Il mercato dei contenuti digitali a pagamento

23 June 2021 / Di Francesca Rubin / 0 Comments

Conoscere gli online media vuol dire anche conoscere da vicino quali sono i contenuti digitali più venduti e fruiti su Internet. Quanto spendono gli utenti per servizi a pagamento come tv e video online, musica in streaming e news? E come si ripartisce questa spesa?

Proviamo a rispondere partendo da un dato: il mercato complessivo delle vendite di contenuti multimediali, considerando sia vecchi (tradizionali) che nuovi media, nel 2020 vale 6,6 miliardi di euro, in contrazione (-4%) rispetto all'anno precedente. Solo il 9% di questa spesa è rappresentata dai contenuti venduti su Internet.

 

La vendita di contenuti tra Pay Tv, Stampa e Web

Così per la vendita pubblicitaria, il mercato della vendita di contenuti digitali è dominato dalla Televisione (63% di quota di mercato) e dalla Stampa (28%). La componente derivante da Internet è ancora marginale, intorno al 9%, e si assesta in valore assoluto poco sopra i 623 milioni di euro,anche se ha registrato una crescita significativa del 55% rispetto al 2019..

Il 72% dei New Media a pagamento fa riferimento alla spesa dei consumatori per i contenuti Video online (in SVOD, abbonamenti di contenuti Video On Demand) in crescita del 67%; il resto è suddiviso più o meno equamente tra i ricavi per gli abbonamenti a servizi musicali (il 19% del mercato), in crescita del 32%, e i ricavi legati alle news (9%), in crescita del 29%.

 

Quanto vale il mondo dei media e della pubblicità online in Italia?

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La vendita dei contenuti digitali su Internet

Detto che la spesa degli utenti sui media online è ancora marginale, proviamo comunque a capire come si ripartisce ulteriormente questa esigua, ma crescente, fetta di mercato.

Possiamo suddividere il mondo degli Internet Media Pay in tre grandi sotto-categorie:

  • Video Online (in SVOD - abbonamenti di contenuti Video On Demand);
  • Musica in streaming (abbonamenti a servizi musicali come Spotify);
  • Stampa su Internet.

Video Online

Sono i Video online i contenuti digitali premium più acquistati dagli utenti. La crescita del settore degli Internet Media a pagamento è infatti sostanzialmente imputabile a questa componente che raggiunge i 447 milioni di euro nel 2020, in crescita del 67%.

Questo mercato, infatti, si è espanso molto negli ultimi anni e sono ormai diversi i player attivi in Italia che si contendono l’attenzione del consumatore (Netflix, Infinity+, Amazon Prime Video, Now, TIM Vision, DAZN, Eurosport Player, Apple TV+, Disney+ e Discovery+). Ognuno di questi offre cataloghi molto variegati, spesso complementari tra loro, e arricchiti sempre più da contenuti originali.

Per far fronte alla frammentarietà del mercato, e permettere ai consumatori di fruire dei contenuti presenti su piattaforme diverse, sono sempre più frequenti offerte che consentono di accedere a più servizi in bundle a prezzi agevolati. Come ad esempio nel caso di TIM Vision con Disney+ o Netflix. Oppure ci sono alcune piattaforme di streaming che invece si pongono come “aggregatori”, offrendo quindi la possibilità di fruire dei contenuti di altri servizi senza dover cambiare applicazione. È il caso dei Channels di Amazon Prime Video o di Apple TV+.

 

Musica in Streaming

Il mercato della musica in streaming è cresciuto significativamente e ha raggiunto i 118 milioni di euro. Questo mercato risulta ancora fortemente concentrato nelle mani di due grandi player, Spotify e TIM Music, ma nell’ultimo anno è cresciuta notevolmente l’importanza di un altro grande attore, Amazon Music, entrato nel mercato italiano più recentemente.

Anche se in Italia, per ragioni prettamente culturali, prevalgono ancora gli utenti che fruiscono di contenuti audio gratuiti supportati da pubblicità, rispetto ad altri paesi dove invece si ha una quota più alta di abbonamenti, anche nel mondo della musica in streaming nell’ultimo anno si è evidenziato un aumento degli abbonamenti premium. Un altro fenomeno che si è riscontrato nel mondo della musica in streaming riguarda la crescita della fruizione di podcast. L’aumento degli abbonamenti a queste piattaforme, infatti, è trainato anche dall’ampliamento dell’offerta di contenuti podcast, che sempre più catturano l’interesse da parte degli utenti.

 

News Online

I ricavi pay online legati alle news sono cresciuti del 29%, raggiungendo un valore pari a 58 milioni di euro.

Negli ultimi anni è aumentata la necessità di informazioni verificate e di qualità, che ha portato un numero maggiore di utenti a sottoscrivere abbonamenti a questa tipologia di servizio. Si evidenzia infatti una propensione da parte degli utenti ad abbonarsi ai servizi di informazione maggiore rispetto al periodo pre-pandemia.

Da un lato si riscontra una maggiore diffusione tra i diversi publisher di modelli di business che si basano su paywall, ossia sull’accesso in modalità free ad un numero limitato di articoli e news per poi passare alla sottoscrizione di un abbonamento una volta che l’utente desidera superare il limite (solitamente mensile) delle visualizzazioni. Questi modelli però, nonostante permettano ai publisher di monetizzare al meglio i propri contenuti, tendono a penalizzare i clienti fedeli che, rispetto al passato, vedono molto limitato l’accesso all’offerta del proprio editore preferito. Dall’altro lato si osserva la creazione di proposte fortemente dedicate all’online e che permettono agli abbonati di accedere a contenuti aggiuntivi non fruibili gratuitamente.

 

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