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Coronavirus e paura contagio fattori inconsapevoli di spinta all’eCommerce?

27 febbraio 2020 / Di Samuele Fraternali / Nessun commento

Continua la diffusione su scala globale del contagio da coronavirus. E i governi degli stati interessati consigliano alla popolazione di limitare i contatti e i momenti di aggregazione sociale. Tra le varie conseguenze di questi provvedimenti, si sta assistendo ad un maggior ricorso del canale eCommerce per acquistare da un lato beni esauriti sul canale tradizionale (mascherine, gel igienizzanti per le mani) e, dall’altro, prodotti alimentari o di prima necessità.

 

Gli effetti del Coronavirus sull'eCommerce cinese

In Cina, oramai alle prese da settimane con l’emergenza, si parla di una crescita esponenziale del food delivery e di cambi importanti nel comportamento di consumo di cibo e nelle procedure di consegna. Si è passati da ordini mono-pasto (in Cina, il pranzo ordinato online viene di solito consumato da soli) a ordini più consistenti (il pranzo viene consumato dalle famiglie costrette a limitare i propri spostamenti).

Il timore del contagio, però, ha avuto effetti anche sulla la fase di consegna, con l’obiettivo di limitare il contatto diretto tra cliente e fattorino. Così diverse iniziative, dalle catene di ristorazione (McDonald’s, KFC, Pizza Hut) alle piattaforme di Food Delivery (Meituan in Cina e Yogiyo in Corea del Sud) hanno optato per l’opzione di consegna “contactless” sull’uscio di casa (o in un altro luogo indicato). Parallelamente in Cina si sta lavorando anche alle consegne tramite robot, soprattutto nelle aree più a rischio: Meituan ha già avviato i veicoli autonomi a Pechino, Ele.me negli hotel in quarantena di Wenzhou, mentre Jd.com sperimenta la consegna automatizzata a Wuhan di generi alimentari e forniture mediche.

 

La situazione in Italia: una spinta per il Food eCommerce

E in Italia? Ad oggi le maggiori evidenze le abbiamo nell’hinterland milanese, tra le zone più interessate dalle ordinanze (che invitano al controllo degli spostamenti) e con una diffusione dell’eCommerce B2c maggiore rispetto ad altre zone del Paese.

I principali player che operano in ambito Alimentare (da Amazon Prime Now a Esselunga) hanno affrontato un’emergenza causata da un’elevata richiesta di questi servizi, con siti in tilt, per diverse ore, e fasce di consegna esaurite. Le operations, messe a dura prova dalla gestione di questo picco “straordinario” e non prevedibile, stanno però reagendo bene. Nella situazione di emergenza che stiamo vivendo, nonostante i picchi elevati di richieste, l’eCommerce ha consentito a diversi consumatori, anche quelli appartenenti alle categorie più a rischio, di poter fruire di servizi importanti, come la consegna dei generi Alimentari e dei pasti a domicilio, senza dover uscire di casa.

Inconsapevolmente l’emergenza sanitaria potrebbe diventare quindi un volano di crescita per il futuro nell’eCommerce B2c Alimentare in Italia - comparto ad oggi tra i più arretrati con una penetrazione sugli acquisti retail intorno all’1% - facendo avvicinare al canale anche utenti non abituati all’online.

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Samuele Fraternali

Samuele Fraternali

Direttore dell’Osservatorio Digital Content e Senior Advisor dell'Osservatorio eCommerce B2c Netcomm

Tema:  eCommerce B2c