Il 5G fa male alla salute? Ecco perché non c’è pericolo

03 December 2021 / Di Redazione Osservatori Digital Innovation / 0 Comments

Rispetto alle reti precedenti, il 5G rappresenta una vera e propria rivoluzione dal punto di vista tecnologico. Purtroppo però non se ne parla solo per i numerosi benefici che può apportare ad aziende e consumatori, ma anche a causa degli ipotetici effetti negativi sulla salute. Presunti rischi e danni collaterali per il nostro sistema immunitario che continuano a scatenare non pochi timori. L’emissione di queste onde elettromagnetiche è dunque così pericolosa come si dice? La risposta è una sola parola: no.

Questo articolo vuole fare chiarezza sul tema, spiegando perché il 5G non è pericoloso per la salute, come funziona realmente questa tecnologia e quali opportunità rappresenta.

 

Perché il 5g è sicuro per la nostra salute

Già da qualche il tempo il tema del 5G è al centro dell’attenzione, non solo fra gli esperti del settore ma anche fra la popolazione. Questo fermento ha portato ad un grande confusione sul tema, peggiorata anche con l’avvento del primo lockdown, quando addirittura si è ipotizzata una correlazione fra il 5G e il Covid-19. Per fare chiarezza fra la marea di fake news che associano il 5G a gravi problemi per la salute, bisogna quindi capire le caratteristiche di questa tecnologia e come viene utilizzata affinché sia sicura per tutti.

Il 5G coinvolge l’emissione di onde elettromagnetiche attraverso sistemi radio e, ipoteticamente, queste potrebbero interagire con il corpo umano. Tuttavia, questa relazione non dipende dalla tecnologia in sé, bensì dalla potenza e dalla frequenza utilizzate, motivo per cui il 5G non è molto diverso – da questo punto di vista – rispetto alle reti precedenti o ad altre tecnologie radio già in uso. E soprattutto, l’elemento chiave sta nel fatto che l’emissione di onde elettromagnetiche (incluse quelle correlate al 5G) è strettamente soggetta a limiti imposti da linee guida internazionali e normative nazionali.

In particolare, nel 2020 l’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Raditation Protection) ha rivisto dopo più di vent’anni le linee guida utilizzate a livello europeo e non: da un lato si è confermato che il livello di emissioni applicato finora non presenta danni per la salute della popolazione, dall’altro non sono stati rilevati i presunti effetti a lungo termine di cui spesso si discute in relazione a questo tema.

In aggiunta a queste indicazioni, l’Italia applica un’ulteriore misura di sicurezza rispetto ad altri Paesi. Infatti, mentre le linee guida internazionali associate alle emissioni di onde elettromagnetiche impongono un fattore di riduzione di 50 volte rispetto alla potenza elettromagnetica che potrebbe risultare pericolosa, l’Italia applica un’ulteriore riduzione di 100 volte, portando a 5000 il fattore di riduzione effettivo nel nostro Paese.

 

Ma perché il 5G fa tanta paura?

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5G: dai pericoli... ai benefici!

Se dunque non è realmente un pericolo per la salute, che cosa rappresenta il 5G? Date le sue caratteristiche, spiegate dettagliatamente nella nostra guida alle reti 5G, questa soluzione introduce una serie di novità che sembrano destinate a cambiare il panorama tecnologico, il mercato e persino la vita quotidiana delle persone.

Basti pensare ai numerosi ambiti applicativi in cui sta già creando opportunità o migliorando i servizi e le soluzioni esistenti: Trasporti, Salute, Intrattenimento, Retail, Sicurezza, Formazione, Manutenzione, fra altri. Ecco alcuni esempi:

  • Remote Monitoring (monitoraggio dell’illuminazione pubblica, delle utenze domestiche, dei pazienti);
  • Enhanced Experience (miglioramento dell’esperienza utente nella fruizione di contenuti o nei punti vendita)
  • Surveillance & Safety (sorveglianza in ambienti pubblici e privati);
  • Smart & Connected Vehicle (intrattenimento e servizi a bordo per i passeggeri, miglioramento della sicurezza dei conducenti);
  • Collaborative Robot (assistenza al lavoro umano da parte di robot per semplificare o automatizzare le operazioni più semplici).

È chiaro che per continuare ad ottenere benefici tangibili attraverso il 5G occorrono investimenti – anche in una comunicazione chiara ed efficace che contrasti la disinformazione – e un’implementazione di processi e competenze digitali adeguate, ma l’attuale contesto sembra costituire un buon punto di partenza per sfruttare al meglio le potenzialità di questa tecnologia.

E ad accelerare il passo verso un futuro all’insegna del 5G ha contribuito proprio l’emergenza sanitaria da Covid-19, che con il lockdown ha evidenziato l’importanza di poter gestire da remoto un’ampia gamma di servizi in molti casi realizzabili esclusivamente con reti 5G.

 

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Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano nascono nel 1999 con l’obiettivo di fare cultura in tutti i principali ambiti di Innovazione Digitale. Oggi sono un punto di riferimento qualificato sull’Innovazione Digitale in Italia che integra attività di Ricerca, Comunicazione e Aggiornamento continuo.

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