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Cosa fa l’Innovation Manager: voucher, requisiti e competenze

14 novembre 2019 / Di Alessandra Luksch / Nessun commento

La storia dell'Innovation Manager è recente quanto prorompente. Una figura come quella del Manager dell'Innovazione "nasce" per affiancare le imprese nella riorganizzazione necessaria per far fronte alla trasformazione tecnologica.

Il recente decreto MISE con annesso Voucher per l'Innovation Manager ha suggellato il ruolo di questa figura, definendone caratteristiche, competenze e sua centralità all'interno delle strategie di innovazione delle imprese.

In un momento di grande fermento e cambiamento, dunque, abbiamo approfondito gli aspetti salienti che caratterizzano tale professione, rispondendo alle domande più ricorrenti in tema Innovation Manager:

 

Il Decreto Voucher Innovation Manager: un incentivo per l'innovazione

Il Voucher Innovation Manager istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) prevede un quadro di incentivi alle piccole e medie imprese che intenderanno affidarsi a un professionista dell’innovazione.

Dopo una lunga fase di preparazione, infatti, il 1° luglio 2019 è stato pubblicato il Decreto Voucher Innovation Manager, un provvedimento con cui il Ministero dello Sviluppo Economico stanzia fino a 80mila euro per le PMI che desiderino avvalersi di un consulente per l’innovazione digitale. Il voucher è finalizzato a coprire le spese della prestazione dell’Innovation Manager, il quale deve essere inserito temporaneamente (per non meno di nove mesi) e può intervenire in progetti riguardanti diverse aree dell’innovazione:

 

L'elenco degli Innovation Manager

Il 29 luglio sono anche stati stabiliti i termini e le modalità di iscrizione all’Elenco Nazionale dei Manager dell'Innovazione, elenco ufficiale che permette di identificare le figure professionali abilitate a svolgerei progetti finanziabili secondo il Decreto. L’istanza può essere presentata dal 27 settembre al 25 ottobre, tramite procedura informatica accessibile dal sito del Ministero.

I candidati in possesso dei requisiti necessari per l’iscrizione (titoli di studio, esperienze, specializzazioni, ecc), potranno offrire consulenza nelle aree in cui sono specializzati.

 

Chi è e cosa fa l’Innovation Manager

Ma cosa fa nel concreto un Manager dell'Innovazione? Cosa deve cercare esattamente la PMI che intende beneficiare del Voucher MISE?

Sempre il Decreto MISE, definisce l'Innovation Manager come un professionista specializzato in ambito digitale, in grado di interpretare, definire e realizzare progetti e processi di digitalizzazione e riorganizzazione aziendale.

  • Questo “regista” del processo di innovazione svolge la sua funzione assumendo innanzitutto il ruolo di Esploratore, al fine di individuare le opportunità per l’impresa.
  • In secondo luogo svolge il ruolo di Evangelista dell’innovazione o Change Manager, occupandosi dell’introduzione e dello sviluppo di una nuova cultura dell’innovazione in tutta l’organizzazione.
  • Infine assume il ruolo di Abilitatore, per lo svolgimento di attività manageriali: l’analisi e la valutazione dei risultati, l’introduzione di nuove metodologie e la gestione del portafoglio progetti.

Grazie ai risultati della Survey Innovation degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy, abbiamo approfondito il ruolo dell’Innovation Manager in Italia, individuando le competenze e gli obiettivi del nuovo leader dell’innovazione. Ecco il quadro che ne emerge.

 

I requisiti per diventare Innovation Manager

La figura dell'Innovation Manager sta conoscendo il suo momento di fulgore. Se astrattamente parliamo di un vero e proprio eroe dell'innovazione, nel concreto si tratta di un ruolo complesso, con competenze trasversali che spaziano dalla tecnologia, ai processi, alla gestione, fino ai mercati finanziari.

In realtà, le capacità principali di un buon Innovation Manager, almeno stando alla Survey, sono altre: quelle che possiamo definire soft skills. E questa non è affatto una sorpresa, dato che un Manager dell'Innovazione con la M maiucola si affronta quotidianamente contesti organizzativi ostili, poco avvezzi al cambiamento o peggio caratterizzati dalla sindrome del “not invented here” (vale a dire il timore di sperimentare soluzioni esterne). Sono 3, in particolare, le soft skill che emergono dall'analisi, cioè Leadership, Visione strategica, Creatività e curiosità. Con il "bonus" dello Storytelling.

Leadership

Questa capacità è fondamentale per motivare le persone e stimolare il cambiamento, considerando che il compito principale dell’Innovation Manager è l’individuazione delle opportunità e la diffusione di cultura e metodi per l’innovazione.

Visione strategica

Si fa riferimento alla capacità di individuare gli elementi e i trend che avranno un impatto sull’impresa o sul mercato in cui opera, nonché di motivare l’organizzazione nel suo processo di evoluzione.

Creatività e curiosità

Per stimolare la ricerca di nuove opportunità, lo spirito innovativo e l’apertura mentale sono capacità essenziali.

Storytelling

Un ulteriore requisito per questo professionista è la capacità di storytelling, una tecnica di comunicazione e persuasione basata su una narrazione che stimola l’identificazione e la condivisione da parte di chi ascolta. Il processo di storytelling è essenziale per affrontare l’innovazione nelle imprese, dato che, costruendo e condividendo storie basate su esperienze personali condivise, è più facile coinvolgere e persuadere le persone.

 

Perché serve l’Innovation Manager

L'introduzione del Voucher ministeriale è solo l'ultimo atto di un processo già in atto da tempo. Un percorso che ha contribuito a conferire alla figura dell'Innovation Manager assoluta centralità nel contesto di trasformazione digitale e che poggia su diversi principi.

Se è vero che l’innovazione dovrebbe essere responsabilità di tutta l’organizzazione, è altrettanto vero che ancora molte imprese non hanno gli strumenti, le competenze o lo spirito di iniziativa necessari per gestire un processo di ammodernamento. Ed è qui che entra in gioco l’Innovation Manager, necessario per almeno tre motivi:

  1. L’innovazione è un processo complesso che richiede una cultura aziendale di base e, quando questa è assente, occorre un soggetto che promuova la sperimentazione e l’accettazione del fallimento come passo talvolta inevitabile per il raggiungimento del successo
  2. Il mercato cambia rapidamente e occorre non solo promuovere un’innovazione sostenibile nel tempo ma, ancora meglio, anticipare i cambiamenti delle esigenze e dei comportamenti dei clienti per offrire prodotti e servizi in linea con i trend
  3. L’innovazione non è solo tecnologia, perché non si parla solo di nuovi prodotti o servizi ma anche di nuovi modelli di business orientati sui bisogni dei clienti e basati su criteri di efficienza e flessibilità.

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Alessandra Luksch

Alessandra Luksch

Direttore degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy