B2b in Digitale, gli strumenti e le piattaforme

creato il / aggiornato il / Di Riccardo Mangiaracina / 0 Commenti

Il concetto di Digital B2b va ben altre la tipica relazione Business to Business (B2b appunto) che può avvenire tra due imprese, solitamente una fornitrice e una acquirente.

Fare Digital B2b vuol dire innanzitutto rivedere le relazioni con tutti gli attori che costituiscono la filiera e la catena di distribuzione nella quale si opera in chiave prettamente digitale. È questo il vero significato di B2b in chiave digitale: un approccio innovativo alla gestione dei processi, un modo più efficiente per organizzare l’azienda con il fondamentale ricorso alle tecnologie digitali. Ma quali sono gli strumenti, le piattaforme e i processi fondamentali per applicare questa idea di Digital B2b? Scopriamoli insieme all'interno di questo articolo.

Strumenti e piattaforme per il B2b

Ecco di seguito gli strumenti e le piattaforme a disposizione per ottimizzare i processi del Digital B2b:

XML Based

Il linguaggio XML (eXtensible Markup Language) Based è un formato di file "basato su tag", in cui i dati sono organizzati in elementi definiti da tag di apertura e chiusura. Questo linguaggio consente di rappresentare i dati strutturati in modo gerarchico e può essere manipolato con facilità mediante software di elaborazione testuale. Inoltre, essendo indipendente dal sistema operativo o dal software utilizzato per creare il file, è compatibile con diverse piattaforme e applicazioni.

Extranet e Portali B2b

Dette anche Hub o Portali B2b, sono soluzioni di gestione integrata dei processi interaziendali, che consentono sia l’interazione applicazione-applicazione (A2A) sia quella uomo-applicazione (U2A). Tramite queste soluzioni un’impresa, di solito quella leader di filiera, si “apre” all’interazione con i propri partner con l’obiettivo di arrivare a una gestione integrata dei processi interaziendali.

Integrazione B2b

Riguarda i modelli di relazione basati sull’interscambio di dati in formato elettronico strutturato o EDI (Electronic Data Interchange). Si tratta di soluzioni in cui le aziende si scambiano direttamente flussi di dati e documenti (per esempio ordini, fatture, dati di domanda, disegni di progetto) senza o quasi alcun intervento di un operatore “umano”. I servizi EDI sono generalmente offerti da società specializzate (VAN) che fanno in rete un lavoro simile ai “postini” nel mondo fisico.

Marketplace B2b

Si tratta di “luoghi virtuali” dove la domanda e l’offerta per determinate categorie merceologiche si incontrano online secondo modelli simili all’eCommerce B2c.

Blockchain e DLT

La Blockchain, che significa letteralmente "catena di blocchi", sfrutta le caratteristiche di una rete informatica di nodi, attraverso cui è possibile gestire un registro contenente dati e informazioni – come transazioni – in maniera aperta, condivisa e distribuita. La Blockchain, inoltre, è una soluzione tecnologica DLT (acronimo di Distributed Ledger Technology), che consiste in sistemi basati su registri distribuiti, in cui i nodi di una rete possiedono la medesima copia di un database. Quest'ultimo può essere letto e modificato a seguito della conferma della rete. Le tecnologie Blockchain e DLT vengono utilizzate principalmente per i processi di movimentazione dei prodotti (ad esempio garantendo la completa visibilità sulle informazioni di tracciabilità) e a supporto della condivisione di informazioni e documenti (ad esempio in fasi di transazioni di business).

Siti propri

I siti web propri permettono alle aziende di vendere online i loro beni e servizi. Come per i Marketplace, anche i siti propri sono strumento già molto diffusi in ambito B2c. Tuttavia, a seguito dell'emergenza sanitaria, hanno conosciuto un ampio sviluppo anche nel settore B2b, in quanto hanno permesso una certa continuità delle attività lavorative. I siti propri, però, risultano ancora poco diffusi all'interno delle aziende italiane e, nella metà dei casi, hanno il solo scopo di permettere ai clienti business di visionare i prodotti e i servizi offerti.

 

Come gestire i processi Digital B2b

I processi di Digital B2b afferiscono a due macro-ambiti: l’eProcurement e l’e Supply Chain Management.

eProcurement

Guardando, in prima battuta, al mondo dell’eProcurement, possiamo distinguere:

  • gli strumenti di eSourcing – soluzioni che agevolano la ricerca e la selezione di fornitori (scouting passivo, albi fornitori, aste, gare online, RFx7) nella fase pre-transazionale;
  • i cataloghi di eProcurement – soluzioni digitali che consentono, nella fase transazionale, la gestione dei riordini, prevalentemente di materiali indiretti e servizi attraverso cataloghi elettronici su forniture prenegoziate.

eSupply Chain Management

Vi sono poi gli strumenti di eSupply Chain Management, legati alla gestione in chiave digitale della catena di fornitura. A questo ambito appartengono:

  • gli strumenti di eSupply Chain Execution, che consentono di gestire lo scambio, in formato elettronico strutturato, di informazioni che accompagnano l’evoluzione del processo transazionale (dall’Ordine alla Conferma d’Ordine, dall’Avviso di Consegna al Documento di Trasporto, dalla Conferma di Ricezione Merci alla Fattura, fino alla gestione di Incassi/Pagamenti)
  • gli strumenti di eSupply Chain Collaboration, applicativi che, integrandosi con le citate soluzioni a supporto del processo transazionale e pre-transazionale, favoriscono lo scambio digitale di informazioni di stampo più collaborativo e strategico (come il forecast degli ordini, i piani di produzione, le previsioni di vendita e la capacità produttiva), trovando applicazione a livello di pianificazione della produzione, di sviluppo nuovi prodotti, di monitoraggio della Supply Chain e non solo. Ne sono alcuni esempi il Collaborative Planning, Forecasting and Replenishment (CPFR) e il Vendor Managed Inventory (VMI).

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  • Autore

Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Digital B2b e Direttore dell'Osservatorio Export