PNRR e digitalizzazione della PA: cosa prevede la Missione 1 su PA e Innovazione

20 June 2022 / Di Alessandra Bucci / 0 Comments

Il 30 aprile 2021 l’Italia ha presentato alla Commissione Europea il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che è stato approvato il 13 luglio 2021. Il Piano mette a disposizione 192 miliardi di euro e descrive le priorità di investimento per il quinquennio 2021-2026 in materia di digitalizzazione, transizione ecologica e inclusione sociale. 

Attraverso un’articolazione in 6 missioni, è previsto un capitolo di riforme e investimenti dedicati alla PA. È questo il focus della Componente 1 della Missione 1 del PNRR, sezione fondamentale per portare l’Italia al passo con il futuro digitale. La PA riveste un ruolo di primo piano nell’attuazione del PNRR, infatti almeno il 60% delle risorse associate al Piano sono destinate alle PA, oltre al coordinamento dell’intero Piano da parte del governo. In particolare, sono previsti 9,75 miliardi per digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA, 24,30 miliardi per digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo e 6,68 per turismo e cultura 4.0.

 

Gli obiettivi della Missione 1 del PNRR 

La Missione 1 si articola in 3 componenti:  

  • Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA; 
  • Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo; 
  • Turismo e Cultura 4.0.  

In particolare, gli interventi della prima componente intendono trasformare la Pubblica Amministrazione attraverso una strategia che si basa sull’ammodernamento dei servizi offerti all’utenza e sullo sviluppo di competenze all’interno della PA. L’obiettivo è offrire servizi sempre più efficienti e facilmente accessibili. Il modo in cui sono distribuiti gli investimenti è il seguente: il 24% (2,31 mld €) dei Fondi è destinato all’innovazione della Giustizia, il 63% (6,14 mld €) alla digitalizzazione della PA ed il 13% (1,27 mld €) all’innovazione di quest’ultima.  

Quindi, con riferimento agli investimenti e alle riforme specifiche per la trasformazione digitale della PA, il PNRR prevede di: 

  • completare molte iniziative già previste nel Piano triennale; 
  • accelerare il processo di innovazione nei campi in cui l’Italia presenta forti gap in confronto ad altri Paesi; 
  • investire in competenze e innovazione semplificando in modo sistematico i procedimenti amministrativi e giudiziari.

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Fig. 2 Quadro delle risorse economiche del PNRR destinate agli investimenti e alle riforme per la trasformazione digitale della PA (missione 1, componente 1) 

Fonte: Osservatorio Agenda Digitale 

D’altra parte, le misure incluse nella seconda componente rafforzano l'innovazione e la digitalizzazione del sistema produttivo. Sono previsti significativi interventi trasversali ai settori economici, come l’incentivo degli investimenti in tecnologia, ricerca e sviluppo e l’avvio della riforma del sistema di proprietà industriale. Infine, l’ultima componente ha l’obiettivo di rilanciare i settori economici della cultura e del turismo. Verrà creato un fondo specifico capace di attrarre investitori privati attraverso quattro strumenti d’azione: il credito di imposta per le strutture ricettive, una sezione speciale del fondo di garanzia, incentivi all’aggregazione delle imprese turistiche, il Fondo nazionale per il turismo e il Fondo per il turismo sostenibile. 

 

Sfide ed interventi previsti nella M1C1 

La definizione e la categorizzazione degli obiettivi della Componente 1 della Missione 1 con le relative strategie nascono dall’esigenza di rispondere a specifiche problematiche economiche e sociali che risalgono alla crisi che affligge l’Italia da decenni e che è stata aggravata dalla pandemia. Anche in questo caso, l’epistemologia di queste perturbazioni può essere sviscerata attraverso la tripartizione degli ambiti di intervento: Digitalizzazione della PA, Innovazione della PA e Innovazione organizzativa del sistema giudiziario.  

  1. Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione 

La digitalizzazione della PA in Italia è ancora in ritardo anche a causa della pandemia. Tale situazione deriva da tre carenze: infrastruttura digitale frammentata e inaffidabile, scarsa qualità e diffusione dei servizi pubblici digitali e basso livello di competenze digitali.  

L’obiettivo è digitalizzare la PA attraverso interventi tecnologici ad ampio spettro accompagnati da riforme strutturali incentivando le amministrazioni centrali e locali alla migrazione al cloud con la creazione di un’infrastruttura nazionale e garantendo l’interoperabilità tra i dati delle amministrazioni. Inoltre, si prevede la digitalizzazione di processi interni delle amministrazioni e l’offerta di servizi digitali ai cittadini, ad esempio, sistemi di pagamento online e piattaforme di Identità Digitali e dell’anagrafe nazionale digitale.  

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Fig. 3 La costruzione del sistema operativo del Paese (dati riferiti a fine 2021) 

Fonte: Osservatorio Agenda Digitale 

Altre misure riguardano il rinnovo dell’impianto normativo per velocizzare gli appalti ICT. Infine, è previsto il rafforzamento del perimetro di sicurezza informatica del paese e delle competenze digitali di base dei cittadini.

 

Investimento 

Obiettivo  

Modalità di implementazione   

1.1: 

 Infrastrutture digitali   

Garantire che i sistemi, i dataset e le applicazioni della PA siano ospitati in data center affidabili 

Creazione di un'infrastruttura ibrida nazionale basata su cloud o certificazione di alternative cloud pubbliche sicure 

1.2:  

Abilitazione e facilitazione migrazione al Cloud  

Migrare i dataset e le applicazioni di una parte della pubblica amministrazione locale verso un'infrastruttura cloud sicura  

Creazione di un elenco di fornitori in grado di procedere con la migrazione 

1.3:  

Dati e interoperabilità  

Garantire l’interoperabilità di dati e servizi tra le PAC e le PAL 

Cambiare la modalità di interconnessione tra le basi dati delle amministrazioni 

1.4: Servizi digitali e cittadinanza digitale  

 Sviluppare un'offerta integrata e armonizzata di servizi digitali orientati al cittadino  

Trasformazione degli elementi “di base” dell’architettura digitale della PA 

1.5: Cybersecurity 

Rafforzare l’ecosistema digitale nazionale 

Rafforzamento delle capacità di monitoraggio, prevenzione e risposta a rischi cyber 

1.6: Digitalizzazione delle grandi amministrazioni centrali  

Rendere più efficienti i processi sottostanti i servizi pubblici  

Interventi “verticali” mirati a  

ridisegnare un insieme di use-case chiave nelle grandi amministrazioni centrali 

1.7: Competenze digitali di base 

Ridurre la quota di popolazione attuale a rischio di esclusione digitale 

Lancio dell’Iniziativa «Servizio Civico Digitale» e miglioramento delle competenze digitali 

 

Fig. 4 Investimenti della M1C1, Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione 

Fonte: Osservatorio Agenda Digitale 

               2. Innovazione della Pubblica Amministrazione 

Le cause del continuo esaurimento del capitale umano sono legate a quattro grandi ostacoli: invecchiamento e pensionamento della forza lavoro, taglio delle spese di istruzione e formazione per i dipendenti pubblici, iniziative formative poco mirate in termini di reali fabbisogni e lente procedure concorsuali pubbliche che impediscono il ricambio generazionale. Pertanto, si prevede di agire lungo quattro dimensioni: 

  • riforma dei meccanismi di selezione; 
  • riforme normative volte a interventi legislativi immediati e accelerati per semplificare le procedure legate all'attuazione del PNRR;  
  • pianificare, attrarre, selezionare, assumere, trattenere, valutare e sviluppare il miglior capitale umano del Paese;  
  • fare leva sulla tecnologia come motore dell'innovazione. 

Investimento 

Obiettivo  

Modalità di implementazione   

2.1: 

 Portale unico del reclutamento   

Migliorare le modalità di candidatura per la PA 

Lancio di una nuova piattaforma digitale che metterà a disposizione delle amministrazioni i profili dei candidati 

2.2:  

Task force, digitalizzazione, monitoraggio e performance 

Fornire assistenza tecnica alle amministrazioni e rafforzare la capacità amministrativa 

Assunzione di esperti per fornire assistenza alle PA per l'attuazione di specifici progetti del PNRR 

2.3:  

Competenze e capacità amministrativa  

Rafforzare le competenze del personale nella PA 

Corsi online, voucher formativi, comunità di pratica e apprendimento e sviluppo di progetti di trasformazione manageriale 

Fig. 5 Investimenti della M1C1, Innovazione della Pubblica Amministrazione 

Fonte: Osservatorio Agenda Digitale 

                   3. Innovazione organizzativa del sistema giudiziario 

L'ultima sfida di questa componente riguarda il settore della giustizia. Le prestazioni del sistema giudiziario italiano restano lontane da quelle degli altri paesi europei per quanto concerne la durata dei procedimenti. A questo proposito, il Ministero della Giustizia ha proposto un Piano Straordinario per la Giustizia la cui sfida principale è rendere più efficiente questo sistema. I pilastri attorno ai quali si concentra l'azione sono: riforme, valorizzazione del capitale umano, interventi organizzativi e digitalizzazione. In questo caso, il modus operandi è quello di sostenere gli interventi di riforma della giustizia attraverso investimenti nella digitalizzazione e nella gestione del carico pregresso di cause civili e penali 

Investimento 

Obiettivo  

Modalità di implementazione   

3.1: 

Investimento in capitale umano per rafforzare l’Ufficio del Processo e superare le disparità tra tribunali 

Supportare i giudici nell’evasione delle pratiche procedurali pendenti 

Assunzione di giovani laureati, diplomati specializzati e diplomati che andranno a costituire lo staff amministrativo e tecnico a supporto degli  

uffici giudiziari e dell’Ufficio del processo 

3.2:  

Rafforzamento dell’Ufficio del processo per la Giustizia amministrativa 

Rafforzare l’Ufficio del processo 

Assunzione di Funzionari e assistenti informatici 

Fig. 6 Investimenti della M1C1, Innovazione organizzativa del sistema giudiziario 

Fonte: Osservatorio Agenda Digitale 

 

PNRR: un’opportunità di rilancio economico e sociale 

Un’efficace attuazione del PNRR permetterebbe di sfruttare a pieno le potenzialità di questo Piano. A questo scopo è stato istituito un gruppo apposito: una Cabina di regia con poteri di indirizzo, impulso e coordinamento generale dell’attuazione del Piano. La Cabina riceve informative sull’attuazione degli interventi, esamina ostacoli e criticità, promuove il coordinamento tra i diversi livelli di governo, formula indirizzi specifici sull’attività di monitoraggio e controllo e segnala eventuali interventi legislativi da implementare. Un altro ruolo fondamentale è quello della Segreteria tecnica per l’attuazione del PNRR, una struttura istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di supporto alle attività della Cabina di regia per l’attuazione del PNRR. La Segreteria tecnica acquisisce dal Servizio centrale per il PNRR le informazioni relative all’attuazione del Piano a livello di ciascun progetto al fine di elaborare rapporti informativi periodici alla Cabina di regia. Inoltre, gli esperti della Segreteria tecnica individuano e segnalano al Presidente del Consiglio le azioni utili al superamento di eventuali criticità segnalando casi da valutare ai fini dell’eventuale esercizio dei poteri sostitutivi. Infine, la Segreteria sostiene anche le attività del Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale 

I principi e gli investimenti del PNRR, quindi, fanno pensare a questo piano come un volano per la digitalizzazione nel nostro Paese. Tuttavia, prospettive di innovazione e crescita digitale nell’ambito della PA possono concretizzarsi solo se precise indicazioni di milestone e target vengono recepite e tramutate in azioni attraverso un’efficiente coordinazione a livello decisionale e manageriale all’interno dei singoli enti centrali e locali.  

 

  • Autore

Laureata Magistrale in Economia Politica (curriculum: macroeconomic policy and financial markets) presso L'Università La Sapienza di Roma, fa parte del team dell'Osservatorio Agenda Digitale presso gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.