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Lavori del futuro: alla scoperta delle nuove professioni digitali!

05 giugno 2019 / Di Fiorella Crespi / Nessun commento

Quali saranno i lavori del futuro? Quante nuove professioni sono già richieste nell'odierno mercato del lavoro e quali si affermeranno nei prossimi anni? Conoscere i profili professionali emergenti è oggi più che mai fondamentale.

Le innovazioni in ambiti come la Robotica, l'Intelligenza Artificiale e i Big Data stanno stravolgendo le regole tradizionali. Nel prossimo futuro molti lavori saranno automatizzati e la riqualificazione sarà essenziale per essere competitivi nel nuovo panorama professionale. Gli addetti alla gestione delle risorse umane dovranno individuare figure, esterne o interne, dotate di competenze digitali essenziali per la comprensione e la valorizzazione delle opportunità offerte dalla trasformazione tecnologica.

 

Nuove professioni richiedono nuove competenze

I lavori del futuro, in realtà, sono più vicini di quanto pensiamo: l’introduzione e lo sviluppo delle professionalità digitali nei contesti organizzativi è un tema che interessa il 96% delle aziende, le quali dichiarano infatti di essersi già mosse con azioni ad hoc.

Per individuare i nuovi profili più interessanti è necessario chiedersi quali siano le competenze maggiormente richieste per affrontare la trasformazione digitale.

Per ognuna di queste nuove competenze è quindi possibile individuare le rispettive professioni. Ecco di seguito i profili di maggiore spicco:

  • Gestione e analisi di dati (Data Architect, Data Scientist, Data Officer);
  • Sicurezza delle infrastrutture, dei dati e delle informazioni in azienda (Chief Information Security Officer, Security Architect);
  • Sviluppo, gestione e testing di tecnologie emergenti (IoT Software Engineer, Artificial Intelligence Engineer, Robotics Engineer);
  • Gestione dei processi HR in ottica digitale (Social Media Recruiting Specialist, Digital Learning Specialist).

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I lavori emergenti più richiesti dalle aziende

La Ricerca 2019 condotta dall’Osservatorio HR Innovation Practice ha individuato le figure professionali sulle quali le aziende intendono investire maggiormente e con quali modalità (sviluppando le skill delle persone che già lavorano nell’organizzazione, ricercando nuove figure nel mercato esterno oppure ricorrendo all’outsourcing).

Nello specifico sono stati individuati tre ambiti di attività professionale che suscitano l’interesse delle aziende:

  • Gestione e analisi dei dati
  • Agile Transformation
  • HR Innovation

Data Scientist: il lavoro "più sexy" del XXI secolo

Avendo compreso la centralità dei dati nell’attuale trasformazione tecnologica, il 38% delle aziende ambisce ad introdurre la figura del Data Scientist e il 31% del Data Architect, cercandole soprattutto nel mercato esterno, perché le numerose competenze richieste a questi profili (tecnologia, matematica, management) ne rendono complessa l’individuazione all’interno dell’organizzazione.

Approfondisci: Cosa fa il Data Scientist e quanto guadagna in Italia >>

Agile e Digital HR

Dato che il tema dell’Agile sta prendendo piede in diversi settori economici, il 28% delle aziende dichiara di voler introdurre la figura del Lean/Agile Specialist sviluppando le skills delle figure interne.

Poiché la risposta alla trasformazione digitale stimola una grande attenzione sulle attività di ricerca, selezione e formazione dei candidati, in ambito HR le aziende desiderano investire in figure come il Digital Learning Specialist (28%) e il Social Media Recruiting Specialist (28%), individuandole principalmente all’interno dell’organizzazione.

 

Le nuove professioni già presenti nelle aziende

Sempre dalla Ricerca 2019 dell'Osservatorio HR Innovation Practice emergono i seguenti risultati:

  • Il 43% delle intervistate ha già introdotto la figura del Digital Marketing Manager per raggiungere gli obiettivi di vendita grazie ai canali Social, Web e Mobile;
  • Quasi il 40% è dotato di un Chief Information Security Officer incaricato di definire programmi di minimizzazione dei rischi legati all’adozione delle tecnologie digitali in termini di sicurezza dei dati e delle informazioni e di monitorarne l’implementazione;
  • Oltre il 30% delle aziende sono dotate di figure come l’Enterprise Architect e il Data Engineer, incaricati di gestire rispettivamente l’infrastruttura IT e il flusso di dati.

 

Lavori del futuro... problemi del presente

Prospettive, opportunità, futuro, ma anche tante criticità. Introdurre nuovi professionisti digitali all’interno delle aziende comporta una serie di resistenze e difficoltà. Tra le principali:

  • difficoltà nell’integrare le nuove figure con quelle già presenti;
  • difficoltà nell’individuare tali figure;
  • mancanza sul un mercato di tali figure;
  • difficoltà nello sviluppo di processi di formazione delle risorse interne.

Per superare questi ostacoli, le organizzazioni hanno intrapreso iniziative diversificate per settore. Ad esempio nel settore dei Servizi si segnalano iniziative di ricerca, individuazione e costruzione di competenze digitali all’interno delle organizzazioni, attingendo da coloro che dimostrano un maggiore potenziale.

In ambito Finanza si punta sia sulla formazione interna, sia sull’individuazione di figure esterne, mentre nel Digital si incentiva un costante potenziamento delle competenze interne. La Pubblica Amministrazione è di gran lunga il settore più preoccupante, perché in pochi casi si sviluppano progetti di formazione interna o si cercano figure esterne, mentre in molti casi ancora non sono state elaborate iniziative sul tema.

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Fiorella Crespi

Fiorella Crespi

Research Director HR Innovation Practice and Smart Working

Tema:  HR Innovation