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La digitalizzazione in Italia: l'indice DESI 2018 e i DMI

07 settembre 2018 / Di Pietro Trabacchi / Nessun commento

Qual è lo stato di digitalizzazione dell’Italia? E, soprattutto, qual è il gap che ci separa dagli altri Paesi europei? Sono due domande fondamentali, queste, per prendere decisioni consapevoli in tema di Agenda Digitale e comprendere a pieno l'effettiva attuazione del piano strategico di digitalizzazione nazionale. Ed è da qui che vogliamo partire.

Per sviluppare questa conoscenza occorre un sistema di misura solido, maturo, oggettivo, completo e condiviso a livello internazionale. Da alcuni anni il Digital Economy and Society Index (comunemente chiamato DESI) è usato per valutare e confrontare il livello di digitalizzazione dei Paesi europei.

 

Cos’è il DESI e come funziona

Il Digital Economy and Society Index è un indice creato dalla Commissione Europea che misura i progressi dei Paesi europei in termini di digitalizzazione dell’economia e della società. L’indice è la sintesi di diversi indicatori raccolti in 5 aree principali:

  • Connettività: misura lo sviluppo della banda larga, la sua qualità e l’accesso fatto dai vari stakeholder;
  • Capitale umano: misura le competenze necessarie a trarre vantaggio dalle possibilità offerte dalla società digitale;
  • Uso di internet: misura le attività che i cittadini compiono grazie a internet, connettività e competenze digitali;
  • Integrazione delle tecnologie digitali: misura la digitalizzazione delle imprese e l’impiego del canale online per le vendite;
  • Servizi pubblici digitali: misura la digitalizzazione della PA, con un focus sull’eGovernment

Ognuna di queste cinque aree contiene diversi indicatori che sono raccolti annualmente per tutti i Paesi europei e opportunamente pesati a seconda della loro rilevanza. Nel rapporto DESI 2018 sono stati 34 gli indicatori utilizzati. Successivamente, per aggregare indicatori espressi in unità di misura differenti, viene fatta una normalizzazione tra 0 e 1. Ed è in questo modo che è possibile avere una misura media per ogni area e una misura complessiva, che riferisce sinteticamente lo stato di attuazione dell’Agenda Digitale.

 

L'Italia nel Digital Economy and Society Index

Qual è, secondo l'indice, l'attuale stato di digitalizzazione in Italia? Stando al rapporto DESI aggiornato al maggio 2018, l’Italia occupa la quart’ultima posizione tra i Paesi europei, davanti solo a Grecia, Bulgaria e Romania e lontana dai Paesi a lei simili per caratteristiche dimensionali e socio-economiche (come Regno Unito, Francia e Germania giusto per citarne alcuni).

Sui 28 Paesi censiti dal DESI siamo quindi 25esimi per livello di digitalizzazione complessiva, la stessa posizione che occupavamo, tanto per intenderci, nel 2015!

In particolare, il rapporto sull'Italia è molto duro rispetto alle dimensioni del Capitale umano e dell'Uso di internet. Con riferimento a quest'ultima, l'Italia figura al penultimo posto, nonostante lievi aumenti registrati nello shopping online e nell'utilizzo di eBanking. La Connettività è invece l'area in cui invece si registrano i migliori progressi, grazie anche al potenziamento della Banda Larga.

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I limiti del DESI e l’apporto del DMI

C’è da dire, tuttavia, che l'indice DESI, così com’è, ha alcuni limiti. Limiti che, se non conosciuti, possono generare valutazioni distorte e quindi indurre a decisioni errate. L’indice, infatti, non misura precisamente l’attuazione dell’Agenda Digitale, in quanto utilizza dati non completamente aggiornati e non sempre attendibili. Inoltre, non dà indicazioni utili a chi - come l’Italia - ha bisogno di comprendere in quali aree investire per migliorare il proprio livello di digitalizzazione.

L'Indice di Maturità Digitale

Come superare, allora, alcuni di questi limiti? L'Osservatorio Agenda Digitale ha sviluppato negli anni i Digital Maturity Indexes (più semplicemente DMI), un sistema di ben 118 indicatori (inclusi i 34 che formano il DESI) raggruppati nelle 4 aree di attuazione dell'Agenda Digitale:

  • infrastrutture - diffusione e utilizzo di banda larga, sia fissa che mobile,
    tra cittadini, imprese e PA;
  • Pubblica Amministrazione - diffusione e utilizzo di servizi di eGovernment;
  • cittadini - diffusione e utilizzo di strumenti digitali/internet e competenze digitali;
  • imprese - diffusione e utilizzo di tecnologie digitali nei processi di produzione
    e vendita di prodotti e servizi.

Ciascuna area viene poi studiata in base ai fattori abilitanti (utili a misurare gli sforzi e gli investimenti fatti per rendere più digitale l’area) e i risultati ottenuti (per monitorare l’esito di tali iniziative di digitalizzazione).

Cosa dice il DMI sullo stato di digitalizzazione dell'Italia? Su 28 Paesi Europei, l’Italia è:

  • 22esima per sforzi fatti nell’attuazione della propria Agenda Digitale;
  • 25esima per risultati raggiunti con le iniziative di digitalizzazione adottate negli ultimi anni e promosse da AgID e dal Team per la Trasformazione Digitale.

Anche valutando il livello di digitalizzazione attraverso i 118 indicatori del DMI, l'Italia non tiene il passo con i vicini Paesi del vecchio continente, stazionando nelle ultime posizioni. Nulla di nuovo rispetto al DESI. Almeno in termini di classifica. A cambiare, con il nuovo indice di digitalizzazione messo a punto dall'Osservatorio Agenda Digitale, è la possibilità di saper interpretare meglio i fenomeni alla base di questo posizionamento. Ad esempio: siamo indietro in termini di sforzi fatti, ma non uniformemente. Per quel che riguarda PA e cittadinanza digitale c'è ancora molto da fare, mentre le azioni intraprese per digitalizzare imprese e infrastrutture sono comunque in linea con la media europea.

Lo scopo dei DMI, in sostanza, è quello di consentire valutazioni più complete e precise, offrendo ai policy maker una migliore comprensione delle dinamiche di sviluppo e orientamento degli interventi di digitalizzazione.

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Pietro Trabacchi

Pietro Trabacchi

Ricercatore dell'Osservatorio Agenda Digitale

Tema:  Agenda Digitale