Informazione Digitale: come funziona e come sta evolvendo il Giornalismo Online

09 June 2021 / Di Samuele Fraternali / 0 Comments

Il mondo delle news e del giornalismo sta vivendo con il digitale una trasformazione senza precedenti. L'informazione digitale è la fetta più importante ma anche più controversa dell'intera filiera dell'editoria digitale. In un settore che stenta a decollare, sono ancora molti i dubbi legati al copyright e alla valorizzazione e monetizzazione dell'informazione online.

In questo articolo analizzeremo come è evoluta l'informazione online negli ultimi anni, quali sono i formati e i modelli di distribuzione più diffusi delle news digitali e quali sono le soluzioni innovative per vincere le principali sfide della digitalizzazione.

 

Cosa si intende per Informazione Digitale

All’interno dell’informazione digitale (o Digital News) includiamo le iniziative online delle testate giornalistiche, dai quotidiani ai periodici; escludiamo il veicolo di informazioni accessorie come il meteo, l’oroscopo e la viabilità. Il focus è quindi sul giornalismo online, sulle notizie: dalla cronaca alle inchieste e agli approfondimenti tematici.

I primi esperimenti di informazione digitale risalgono agli anni ’90 e da allora si è assistito a diversi tentativi di ricerca di un equilibrio che ancora non si è raggiunto del tutto. L’elemento critico che colpisce il giornalismo online è legato al concetto di liberalizzazione delle notizie che si è instaurato sul web. La facilità di accesso alle informazioni in tempo reale – connaturata nell’ideologia del web – ha reso complicato replicare il modello di revenue del Retail all’online. Il consumatore, infatti, spesso non trova giustificato dover sostenere un costo per accedere sui siti dei giornali alle stesse informazioni che trova diffuse e condivise su altri canali, come i social media. Questo tema ha condotto nel tempo alla sperimentazione di diversi modelli di revenue associati al digitale e a interminabili querelle giudiziarie tra gli editori, i regolatori e i giganti del web.

Una strada battuta negli ultimi anni, alla costante ricerca della sostenibilità del business digitale, è legata al contenuto. Sempre più le iniziative online premium dei giornali non sono la replica digitale dell’edizione cartacea bensì contenitori e distributori di contenuti differenti: sono proposti approfondimenti ad hoc, notizie dedicate e riservate al canale digitale, supporti multimediali di arricchimento della notizia.

 

I formati per fare informazione online

L’informazione digitale ha vissuto nel tempo una trasformazione anche dal punto di vista dei formati, abilitati dallo sviluppo tecnologico e dalla necessità di arricchire l’esperienza utente.

Inizialmente la diffusione online delle news avveniva con testo e immagini, in coerenza con la diffusione cartacea. Nel tempo la fruizione dei contenuti si è orientata all’integrazione con altri formati, in logica multimediale.

  • Il Video è stato nell’ultimo decennio il formato più impattante: oltre ad essere un formato alternativo/completare di fruizione della news, il video è diventato per molti utenti l’unico formato di fruizione della notizia, abilitando vere e proprie sezioni all’interno delle iniziative online dei giornali.
  • L’altro formato premiante è l’Audio. Molti giornali hanno implementato, ad esempio, la funzionalità di trasformare il testo scritto in un testo letto da un riproduttore vocale automatico, semplificando così la fruizione della news da parte dell’utente. Negli ultimi anni, invece, ha preso piede il formato Podcast con cui distribuire principalmente approfondimenti e interviste. Maggiormente legato al canale distributivo, il tema del formato audio diventa importante anche per la diffusione di contenuti d’informazione tramite gli oggetti connessi come gli smart speaker.

 

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Il mercato dell'informazione online in Italia

Il mercato digitale dell’informazione online si sostiene con due fonti di ricavi: la spesa del consumatore e la spesa pubblicitaria raccolta sulle piattaforme distributive.

Le iniziative a pagamento per il consumatore riguardano la vendita di copie singole dei giornali (quotidiani e/o periodici) e la sottoscrizione di abbonamenti (mensili, annuali, a vita) per accedere a un’area premium contenente le notizie e gli approfondimenti più di valore. Molte iniziative, invece, non prevedono una sezione premium ma si sostengono unicamente dai proventi della vendita di spazi pubblicitari.

Il mercato italiano delle Digital News è fortemente sbilanciato sulla raccolta advertising; la parte premium incide poco e fa fatica a decollare. Secondo i dati dell’Osservatorio Digital Content, nel 2019 la raccolta ADV ha superato i 500 milioni di euro, in crescita del +4%, mentre la spesa del consumatore è stata di poco superiore ai 40 milioni di euro, anch’essa in leggera crescita.

Da un’indagine condotta sugli internet users italiani emerge che, nei primi mesi del 2020, circa il 75% della popolazione fruisce di notizie online e il 20% di questi ha dichiarato di averne aumentato il consumo durante il periodo di lockdown. Inoltre, in media viene dedicata in media mezz’ora al giorno per fruire digitalmente di contenuti d’informazione.

 

Come viene distribuita l'Informazione Digitale

La distribuzione digitale dell’informazione può avvenire in diverse forme fornendo al consumatore finale delle alternative di fruizione tra cui scegliere in funzione delle proprie preferenze.

Una prima modalità di fruizione è tramite la versione digitale del giornale o della rivista. Le versioni digitali possono essere acquistate singolarmente o sotto forma di abbonamento.

Alla versione digitale, si accompagna lo sviluppo di website in cui sono presenti contenuti complementari o di approfondimento. I siti possono essere fruiti dall’utente in modalità gratuita - con o senza registrazione obbligatoria - o a seguito della sottoscrizione di un abbonamento (tipicamente mensile o annuale). Un limite alla visualizzazione gratuita è la presenza di paywall che variano nel funzionamento da testata a testata (ad es. metered paywall o paywall dinamico).

Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione è la presenza dei servizi dei Big Tech. Google News Showcase, ad esempio, presenta ai lettori una vera vetrina di news e contenuti di approfondimento - che normalmente si troverebbero limitati da un paywall - da cui attingere in forma gratuita.

Logiche pressoché simili si ritrovano anche per l’editoria non-news (magazine, periodici, riviste di divulgazione, …). Negli ultimi anni si stanno diffondendo nuove soluzioni di aggregazione dei contenuti informativi, tra cui ricordiamo Readly, che permettono di fruire con un solo abbonamento in modo illimitato di tutti i contenuti differenti presenti sulla medesima piattaforma.

 

Il Paywall

Il paywall costituisce una sorta di “barriera digitale” che impedisce la fruizione libera di contenuti editoriali, soprattutto nel caso di testate giornalistiche. Per poter avere accesso a questi contenuti, nella maggior parte dei casi, l’utente deve sottoscrivere un abbonamento.

Esistono, però, diverse tipologie di paywall che si differenziano in base a quanti contenuti siano fruibili in modalità gratuita:

  • Hard paywall: tutti i contenuti sono fruibili solo dietro abbonamento
  • Soft paywall: una parte di contenuti è fruibile in modalità gratuita, gli altri solo dietro abbonamento. Esistono due tipologie di soft paywall:
    • Metered paywall: solo un numero limitato – fisso e uguale per tutti gli utenti - di articoli è fruibile in modalità gratuita;
    • Dynamic paywall: solo un numero limitato di articoli è fruibile in modalità gratuita ma questo numero non è fisso e viene determinato in base alla frequenza di fruizione da parte degli utenti;
  • Open paywall: tutti i contenuti sono fruibili in forma gratuita, tuttavia è raccomandato agli utenti di contribuire tramite donazioni volontarie.

 

I trend innovativi nel mondo News

Nel mondo dell’informazione, l’innovazione digitale è in questo momento orientata a migliorare due aspetti.

1. La gestione organizzata dei contenuti multimediali di ogni news, in una logica multicanale e multipiattaforma

L’editore ha sempre più in mano diversi contenuti associati alla stessa notizia e in diversi formati; riuscire ad archiviare e a gestire intelligentemente ed efficacemente questi contenuti diventa un fattore critico di successo. La stessa news, infatti, può essere “vestita” differentemente in funzione del canale e della piattaforma di distribuzione e dell’audience a cui si rivolge. Occorre quindi cambiare la logica di archiviazione dei contenuti e ragionare con il concetto di “contenuto neutro”, in cui il contenuto non ha una destinazione finale definita a priori.

2. Il tracciamento del copyright e la corretta remunerazione della filiera

Esistono sempre più soluzioni tecnologiche, basate su algoritmi di tracking o su blockchain, che aiutano gli editori a gestire in maniera efficace ed efficiente il tema del copyright, sia a monte che a valle della filiera. Si tratta di soluzioni che possono aiutare l’intera filiera ad aumentare il giro d’affari e a recuperare flussi ad oggi persi per il veicolo illecito dell’informazione digitale.

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Direttore dell’Osservatorio Digital Content e Senior Advisor dell'Osservatorio eCommerce B2c Netcomm