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Smart Working: tecnologie e competenze digitali

06 febbraio 2018 / Di Alessandra Gangai / Nessun commento

Se è vero che il tempo dell’attesa non appartiene a quest’epoca e che le innovazioni corrono veloci trasformando le nostre vite, i limiti tecnologici sono ancora pesanti. E spesso compromettono interi processi.

In questi mesi si sta discutendo ampiamente di Smart Working e di tutti i benefici che il lavoro agile comporta. Modelli di produttività che già esistono e piacciono, e che si prenderanno il futuro, grazie alla loro capacità di ampliare e rendere virtuale lo spazio di lavoro, di facilitare la comunicazione, la collaborazione e la creazione di network di relazioni professionali tra colleghi e con figure esterne all'organizzazione. Eppure, affinché un processo come lo Smart Working possa concretizzarsi, servono infrastrutture digitali solide e all’avanguardia. Perché le nuove tecnologie rivestono un ruolo fondamentale nell'agevolare e rendere possibili nuovi modi di lavorare.

Le tecnologie digitali oggi ampiamente disponibili sul mercato rendono possibile lo Smart Working abilitando in particolare la possibilità di scegliere il luogo e l’orario più opportuno per lavorare sia all’interno che all’esterno della sede aziendale.

Quali tecnologie aiutano lo Smart Working? Guarda il video

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Strumenti e tecnologie del Lavoro Agile

Nelle grandi organizzazioni, a prescindere dalla presenza di un progetto di Smart Working, le tecnologie che supportano il lavoro da remoto sono già diffuse: in modo particolare le soluzioni a supporto della sicurezza e dell’accessibilità dei dati da remoto e da diversi device (95%) e le iniziative di mobility, come ad esempio la presenza di device mobili e mobile business app (82%). Molto spesso inoltre sono presenti servizi di social collaboration integrati a supporto della collaborazione e della condivisione della conoscenza (61%), mentre meno diffuse sono le workspace technology che permettono un utilizzo più flessibile degli ambienti agevolando il lavoro in mobilità all’interno delle sedi aziendali (36%).

A fronte della presenza nelle aziende di questi strumenti, tuttavia, la loro reale diffusione e capacità di utilizzo tra i lavoratori è spesso inadeguata a consentire a tutti di lavorare da remoto o in mobilità interna con sufficiente efficacia e sicurezza. Ben l’86% delle grandi imprese che hanno lanciato progetti strutturati di Smart Working hanno dovuto a questo proposito effettuare investimenti tecnologici per accompagnare le iniziative.

La dotazione tecnologica standard per consentire il lavorare da remoto si compone principalmente di PC portatile, VPN e servizi di social collaboration. Solo quando necessari vengono introdotti device mobili come smartphone e tablet.

Possibili scelte per ovviare alla carenza di strumenti individuali, sono la condivisione di device a livello di unità organizzative (21%) e l’introduzione di logiche di utilizzo di device personali (Bring Your Own Device) (14%). Nel 14% delle organizzazioni la possibilità di lavorare da remoto viene data solamente a chi in azienda già dispone della dotazione tecnologica necessaria.

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Il ruolo delle tecnologie Smart Working nello sviluppo delle competenze digitali

La disponibilità di tecnologie digitali è una condizione necessaria per permettere alle persone di svolgere il proprio lavoro anche da remoto. Affinché questo avvenga in modo efficace, tuttavia, occorre agire contemporaneamente sullo sviluppo di competenze digitali, anche di natura soft e non legate ai singoli strumenti, che siano trasversali rispetto al profilo professionale di ciascuno.

Lo sviluppo di competenze digitali è rilevante nelle organizzazioni, non solo perché contribuisce a rendere il lavoro più smart, ma anche perché, alla luce dell’impatto della digitalizzazione sui processi aziendali è un requisito fondamentale per garantire l’employability delle persone nel medio lungo periodo.

Per comprendere il livello di rilevanza dello sviluppo delle Digital Soft Skill, la ricerca ha coinvolto i CIO e gli IT executive che sono tra gli attori aziendali maggiormente coinvolti nello sviluppo di queste competenze. Gli intervistati hanno evidenziato come la competenza prioritaria da sviluppare sia la capacità di ripensare prodotti, processi e attività lavorative utilizzando nuovi strumenti e canali digitali (58%) e la capacità di collaborare efficacemente in team virtuali e esercitando una leadership adeguata al contesto digitale (52%). A seguire la capacità di utilizzare efficacemente una vasta gamma di strumenti di comunicazione scegliendo il più adeguato in funzione della situazione (32%) e viene posta attenzione anche ai temi della sicurezza e alla capacità di utilizzare le diverse tecnologie in modo consapevole e prudente nel rispetto della salute, produttività ed equilibrio personale e degli altri (32%).

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Alessandra Gangai

Alessandra Gangai

Ricercatrice Osservatorio Smart Working

Alessandra Gangai

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