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Cos’è l’Innovazione Digitale e come è evoluta negli ultimi 20 anni

11 dicembre 2019 / Di Redazione Osservatori Digital Innovation / Nessun commento

Alla scoperta del vero significato di Innovazione Digitale. In questo articolo faremo un "viaggio" tra i meandri della Digital Innovation, con un particolare focus sui cambiamenti avvenuti negli ultimi 20 anni e sui trend che hanno guidato e continueranno a guidare il cambiamento.



 

Cosa si intende per Innovazione Digitale

LInnovazione Digitale è un concetto molto ampio e trasversale, ed al centro di tutti quei cambiamenti tecnologici, organizzativi, culturali, sociali e creativi che migliorano la vita di tutti i giorni. In due sole parole: Trasformazione Digitale. L’evoluzione è continua, non solo nelle tecnologie stesse, ma anche nelle applicazioni, nei modelli di business e nei modelli di organizzazione delle imprese e del lavoro.

Fare Innovazione Digitale, in sostanza, non vuol dire semplicemente utilizzare le nuove tecnologie in quanto tali, ma partire da queste per ripensare e semplificare un processo produttivo e creativo, erogare nuovi beni e servizi volti al miglioramento della vita degli utenti, ridisegnare, in una logica di apertura al cambiamento, i modelli che governano il business.

 

L’Innovazione Digitale… secondo gli Osservatori Digital Innovation

In un quadro così denso, ma ancora tutto da saturare, si inserisce la vision degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, che dalla loro nascita (correva l’anno 1999) accompagnano le imprese italiane nel fondamentale viaggio verso la digitalizzazione. Un punto di riferimento importante per aziende grandi, medie o piccole, pubbliche o private che siano, che devono imboccare la strada del digitale.

L’Innovazione Digitale, secondo gli Osservatori, è un fattore essenziale per lo sviluppo del sistema Paese. Un percorso disseminato di rischi e opportunità crescenti per le imprese che vogliono competere nei comparti in cui operano o portare sul mercato beni e/o servizi in grado di generare una domanda completamente nuova. E per perseguire tali obiettivi, risultano fondamentali competenze digitali e cambiamenti nelle strategie e nell’organizzazione.

Centrali, in questa visione di Innovazione Digitale, non sono le tecnologie digitali, ma i business model innovativi che queste abilitano. In tal senso, il lavoro di ricerca degli Osservatori non ha un intento prettamente statistico (come la denominazione suggerirebbe), ma funge da stimolo per l’innovazione stessa. E lo fa attraverso la produzione e la diffusione di conoscenza sulle opportunità e gli impatti delle tecnologie digitali. Un lavoro fatto di modelli interpretativi basati su solide evidenze empiriche e spazi di confronto indipendenti, pre-competitivi e duraturi nel tempo, che aggregano la domanda e l’offerta di Innovazione Digitale in Italia.

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20 anni di Innovazione Digitale: i trend in accelerazione

Anno di nascita 1999, dicevamo. Sono trascorsi esattamente 20 anni dalla fondazione del primo Osservatorio sul commercio elettronico – l’Osservatorio eCommerce B2c. Oggi sono 41 gli Osservatori attivi, la maggior parte con cadenza annuale. Un tasso di crescita elevato, che ha accompagnato il continuo emergere di nuove tecnologie digitali e la loro crescente penetrazione nella nostra economia, nella società e nei nostri stili di vita.

Dire che la storia degli Osservatori coincida con quella dell’Innovazione Digitale è forse azzardato. Ma è vero che, fin dal principio, gli Osservatori hanno accompagnato quel processo di semplificazione e “massificazione” del digitale, avviato proprio a cavallo del nuovo millennio. Nel 1999 c’erano Internet e l’eCommerce, che già destavano interessi e aspettative elevate, sebbene indefinite nei loro contorni. Ma era un web ancora lontano da quello che conosciamo oggi. Google era poco più di un’idea imprenditoriale, Alibaba muoveva i primi passi proprio in quell’anno e Facebook non esisteva nemmeno.

Non c’era lo smartphone, destinato a diventare il device cardine della nostra vita, e non c’erano quindi i business model basati su questo dispositivo: Mobile Payment e Sharing Economy su tutti. Non c’erano le reti di terza, quarta e quinta generazione e la capacità di trasmissione era per questo molto limitata. Non c’era il Cloud Computing, tecnologia abilitante per eccellenza della trasformazione digitale. Senza Google e Facebook non esistevano il Digital Advertising e le diverse forme di comunicazione e marketing proprie dell’online. Si parlava di Business Intelligence, ma non di Big Data, Data Science e Machine Learning. C’era l’Internet of Things (IoT), ma non nella forma in cui la conosciamo adesso. Tale espressione fu coniata proprio nel 1999, con riferimento ai dispositivi RFId) Non c’era la Blockchain, “esplosa” letteralmente con il protocollo Bitcoin dieci anni dopo.

Era il tempo, insomma, di un’Innovazione Digitale che doveva ancora esprimere tutto il suo potenziale. Negli ultimi 20 anni, tutti questi trend innovativi si sono affermati e consolidati, rivoluzionando il business e la società e penetrando in tutti i settori dell’economia: PA, logistica, banche e finanza, HR e lavoro, sanità, cultura, retail, turismo, automotive, studi legali, agricoltura, industria del food, dello sport, dei media. Senza contare le implicazioni per la Security e la Privacy che l’innovazione comporta e comporterà. Il 2018 è stato l’anno del GDPR, il 2019 quello del Cybersecurity Act, il 2020 – molto probabilmente – sarà quello del Regolamento ePrivacy.

 

I trend dell’Innovazione Digitale in (quasi) 30 infografiche

Ma torniamo ad oggi. La raccolta delle Infografiche 2019 a cura degli Osservatori offre un quadro di sintesi sugli ambiti dell’Innovazione Digitale, vale a dire sui numeri chiave, i trend e le prospettive di crescita che riguardano le tematiche di frontiera appena accennate, e non solo. La raccolta è totalmente gratuita, perché anche questa è Open Innovation.

Sebbene in ritardo rispetto alla media europea, il processo di digitalizzazione nel nostro Paese è in fase di decollo. Gli ultimi 3 anni hanno registrato importanti passi in avanti rispetto al passato. Per avere un'idea più dettagliata, sono ancora disponibili le raccolte per gli anni 2016, 2017 e 2018 >>

Com'è andata nel 2019, invece, per eCommerce e soci? Facciamo giusto qualche anticipazione. Il valore dell’eCommerce B2c è salito nel 2019 a 31,6 miliardi di euro (+15% rispetto al 2018) con i prodotti che hanno fatto la parte del leone. É cresciuto a 2,77 miliardi di euro il valore dei servizi Cloud, fra i quali spicca l’accelerazione dei servizi di Public & Hybrid Cloud, che registrano una crescita superiore alla media internazionale. In forte sviluppo pure l’Internet of Things – anch’essa fresca di 20 anni – sulla spinta di obblighi normativi specificamente italiani dello scorso anno, come quelli relativi all’introduzione dei contatori intelligenti (Smart Metering) per il gas. La stima del valore di mercato è di 5 miliardi di euro, un terzo in più rispetto all’anno precedente, con un significativo contributo di Smart Car, Smart Home e Industrial IoT.

Continua a crescere l’utilizzo di servizi Fintech & Insurtech, come Mobile Payment, Trasferimenti P2P, P2P Lending, Crowdfunding, Chatbot, RoboAdvisor, Instant insurance.  Accelera la crescita del mercato Big Data Analytics (+23%), che – trainato da banche e manifatturiero – supera gli 1,7 miliardi di euro, con una presenza però ancora molto modesta delle PMI. Modesta è la presenza delle PMI anche nello Smart Working, dominato dalle grandi imprese private, che coinvolge più di mezzo milione di persone.

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Redazione Osservatori Digital Innovation

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Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano nascono nel 1999 con l’obiettivo di fare cultura in tutti i principali ambiti di Innovazione Digitale. Oggi sono un punto di riferimento qualificato sull’Innovazione Digitale in Italia che integra attività di Ricerca, Comunicazione e Aggiornamento continuo.

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