del Covid sul mondo del lavoro ha inevitabilmente avuto un impatto anche sulla capacità delle persone di sviluppare nuove competenze. Sebbene molti lavoratori non abbiano percepito particolari differenze rispetto al pre-pandemia, per altri l’emergenza sanitaria ha accelerato (o rallentato) in modo più o meno radicale l’acquisizione di competenze che già si stavano sviluppando.

In particolare, l’accelerazione ha coinvolto più del 20% dei lavoratori, dei quali la maggior parte sono Millennial e lavoratori dei settori ICT, Media & Telco e Finance. In questo quadro è importante citare anche il caso del Retail, un settore particolarmente colpito dalla crisi pandemica dove si sono alternati periodi di accelerazione e di rallentamento in base ai picchi di lavoro, così come dalla digitalizzazione, che richiede un approccio sempre più omnicanale.

 

 

Competenze digitali: quali priorità per le aziende?

Se da un lato la strada intrapresa in Italia per accrescere il bagaglio di nuove competenze di cittadini e futuri lavoratori sembra quella giusta, come si stanno comportando le aziende?

L’innovazione digitale non si traduce solo nell’adozione di nuovi strumenti, ma anche nella necessità di acquisire figure professionali in grado di gestire la trasformazione. Ciò significa che le aziende dovrebbero investire sia in nuovi profili digitali, progettando politiche ad hoc per la loro ricerca e selezione, sia nelle risorse già a disposizione, focalizzandosi sulla formazione dei dipendenti e sull’apprendimento e aggiornamento di competenze digitali.

Quando si parla di risorse specializzate e competenze digitali mancanti, occorre evidenziare che molte aziende si sono già attivate per sostenere l’introduzione e lo sviluppo di competenze digitali, con progetti mirati a coinvolgere l’intera organizzazione. In particolare, si rilevano:

  • iniziative per la diffusione di conoscenza sui temi del digitale;
  • percorsi di supporto al management;
  • programmi di upskilling e di digital reskilling;
  • collaborazioni specifiche con attori esterni;
  • attività mirate per la ricerca e selezione di professionalità digitali;
  • sistemi di valutazione delle competenze digitali che permettono di monitorare i risultati e colmare eventuali lacune.

 

Learning capacity: quanto siamo disposti ad acquisire nuove competenze?

Per far fronte alla necessità di competenze digitali aggiornate, la Direzione HR non può trascurare la learning capacity dei lavoratori, intesa come la propensione e la capacità di ampliare il proprio bacino di conoscenze e abilità per adattarsi ai cambiamenti richiesti dal proprio ruolo e dal business.

In termini di continuous learning, i lavoratori delle diverse fasce di età si presentano in media sufficientemente predisposti ad acquisire nuove competenze e capacità nell’arco della propria vita professionale. Se si osserva invece la learning adaptivity, ossia l’efficacia dell’apprendimento di competenze e capacità necessarie per adattarsi ai cambiamenti nella propria professione, sono i Baby Boomers che – rispetto a Millennials e Generazione X – hanno dovuto adattarsi maggiormente ai cambiamenti imposti dalla Trasformazione Digitale per restare competitivi.

 

La reperibilità dei professionisti digitali

Il reperimento di lavoratori con competenze digitali adeguate è un tema sempre più critico, dato che tali competenze coinvolgono sempre più professionalità.

Tuttavia, come rileva la ricerca dell’Osservatorio HR Innovation Practice, attrarre profili con elevate competenze digitali comporta una serie di difficoltà per diversi motivi:

  • elevata concorrenza per attrarre i talenti;
  • integrazione delle nuove professionalità con quelle già presenti;
  • difficoltà nella progettazione di percorsi formativi su specifiche competenze digitali.

D’altro canto, proprio a questo servono le numerose iniziative sopracitate per acquisire, mantenere e migliorare competenze e professionisti digitali.

 

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  • Autore

Ricercatrice dell'Osservatorio HR Innovation Practice e dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano