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Digital Advertising: i formati della pubblicità online

19 aprile 2018 / Di Andrea Lamperti / Nessun commento

Il Digital Advertising, all’interno del più ampio settore dei new media, è il valore della raccolta pubblicitaria effettuata sulla Rete, all’interno di siti web e applicazioni online, fruiti da qualsiasi dispositivo che disponga di una connessione Internet.

A fine 2016, in Italia questo settore valeva più di 2,3 miliardi di euro. Per una migliore lettura, possiamo dividere l'online advertising in cinque categorie principali: display advertising, classified advertising, search advertising, email advertising e native advertising.

Questi diversi formati pubblicitari evidenziano dinamiche molto differenti tra loro. Andiamo ad analizzarli uno ad uno, con anche alcune indicazioni sul mercato a fine 2016; i dati sono a cura dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

Quali sono i numeri del Digital Advertising?    Scarica Infografica

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I 5 formati pubblicitari del Digital Advertising

Display Advertising

La display advertising  include principalmente i banner in tutte le loro forme tradizionali e i Video sia instream (pre-roll, mid-roll, post-roll + companion banner), sia outstream; all’interno di questa voce è inclusa l’intera raccolta pubblicitaria dei Social network.

A fine 2016 valeva complessivamente poco meno di 1,4 miliardi di euro (11% rispetto al 2015) La display advertising è a conti fatti la prima tipologia di formato per raccolta pubblicitaria Al suo interno, tuttavia, la raccolta pubblicitaria non è uniforme: l’intera crescita proviene infatti dalla componente video che pesa circa il 40% del totale display advertising.

Search Advertising

La search advertising rappresenta l’acquisto di visibilità all’interno dei motori di ricerca. La raccolta pubblicitaria di questo formato arrivava a 730 milioni di euro a fine 2016 (+4% rispetto all'anno precedente), dimostrando da un lato di essere un comparto maturo, dall’altro di rimanere uno zoccolo duro nella pianificazione digital. È il secondo formato per valore di raccolta, decisamente importante all’interno di quasi tutte le pianificazioni pubblicitarie online.

Classified Advertising

La classified advertising, ossia l’acquisto di visibilità da parte delle aziende per annunci su siti di compravendita o directory online, sfiora i 200 milioni di euro a fine 2016, in crescita del 16%. Dopo anni di contrazione, la crescita dei nuovi portali verticali di annunci ha più che compensato la contrazione dello storico leader di mercato.

Email Advertising

L’email advertising, ossia qualsiasi forma pubblicitaria all’interno di newsletter e email inviate a database di terze parti, raccoglie quasi 30 milioni di euro, valore piuttosto stabile negli anni.

Questo mercato ha al suo interno due dinamiche contrapposte: da un lato abbiamo una riduzione del numero di mail inviate massivamente con obiettivi di conversione diretta, dall’altro un incremento di progetti ad hoc mirati ad ampliare le informazioni possedute sull’utente.

Native Advertising

Il native advertising consiste in espliciti contenuti promozionali proposti direttamente all'interno dei contenuti di una pagina web.
Nelle sole componenti di Recommendation Widget (elementi testuali/grafici/video all’interno di widget di raccomandazione) e Content Feed (elementi all’interno di flussi di news o di pagine di navigazione, all’interno della griglia editoriale), vale circa 30 milioni di euro e rappresenta il comparto con la maggiore crescita percentuale negli ultimi anni. Un tassello del Digital Advertising, quello del native advertising tutto da scoprire!

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Andrea Lamperti

Andrea Lamperti

è ricercatore presso gli Osservatori Digital Innovation dal 2011, è Direttore dell’Osservatorio Internet Media e segue altre attività di Ricerca in ambito di Turismo digitale sempre all'interno della School of Management del Politecnico di Milano.

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