L’utilizzo dei social network per catturare l’attenzione, ad ogni costo

02 March 2018 / Di Andrea Lamperti / 0 Comments

Alle porte delle elezioni politiche italiane e quasi alla fine della relativa campagna elettorale, come ampiamente previsto, si stanno alzando i toni delle discussioni tra le varie compagini politiche in gioco. In campagna elettorale da sempre risulta determinante la capacità dei leader dei partiti di comunicare ai cittadini, con l’obiettivo di convincerli con le proprie idee e (si presume) con il proprio programma. In particolare, negli ultimi giorni, ci si concentra sul “popolo degli indecisi”, ossia chi non ha ancora scelto cosa votare o non ha ancora trovato la forza politica che meglio lo rappresenta.

I media digitali e in particolare i social network sono diventati un imprescindibile canale di comunicazione per promuovere un prodotto, un servizio e, più in generale, un messaggio. Ed ecco quindi che anche per i politici queste piattaforme diventano uno dei canali preferenziali per diffondere il proprio pensiero. Tuttavia, difficilmente sulle pagine dei social troviamo punti di programmi elettorali o descrizioni precise di ciò che un rappresentante politico vuole portare a compimento.

Assistiamo sempre più spesso ad un carosello di video e foto (formati non casuali, ma anzi “premiati” dall’algoritmo di diffusione dei contenuti all’interno di un social network) che puntano a suscitare reazioni per catturare attenzione, ad ogni costo, e tendenzialmente attraverso sensazioni negative, quali la rabbia, il disgusto, la paura e la tristezza. Tutto questo è testimoniato dalle ricerche effettuate attraverso sentiment analysis sui post pubblicati. Questi messaggi vengono poi resi virali attraverso hashtag e pagine sponsorizzate; attività in alcuni casi lecite e in altri, sembrerebbe, meno (si parla anche in Italia di interventi da parte di hacker russi). Un uso studiato quindi delle piattaforme che comprende un calibrato mix di formati adatti ad essere virali, meccanismi di pubblicazione automatica, impiego saggio di hashtag e link, comunicazioni d’impatto e poco di contenuto per trasmettere sensazioni che generano rifiuto e distacco.

A prescindere dal credo politico, anche in questo caso serve ribadire agli utenti di prestare molta attenzione a tutte le fonti che, in qualsiasi modo, emergono sui social network. Come per pubblicità e notizie, anche le campagne elettorali possono essere influenzate da quelle che sempre più volgarmente vengono definite “fake news”. La divulgazione incontrollata di notizie può avvenire infatti anche attraverso meccanismi forzati e non naturali. Un numero elevato di condivisioni e like non corrisponde sempre ad un reale consenso e approvazione da parte degli utenti. La facilità di accesso alle informazioni porta con sé un abbassamento generalizzato della veridicità e autenticità delle fonti utilizzate. Proprio per questo, l’utilizzo del social network – almeno negli ambiti diversi dal mero intrattenimento – deve essere più consapevole e non caratterizzato dalla stessa leggerezza con cui si condividono le foto della propria vacanza al mare.


Andrea Lamperti, direttore Osservatorio Internet Media

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Direttore dell’Osservatorio Internet Media - Ricercatore presso gli Osservatori Digital Innovation dal 2011, segue altre attività di Ricerca in ambito di Turismo digitale sempre all'interno della School of Management del Politecnico di Milano.