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Cittadinanza digitale: bene su dotazione tecnologica e connettività, male su competenze

18 gennaio 2018 / Di Luca Gastaldi / Nessun commento

Per cogliere tutti i vantaggi offerti dall'innovazione digitale è necessario avere dispositivi tecnologici, connettività e competenze adeguate. Questi sono fattori necessari, senza i quali non avrebbe nemmeno senso parlare di digitale. Non sono però elementi sufficienti. Ciò che infatti serve è stimolare anche l'offerta di servizi digitali, senza la quale i cittadini non possono mettersi in gioco. 

Dalla Ricerca condotta dall'Osservatorio Agenda Digitale emerge che l'88% degli italiani possiede almeno un dispositivo tecnologico tra smartphone (83% degli italiani), PC portatile (71%), computer fisso (66%) e tablet (47%). 

Ad oggi l'85% degli italiani è dotato di connessione a internet e vi accede con diverse modalità:

  • nella maggior parte dei casi (63% degli italiani) coloro che hanno una connessione alla rete hanno sottoscritto un contratto di banda larga fissa ad almeno 10 Mbps;
  • comincia a essere significativa l'adozione di banda larga superiore a 30 Mbps (16%), su cui il Governo italiano sta fortemente investendo grazie al Piano Banda Ultralarga;
  • pochi (11%) utilizzano la banda larga mobile come canale esclusivo per accedere alla rete. 

Dotazione tecnologica e connettività sono però usate correttamente solo se si hanno adeguate competenze digitali. E questa è una delle note dolenti del nostro Paese. Secondo il DESI, infatti, siamo 24esimi su 28 Paesi censiti per sviluppo di competenze digitali, senza aver fatto nessun miglioramento rispetto alla precedente edizione dell'indice. La Ricerca dell'Osservatorio conferma questi dati con:

  • il 72% degli italiani che sa gestire comunicazioni digitali di base;
  • il 65% che sa gestire file e informazioni digitali;
  • il 61% che sa fare acquisti online;
  • il 66% che sa produrre documenti scritti in formato digitale;
  • solo il 15% che sa programmare.

La PA potrebbe giocare un ruolo fondamentale nell'avvicinamento dei cittadini italiani al digitale. Basti pensare che nell'ultimo anno l'80% degli italiani ha avuto almeno una volta l'esigenza di usare un servizio pubblico. Sono però ancora pochi gli italiani che riescono a soddisfare le loro esigenze senza interagire con operatori di un ufficio pubblico, ma usando esclusivamente canali digitali. Il 27% dei cittadini si è infatti sempre recato a uno sportello per soddisfare le esigenze che ha avuto e un altro 27% ha utilizzato sia il canale fisico che quello digitale. Solamente il 26% ha usato esclusivamente canali digitali per accedere a servizi pubblici.

Per provare ad incrementare l'utilizzo del canale digitale è necessario agire sia sulla domanda che sull'offerta. 

L'offerta di servizi digitali è ancora molto limitata e "a macchia di leopardo". Se sommiamo a questi aspetti procedure complesse e poco orientate ai cittadini, che obbligano spesso gli italiani a perdere tempo in coda negli uffici pubblici, il risultato è che si demotiva chi vorrebbe usare il digitale come canale privilegiato di interazione con la PA, e si forniscono "alibi" a coloro che non sono abituati a esplorare strade digitali per soddisfare le loro esigenze quotidiane. 

È però necessario agire anche sulla domanda partendo dalla riduzione del gap di competenze digitali che ci separa dagli altri Paesi europei. I numeri ci suggeriscono che, anziché interventi "a pioggia", è meglio incentivare lo sviluppo di competenze agendo con priorità:

  • sulle fasce della popolazione più bisognose di miglioramenti (in particolare quelle anziane);
  • su aspetti che potrebbero garantire "cambi strutturali" nel medio-lungo termine, come ad esempio la capacità di programmare o il numero di laureati in materie scientifiche, tecnologiche e informatiche (STEM).

Luca Gastaldi e Paola Olivares, Osservatorio Agenda Digitale

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Luca Gastaldi

Luca Gastaldi

Laurea e Dottorato di Ricerca in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, dal 2008 si occupa per gli Osservatori Digital Innovation delle Ricerche sulla digitalizzazione della PA (con un focus particolare sul mondo della Sanità) e sugli impatti che le tecnologie digitali hanno sui processi e l’organizzazione delle imprese. È Direttore dell’Osservatorio Agenda Digitale e dell’Osservatorio Design Thinking for Business. È Ricercatore Senior per l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità e per l’Osservatorio Smart Working.

Tema:  Agenda Digitale