NFT cosa sono: applicazioni ed esempi di Non Fungible Token

creato il / aggiornato il / Di Giacomo Vella / 2 Commenti

Gli NFT sono un'innovazione potenzialmente rivoluzionaria. Oltre ad avere avuto un impatto enorme sulla diffusione di opere d’arte digitali, si stanno affermando come un mezzo sicuro per rappresentare digitalmente la proprietà di qualsiasi asset. Gli NFT si basano sulla tecnologia Blockchain, che garantisce tracciabilità e autenticità dell'oggetto a cui si riferiscono.

Questo significa che, i Non Fungible Token, possono essere utilizzati per rappresentare qualsiasi tipologia di oggetto garantendo unicità, autenticità e possessoCome funzionano e qual è il loro impatto ed esattamente cosa sono gli NFT? In questo articolo, con la guida dell’Osservatorio Blockchain e Web3, si scoprirà cosa sono i Non-Fungible Tokens, come funzionano, su quali tecnologie si basano e quali sono le loro applicazioni.

NFT cosa sono e cosa possono rappresentare

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Gli NFT, acronimo di Non Fungible Token, sono dei token digitali unici che vengono registrati sulla blockchain. Questa tecnologia è la stessa utilizzata per le criptovalute come, ad esempio, per Bitcoin e per Ethereum

Per capire al meglio il significato di NFT, ecco la definizione dell’Osservatorio Blockchain e Web3 del Politecnico di Milano:

Gli NFT sono particolare tipologia di crypto-asset presente su varie piattaforme Blockchain. I token di questo tipo si contraddistinguono per la presenza di codici di identificazione e metadati univoci che permettono di differenziarli l’uno dall’altro. La tecnologia Blockchain garantisce che ogni Non Fungible Token sia davvero unico e non replicabile. Creando così una scarsità digitale e rendendoli, inoltre, facilmente trasferibili e scambiabili da chiunque, anche in assenza di fiducia tra le parti.

Gli NFT possono rappresentare un qualsiasi tipo di asset e ad oggi vengono utilizzati soprattutto nel mondo dell'arte, della musica e dei giochi online, dove gli artisti e i creatori possono creare e vendere opere d'arte digitali, come ad esempio un'immagine o un video, e gli acquirenti possono dimostrare di possedere l'originale dell'opera attraverso l'acquisto del corrispondente token NFT.

In questo modo, dunque, i Non Fungible Token fungono da certificati di autenticità e di proprietà dell'opera o dell'oggetto a cui si riferiscono, garantendone la provenienza, l'autenticità e la proprietà. Grazie alla Blockchain, infatti, gli NFT possono essere tracciati e verificati in modo sicuro e trasparente, offrendo una maggiore certezza agli acquirenti e ai venditori.

Differenza tra NFT e token fungibili

Cos’è un Token

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Per capire gli NFT dobbiamo prima di tutto sapere i token cosa sono. Un token, in italiano chiamato gettone, è un oggetto digitale che può essere utilizzato negli scambi, in particolare si può distinguere tra token fungibili e token non fungibili.

Per dare una definizione ancora più netta, secondo l’Osservatorio Blockchain e Web3, i token sono uno strumento utilizzato per la gestione di asset digitali non nativi all’interno di una piattaforma Blockchain. I token possono essere utilizzati come rappresentazioni di altri beni digitali o fisici o di un diritto, come la proprietà di un asset o l’accesso a un servizio.

Le differenze tra un NFT e un token fungibile

Si definiscono fungibili quei token che sono divisibili e uguali tra di loro. Ad esempio, si può pensare alle monete da 1 euro. Tutte le monete dello stesso taglio, indipendentemente dall'anno e dalla regione in cui sono state coniate, hanno lo stesso valore: una moneta da 1€ vale esattamente quanto un’altra moneta da 1€. Le monete si dicono, dunque, fungibili in quanto totalmente interscambiabili. I token fungibili elevano ulteriormente il concetto di fungibilità, poiché non hanno edizioni di conio diverse e sono, quindi, identici tra loro. Un'altra caratteristica dei token fungibili è la loro frazionabilità in unità più piccole: ad esempio, un bitcoin può essere diviso in cento milioni di unità chiamate Satoshi (Sats).

Al contrario, i NTF sono non fungibili: ogni token risulta univocamente identificabile e quindi unico. Questo non significa, però, che non possano esistere due ntf uguali. L’introduzione dello standard ERC-1155 su Ethereum permette, infatti, di creare più “copie” di uno stesso NFT, senza, però, comprometterne l’unicità. Per spiegare meglio il concetto si pensi a una edizione limitata di un particolare tipo di orologio di cui esistono più copie, in cui, però, ognuna ha un numero di serie. Gli orologi saranno totalmente identici tra loro, ma univocamente identificabili dal proprio numero di serie.

Oltre a essere unici, i Non Fungible Token si distinguono anche in quanto non frazionabili, un NFT non può, infatti, essere diviso in sottounità, anche se è possibile suddividere la proprietà di un Ntf tra più persone tramite l’utilizzo di uno smart contract. Importante è, però, tenere a mente come tale pratica non divida il token in più parti, ma abiliti solamente la possibilità di dividere la proprietà del token, come nel mondo reale può avvenire per una macchina o un immobile.

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Quando sono nati gli NFT

Essendo uno strumento della tecnologia Blockchain anche i Non-Fungible Tokens hanno un’origine piuttosto recente. Infatti, i primi Non Fungible Token hanno iniziato a diffondersi nel 2017, quando il team di Dapper Labs ha lanciato il primo gioco, Cryptokitties, basato sulla Blockchain Ethereum in cui gli utenti potevano acquistare, collezionare, allevare e scambiare gattini virtuali unici rappresentati da ntf. Da allora, sono stati creati molti altri progetti che utilizzano questa tecnologia per rappresentare oggetti digitali unici come opere d'arte, musica, giochi, video e così via.

Nel tempo, l'utilizzo di questa tecnologia si è enormemente ampliata e così gli NFT hanno guadagnato molta popolarità e attenzione, grazie anche ad alcune vendite di opere d'arte digitali a prezzi molto elevati, come il celebre NFT "Everydays: The First 5000 Days" dell'artista digitale Beeple. Oltre all’esplosione della popolarità delle opere d’arte digitali, gli nft collectibles, nel tempo, hanno iniziato a mostrare il proprio potenziale in diversi ambiti. Questo standard tecnologico, infatti, può essere oggi utilizzato per vendere abbonamenti, o per rappresentare diritti e beni del mondo reale. Dai biglietti alle obbligazioni, l’estrema sicurezza e flessibilità di questa tecnologia rende i Non-Fungible Tokens potenzialmente adatti a rappresentare la proprietà di qualsiasi oggetto o diritto, sia del mondo digitale che di quello fisico.

NFT e la tecnologia Blockchain

Per capire meglio come funziona la tecnologia alla base dei Non Fungible Token bisogna prima di tutto sapere cos’è la tecnologia Blockchain.

La Blockchain è una piattaforma Distributed Ledger il cui nome deriva dalla struttura del registro, ossia una struttura di dati contenenti una sequenza di transazioni, raggruppate in blocchi concatenati. Le transazioni da includere e il loro ordine nel blocco, sono stabilite tramite un meccanismo di consenso, a cui può partecipare chiunque (piattaforme permissionless) e che si basa su incentivi e disincentivi economici, attuati tramite asset contabilizzati nella Blockchain stessa. La validità delle transazioni inserite e il loro ordine, possono essere verificati pubblicamente, cioè da qualsiasi persona che abbia accesso alla piattaforma.

Anche i collectibles nft sono basati sulla tecnologia Blockchain e sono creati utilizzando standard specifici, particolarmente importanti per garantire l'interoperabilità, l'efficienza e la compatibilità tra le diverse piattaforme e applicazioni basate sulla Blockchain. Due esempi di standard utilizzati sulla Blockchain Ethereum per gli Ntf, ad esempio, sono l'ERC-721 e l'ERC-1155. L'ERC-721 è il primo standard per gli Ntf e consente di creare token unici e non intercambiabili sulla Blockchain Ethereum. L'ERC-1155 è, invece, uno standard che permette di creare un’arbitraria quantità di token interscambiabili, univocamente identificati, in un solo smart contract.

Gli smart contract permettono di creare i token e al loro interno contengono diversi elementi, tra cui le regole di trasferimento degli NFT e diverse altre funzioni implementabili tramite l’utilizzo dei metadati. Alcuni esempi possono essere le royalty da pagare ai creatori del Non Fungible Token, le condizioni di utilizzo, piuttosto che qualsiasi altra informazione che voglia essere inserita all’interno del token.

Gli smart contract sono una delle caratteristiche fondamentali della Blockchain: questi, infatti, permettono di regolamentare le interazioni tra utenti, senza che ci sia la presenza di un agente intermediario, abilitando così la disintermediazione di interazioni che fino ad oggi necessitavano della presenza di un attore terzo.

Come si crea un NFT

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Creare un Non Fungible Token è molto semplice ed è un’operazione che può essere fatta anche da chi non ha alcuna competenza di programmazione. Ci sono diversi modi per farlo, si può scegliere di personalizzare il codice del token, oppure di creare un token semplice, senza aggiungere particolari elementi o funzionalità aggiuntive.

Una volta decisa la complessità del token che si vuole creare, si possono utilizzare diversi servizi e piattaforme che permettono la personalizzazione e il rilascio del token senza mai vedere neanche una riga di codice. Una volta creato il contratto del token, le modalità di distribuzione di quest’ultimo possono variare dal minting, all’airdrop, fino alla rivendita diretta.

L’azione di “minting” deriva dal verbo inglese “to mint” (ovvero, coniare). Una volta rilasciato il contratto del token sulla Blockchain, per creare l’NFT bisogna interagire con il contratto secondo le regole stabilite in fase di modellazione per eseguire la coniatura del token. Questa operazione può essere fatta da chi ha creato il contratto, oppure da utenti terzi, desiderosi di entrare in possesso del suddetto token. Nel caso in cui il creatore dell’NFT intenda distribuire quest’ultimo traendo un profitto, in fase di creazione del contratto, questi può scegliere un prezzo arbitrario per l’operazione di minting, che gli utenti dovranno pagare al creatore per poter coniare l’NFT.

Un metodo di distribuzione alternativo è, invece, l’airdrop; il token può essere, infatti, inviato o riscattato solamente da utenti che soddisfano determinati requisiti. Uno tra i tanti esempi di questa applicazione sono gli Ntf che fungono da “proof-of-attendance”, ovvero quei token che possono essere riscattati solo dai partecipanti a un evento, tramite la scannerizzazione di un QR code presente in loco.

Piattaforma NFT, i marketplace dedicati ai Non Fungible Token

Infine, il creatore del contratto può scegliere di eseguire da sé l’operazione di minting per poi rivendere i token Ntf tramite dei “marketplace”. Queste applicazioni non sono nient’altro che delle piattaforme, appunto dei nft marketplace, che permettono agli utenti di vendere i propri token Ntf, fungendo da punto d’incontro tra domanda e offerta.

Cosa contiene un NFT, i collectibles

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Molte sono le applicazioni a oggi dei Non Fungible Token: dall'arte all'uso in ambito aziendale, dall'utilizzo come passaporto digitale fino all'impiego come cessione di proprietà o diritto d'autore. Di seguito vedremo in dettaglio le varie applicazioni degli NFT.

NFT Arte: i Collectibles, l’arte incontra il digitale

Fin dalla loro nascita i collectibles NFT hanno rivoluzionato il mondo dell'arte, offrendo nuove opportunità ai creativi e agli artisti digitali per monetizzare le loro opere e per avere un controllo maggiore sul loro valore e sulla loro diffusione.

Con gli NFT collectibles, gli artisti possono creare opere d'arte digitali uniche e non replicabili, ma non solo. Questi offrono infatti nuove opportunità di finanziamento per gli artisti offrendo loro la possibilità di creare collezioni limitate, e di poter richiedere royalty sull’utilizzo e la compravendita della propria opera. L’utilizzo di token per tenere traccia e certificare il possesso delle opere introduce inoltre la possibilità di sfruttare nuovi modelli di interazione, abilitando la creazione di community attorno alla singola opera o al singolo autore.

NFT, le applicazioni in ambito aziendale

Dopo aver capito come i Non Fungible Token si sono evoluti e come vengano applicati al mondo dell’arte, bisogna sottolineare anche un aspetto lontano da questi due mondi. Seppur utilizzati in ambiti diversi, gli Ntf hanno numerose applicazioni anche all’interno di diversi contesti aziendali. Diversi sono gli esempi che possono essere messi in evidenza grazie alla ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, troppi per essere inclusi in questo articolo, tra questi però si possono citare le applicazioni degli NFT (Non-Fungible Tokens) come passaporto digitale e la rappresentazione dei diritti d’autore.

Gli NFT come passaporto digitale

In ambito Supply Chain, gli NFT sono utilizzati per creare dei digital twin (gemelli digitali, ovvero copie) dei prodotti per tracciarne la storia, dalla produzione, alla manutenzione, alla rivendita. Un esempio in questo ambito è un progetto presentato da alcuni dei grandi marchi della moda: il progetto Aura.

A questo progetto, inizialmente promosso dal gruppo LVMH, partecipano anche grandi marchi del mondo del lusso, come Prada e Cartier. La soluzione introdotta dall’Aura Blockchain Consortium permette all’utente finale di avere accesso diretto alla storia dei prodotti e alla loro garanzia di autenticità.

Un altro esempio arriva dal mondo dell'automotive, si tratta del caso di Alfa Romeo che, per il modello Tonale, ha scelto di associare un Non Fungible Token tramite il quale il cliente potrà accedere a dati storici del veicolo come tagliando, controlli, incidenti e manutenzione generale. Questo esempio di utilizzo potrebbe generare nuovi sviluppi per l’utilizzo di NFT, magari come metodo di accesso alla propria vettura, o come certificato di proprietà.

NFT, cessione di proprietà e diritto d’autore

Oltre ad essere ottimi mezzi per poter garantire una tracciabilità della storia dei prodotti, i Non Fungible Token sono già riconosciuti come un metodo per gestire i diritti d’autore. Sono già in sperimentazione i primi registri di proprietà basati su Blockchain all’interno dei quali vengono utilizzati proprio degli NFT.

Un esempio particolare di questo utilizzo potrebbe essere quello della gestione immobiliare da parte dell’HMLR, il catasto inglese. In questo caso, gli NFT, sono stati utilizzati per rappresentare i diritti di proprietà relativi ad asset di real estate trasferiti tra più utenti.

Un esempio più recente è quello dell’acquisto di un immobile attraverso una transazione reale realizzata, nel maggio 2021, tramite Blockchain e svolta utilizzando appunto un Ntf. La valuta digitale utilizzata per effettuare l’acquisto è quella di Ethereum, l’Ether, e l’asta è stata effettuata tramite una piattaforma pubblica proprio su Ethereum. Anche se non è ancora un metodo diffuso per condurre una vendita di un bene immobile, quest’esempio ha portato alla luce anche delle problematiche riguardanti gli aspetti legali.

Un altro aspetto interessante è quello che riguarda la gestione, finora molto complicata, dei diritti d’autore a cui i Non Fungible Token potrebbero portare una soluzione. Per semplificare la procedura di assegnazione e pagamento dei diritti, la SIAE (Società Italiana degli Autori e Editori) sta utilizzando la piattaforma Blockchain Algorand per rappresentare digitalmente tramite NFT i diritti dei propri assistiti. Questo metodo semplifica molto la gestione dei diritti e delle royalties, ma, ancora una volta, ci sono ancora forti problematiche dal punto di vista legale.

In conclusione

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I Non Fungible Token sono asset digitali unici che possono essere utilizzati per diversi scopi, come certificare la proprietà di un oggetto o fungere da biglietti per un evento.

Questi token possono avere svariate caratteristiche e contenere infinite tipologie di informazioni diverse a seconda dello scopo per cui vengono progettati. Sono facili e poco costosi da creare e sono in grado di garantire autenticità ed esclusiva proprietà dell’oggetto o il diritto che rappresentano.

Nonostante, a oggi, gli NFT siano spesso associati all’arte digitale e al mondo dei collectibles, possono essere applicati in svariati settori e già oggi si osservano diverse iniziative in ambito giudiziario, commerciale e finanziario.

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  • Autore

Direttore dell'Osservatorio Blockchain & Web3