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Il mercato dei contenuti digitali a pagamento

22 febbraio 2019 / Di Denise Ronconi / Nessun commento

Conoscere gli online media vuol dire anche conoscere da vicino quali sono i  contenuti digitali più venduti e fruiti su Internet. Quanto spendono gli utenti per servizi a pagamento come tv e video online, musica in streaming e news? E come si ripartisce questa spesa?

Proviamo a rispondere partendo da un dato: il mercato complessivo delle vendite di contenuti multimediali, considerando sia vecchi (tradizionali) che nuovi media, ha toccato nel 2018 la quota 7,1 miliardi di euro, nel 2018 vale 7,1 miliardi di euro, in contrazione (-8%) rispetto allo scorso anno. Solo il 4% di questa spesa è rappresentata dai contenuti venduti su Internet.


La vendita di contenuti tra Pay Tv, Stampa e Web

Così per la vendita pubblicitaria, il mercato della vendita di contenuti digitali è dominato dalla Televisione (62% di quota di mercato) e dalla Stampa (34%). La componente derivante da Internet è molto marginale, intorno al 4%, e si assesta in valore assoluto poco sopra i 270 milioni di euro, con un incremento del 37% rispetto al 2016.

Il 50% dei New Media a pagamento fa riferimento alla spesa dei consumatori per i contenuti Video online (in SVOD, abbonamenti di contenuti Video On Demand) in crescita del 46%; il resto è suddiviso più o meno equamente tra i ricavi per gli abbonamenti a servizi musicali (il 20% del mercato), in crescita del 37%, e i ricavi legati alle news (15%), in crescita del 7%.

 

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La vendita dei contenuti digitali su Internet

Detto che la spesa degli utenti sui media online è ancora marginale, proviamo comunque a capire come si ripartisce ulteriormente questa esigua, ma crescente, fetta di mercato.

Possiamo suddividere il mondo degli Internet Media Pay in tre grandi sotto-categorie:

  • Video Online (in SVOD - abbonamenti di contenuti Video On Demand);
  • Musica in streaming (abbonamenti a servizi musicali come Spotify);
  • Stampa su Internet.

Video Online

Sono i Video online i contenuti digitali premium più acquistati dagli utenti. La crescita del settore degli Internet Media a pagamento è infatti sostanzialmente imputabile a questa componente

Nell’ultimo anno la diffusione di questi servizi ha registrato una crescita significativa e ora il mercato ha raggiunto una massa importante di pubblico. Infatti se negli scorsi anni l’ingresso di Netflix prima e Amazon poi ha permesso di ampliare la penetrazione di questa tipologia di servizi su un target già incline al mondo digitale, nel 2018 l’ingresso di DAZN ha portato l’interesse anche a target di utenti che non erano ancora “scolarizzati” nell’utilizzo di piattaforme di streaming on demand, coinvolgendo in particolare l’audience degli appassionati sportivi di ogni età.

Anche il lancio della piattaforma di Eurosport va in questa direzione. Già nel 2019 il numero di sottoscrizioni in Italia a questi abbonamenti potrebbe superare quello degli abbonamenti a pay-tv. Nei prossimi anni, inoltre, la banda ultralarga e l’avvento del 5G potrebbero ulteriormente migliorare l’user experience e in seconda battuta anche incrementare l’utilizzo di questi servizi. Continua poi il cambiamento nella fruizione dei contenuti video da parte degli utenti, che non è più legata al palinsesto televisivo.

Musica in Streaming

Il mercato della musica in streaming è cresciuto significativamente (+37%) e supera i 50 milioni di euro. Come nel 2017, il mercato è molto concentrato in particolare nelle mani di soli due player (Spotify e TIMmusic), anche se il 2018 ha visto l'affacciarsi e il consolidarsi di alcune new entry come Amazon Music unlimited e Youtube Music.

L’ultimo anno però sembra aver rappresentato anche un importante punto di svolta: se il consumatore italiano aveva sempre mostrato una scarsa propensione all’abbonamento di servizi streaming preferendo la fruizione di offerte gratuite ma limitate, si è verificato ora un aumento significativo degli abbonati premium, a dimostrazione di un cambiamento da parte degli utenti nella disponibilità a pagare per un accesso libero da vincoli e pubblicità. Da monitorare per i prossimi anni sarà la crescita che queste piattaforme potrebbero avere nella fruizione di contenuti anche non musicali, come ad esempio i podcast. La fruizione di questi formati sta registrando una crescita significativa in tutto il mondo e potrebbe impattare significativamente sul mercato italiano.

News Online

I ricavi pay online legati alle news sono cresciuti del 7%, raggiungendo un valore pari a 40 milioni di euro.

Negli ultimi anni c’è stata una ripresa di questa servizi. Da un lato si riscontra una maggiore diffusione tra i diversi publisher di modelli di business che si basano su paywall, ossia sull’accesso in modalità free ad un numero limitato di articoli e news per poi passare alla sottoscrizione di un abbonamento una volta che l’utente desidera superare il limite (solitamente mensile) delle visualizzazioni. Questi modelli però, nonostante permettano ai publisher di monetizzare al meglio i propri contenuti, tendono a penalizzare i clienti fedeli che, rispetto al passato, vedono molto limitato l’accesso all’offerta del proprio editore preferito. Dall’altro lato si osserva la creazione di proposte fortemente dedicate all’online e che permettono agli abbonati di accedere a contenuti aggiuntivi non fruibili gratuitamente.

Pay TV o Streaming? Ecco cosa dicono i consumatori!   Scarica il Report

Denise Ronconi

Denise Ronconi

Ricercatrice degli Osservatori Internet Media e eCommerce B2c

Tema:  Internet Media