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Il sistema che non ragiona da sistema

23 febbraio 2018 / Di Claudio Rorato / Nessun commento

Gli obblighi normativi sono stringenti e le aziende denunciano di essere in affanno. Le difficoltà ci sono, inutile negarlo. L’urgenza posta sul provvedimento che introduce in due tranche la fatturazione elettronica tra privati non è a costo zero. Cambiare procedure interne, prassi lavorative, adeguare sistemi informativi, contattare e selezionare fornitori tecnologici, tenere in parallelo processi di fatturazione domestici e internazionali non sono poca cosa, se consideriamo che mentre ciò accade il treno corre, cioè i clienti e i fornitori vanno gestiti, il mercato impone elevata attenzione, la governance dell’azienda non può essere minimamente trascurata. Gli allarmi lanciati dai diversi contesti associativi e dalle singole imprese sono, ancora una volta, l’espressione di un sistema che non ragiona da sistema.

La voce di aziende di ogni dimensione che attendono una dilazione nell’applicazione del provvedimento – anche con motivazioni condivisibili – sono l’espressione di un Paese che reagisce non per tempo ma solo per obblighi normativi. Siamo ancora lì: l’alfabetizzazione digitale è ancora lontana dal penetrare in profondità, soprattutto nelle micro e piccole dimensioni. Forse, invece di pensare sempre di risolvere politicamente i problemi, il mondo associativo dovrebbe proporre un’offerta formativa adeguata alle esigenze anche prospettiche, mantenere il contatto con la sua base in modo più stretto, per sensibilizzarla alle tematiche gestionali, che possono favorire la competizione. Il contesto sovranazionale, dal quale non siamo isolati, è impegnato a trovare forme condivise di gestione del business e di rilancio delle economie dei singoli Paesi aderenti alla UE. Horizon 2020 ha individuato tre pilastri, uno di questi riguarda la Leadership  industriale, articolata in tre sotto obiettivi che riguardano, in buona sostanza, la volontà di accrescere la competitività dei sistemi, compreso quello italiano.

Occorre che le imprese e chi le rappresenta comprendano che il tema non è più la compliance normativa, ma la competitività dell’ecosistema e delle singole unità che lo compongonoÈ ora di investire nella digitalizzazione dei processi e nella dematerializzazione dei documenti per non perdere competitività, per elevare i livelli di efficienza e, soprattutto, per consentire di non aumentare l’incidenza delle prassi amministrative su quelle produttive e commerciali. Troppo spesso nelle aziende si contano più addetti alla contabilità che personale dedicato alla vendita. La gestione caratteristica di un’impresa, che deve remunerare il capitale di rischio aziendale, deve continuare a essere privilegiata. E allora? Norme snelle, che puntino realmente alla semplificazione, formazione e investimenti veri nel digitale.

Le filiere, se in questi anni si sono evolute possono davvero rappresentare un modello da adottare e adattare ad altre realtà. La fatturazione elettronica è un’opportunità da cavalcare ma, al di là degli obiettivi fiscali di breve periodo, deve diventare uno strumento per aumentare la competitività delle imprese, perché contribuisce a snellire i processi di collaborazione tra le stesse. Rendiamola tale.

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Claudio Rorato

Claudio Rorato

Direttore degli Osservatori Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b, Digital Insurance e Professionisti e Innovazione Digitale