Contract Logistics

Ultimo Miglio: cos'è e come gestirlo nel mondo digitale

14 dicembre 2018 / Di Damiano Frosi / Nessun commento

L’ultimo miglio, per definizione, è il percorso della merce da un hub logistico alla sua destinazione finale. In logistica, specie nella logistica conto terzi, l’ultimo miglio è un fattore sempre più determinante. E non è un caso che molte imprese logistiche stiano riconfigurando gli attuali network fisici in modo da poter offrire servizi personalizzati senza incidere sulle economie di scala.

 

L'ultimo miglio tra mondo fisico e digitale

Per una gestione efficiente dell'ultimo miglio, l’intento è quello di differenziare il processo distributivo il più vicino possibile ai punti di consegna finali, costruendo circuiti ad hoc per offrire servizi personalizzati solo nell’ultimo tratto della distribuzione.

Le dinamiche in atto, in particolare l’evoluzione delle esigenze legate alla consegna al consumatore finale, stanno portando alla riconfigurazione dell’ultimo miglio, sia in termini di network fisico che di tecnologie a supporto della gestione della distribuzione.

Nuove dinamiche di consegna ultimo miglio

La consegna a domicilio rappresenta ad oggi la modalità principale per la consegna dei prodotti ordinati online ed è effettuata utilizzando il network distributivo dei corrieri. In particolare, si utilizza principalmente la consegna nei giorni e in orari lavorativi. Ancora in fase di esplorazione è la consegna serale e alla domenica, mentre risulta ormai un fattore non differenziale l’aggiornamento dello stato della consegna, con i servizi di tracking dell’ordine in tempo reale e il preavviso della consegna utilizzati.

Il futuro della logistica è on demand

È ormai chiaro che, in prospettiva, si andrà verso una consegna “on demand”, ovvero gestita in modo dinamico dal consumatore, con fasce orarie più ampie e lead time ridotti. Tra le nuove esigenze ci sono anche la consegna a temperatura controllata e con mezzi green, oltre che – per alcuni prodotti – con installazione e personalizzazione.

Si tratta, chiaramente, di uno scenario in rapida evoluzione e soggetto a forte dinamicità. Proprio questa dinamicità potrebbe portare, in futuro, ad una vivacità anche nella costruzione dell’offerta di servizi e del costo del servizio stesso.

 

Il dilemma dell'ultimo miglio

Seguire l’evoluzione delle esigenze dei committenti, rischiando di frazionare i flussi logistici con potenziali inefficienze nell’esecuzione del processo oppure concentrarsi su alcuni servizi su cui è possibile raggiungere forti economie di scala, ma soddisfacendo solo parzialmente le richieste del mercato?

Oggi i fornitori di servizi logistici sono chiamati a rispondere a questa difficile dilemma. Una sfida alla quale i fornitori stanno rispondendo riconfigurando gli attuali network fisici in modo da offrire una molteplicità di servizi personalizzati.

Il decoupling point

In particolare, la strategia che si sta perseguendo è quella di coniugare personalizzazione del servizio ed economie di scala attraverso l’utilizzo di decoupling point.

Applicare all’ultimo miglio il concetto di decoupling point, tipico del mondo della supply chain, significa differenziare il processo distributivo il più vicino possibile ai punti di consegna finali, gestendo i volumi in modo aggregato fino a tale punto – laddove possibile indipendentemente dalla tipologia di prodotto e canale – e costruendo circuiti ad hoc per l’esecuzione dei servizi personalizzati solo nell’ultimo tratto di distribuzione.

Il decopupling point può essere, ad esempio, rappresentato da una filiale da cui è possibile attivare molteplici servizi differenziati, coinvolgendo eventualmente anche terze parti. Oppure è possibile introdurre un nuovo livello a valle della filiale in area urbana: l’urban warehouse. Questi depositi di piccole dimensioni all’interno delle grandi aree urbane consentono di ridurre sia la distanza rispetto ai punti di consegna, sia la dimensione minima per saturare il mezzo predisposto per il singolo servizio. L’introduzione dei circuiti logistici ad hoc dipende da molteplici fattori, quali la tipologia e la densità di consegna.

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Damiano Frosi

Damiano Frosi

È laureato in Ingegneria Gestionale, indirizzo Operations & Supply Chain Management, presso il Politecnico di Milano. Ha frequentato nel 2011 un corso post-universitario in Logistica Distributiva e conseguito nel 2016 il Master in Management presso il MIP – la Business School del Politecnico di Milano. Dal 2008 collabora con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano ed è attualmente responsabile dello sviluppo delle relazioni con le aziende. Dalla fine del 2010 si occupa di Ricerca e Advisory nell'area Logistica, Operations & Supply Chain Management ed è Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”. Nel 2016 ha avviato un Osservatorio sul tema Smart AgriFood.