Smart Working

Quanti sono gli Smart Worker in Italia?

16 ottobre 2018 / Di Fiorella Crespi / Nessun commento

Lo Smart Working in Italia ormai rappresenta una realtà. Secondo i numeri dell’Osservatorio Smart Working, nel 2018, il numero dei lavoratori che godono di autonomia nella scelta delle modalità di lavoro in termini di luogo, orario e strumenti utilizzati è aumentato rispetto al 2017.

Gli Smart Worker (i nostri"lavoratori agili") sono ormai 480.000 e si distinguono per maggiore soddisfazione per il proprio lavoro e maggiore padronanza di competenze digitali rispetto agli altri lavoratori.

  Scarica Infografica

 

Gli Smart Worker nelle aziende italiane

Grandi aziende

Gran parte dei lavoratori agili del nostro Paese opera nelle realtà più affermate e strutturate. Sempre secondo i numeri dell’Osservatorio, infatti, cresce l'adozione dello Smart Working tra le grandi imprese. Il 56% ha già lanciato progetti strutturati (il 36% nel 2017), quasi una su tre ha avviato o sta per avviare un progetto, ma le iniziative che hanno portato veramente a un ripensamento complessivo dell’organizzazione del lavoro sono ancora limitate e riguardano circa il 9% delle grandi aziende.

Piccole e medie imprese

Anche tra le PMI cresce l’interesse, sebbene a prevalere siano approcci informali: il 24% ha progetti di Smart Working, ma di queste solo l'8% lo ha fatto con iniziative strutturate; un altro 8% di PMI non conosce il fenomeno e ben il 38% si dichiara “non interessato” in particolare per la limitata applicabilità nella propria realtà aziendale.

Pubblica Amministrazione

Anche nella Pubblica Amministrazione, solo l'8% degli enti ha attivi progetti strutturati e un altro 1% pratica lo Smart Working informalmente, ma a fronte di una limita applicazione c’è un notevole fermento, con il 36% che ritiene l’approccio interessante, un ulteriore 8% che ha già pianificato iniziative per il prossimo anno e solo il 7% che si dichiara non interessato.

Lavoratori sempre più "smart"

Lo Smart Working, dunque, è una realtà. Ma quel che si vede è solo la punta dell'iceberg: sono ancora pochi i progetti di sistema che ripensano i modelli di organizzazione del lavoro e estendono a tutti i lavoratori flessibilità, autonomia e responsabilizzazione.

Eppure, i benefici economico-sociali potenziali sono enormi. L'adozione di un modello “maturo” di Smart Working per le imprese può produrre un incremento di produttività pari a circa il 15% per lavoratore, che a livello di sistema Paese significano 13,7 miliardi di euro di benefici complessivi. Per i lavoratori, anche una sola giornata a settimana di remote working può far risparmiare in media 40 ore all'anno di spostamenti; per l'ambiente, invece, determina una riduzione di emissioni pari a 135 kg di CO2 all’anno.

Scarica il report

Fiorella Crespi

Fiorella Crespi

Research Director HR Innovation Practice and Smart Working

Articoli più letti