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Proattività o sudditanza: che ruolo ci vogliamo dare nella Travel Innovation?

04 febbraio 2020 / Di Filippo Renga / Nessun commento

I cambiamenti in atto nel mondo del Turismo sono molti. Nel 2019, solo per citarne alcuni, abbiamo visto: una forte evoluzione nel ruolo del retail fisico con una ripresa delle agenzie di viaggio; la nascita di nuovi servizi innovativi nella mobility (i monopattini) e il ridimensionarsi di altri presenti da più tempo (il car sharing); l’affermazione di nuove piattaforme e tecnologie per ricettività alberghiera ed extra-alberghiera. E per il futuro non possiamo che aspettarci che molti altri ne emergeranno sotto la spinta delle nuove tecnologie digitali.

 

Le prospettive della Travel Innovation

Si pensi solo alle soluzioni legate all’intelligenza artificiale o all’internet of things, o a fenomeni che hanno dispiegato ancora in minima parte i propri effetti, come avverrà per i temi legati alla sostenibilità a 360 gradi (ambientale, sociale ed economica), vista anche la crescente sensibilità da parte dei viaggiatori verso il tema. Cambiamenti che, come accaduto nel recente passato, impatteranno sostanzialmente sui modi di viaggiare e, di conseguenza, sui prodotti turistici. Ma anche profondamente su come questi servizi saranno erogati e gestiti, come fa ben intuire il prof. Bertele’ nel suo articolo “Sostenibilità, in arrivo l’eco-disruption dopo la digital disruption?”.

Considerando che l’evoluzione continua da ormai due decenni, a partire dai sistemi di booking online per poi arrivare alle recensioni, e sono almeno 50 anni che l’Italia perde posizioni nei flussi turistici internazionali, si pone una riflessione che ci dovrebbe accompagnare sempre e che è anche alla base della missione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo: come si deve porre l’industria dei viaggi rispetto a questi cambiamenti?

 

Competenze e cultura per affrontare la Travel Innovation

In questi anni abbiamo registrato reazioni di vario tipo. In primo luogo, come è naturale ed è accaduto per la maggior parte delle innovazioni della storia, c’è stata diffidenza, se non forte scetticismo, che in alcuni casi è diventato completo rifiuto. Altre volte si sono registrate reazioni positive di sistema, di categoria, che sono nate per opporsi a un nemico comune che spesso operava con regole diverse: è accaduto per le recensioni online, per il mondo dei servizi di car sharing, per le piattaforme di home sharing ecc. Tutte azioni naturali e a volte indotte da una comprensibile e giusta ricerca di “correttezza”.

Ma pensiamo che una risposta efficace e trasversale a questi fenomeni stia anche nella creazione e costante evoluzione di competenze che mettano ciascuno in grado di gestire, e non subire, i cambiamenti. Creare e nutrire le giuste professionalità, grazie anche al lavoro sinergico di più attori, è necessario per evitare un’ignoranza che porta alla sudditanza; una “sudditanza digitale” nei confronti di attori, spesso dalle dimensioni globali e provenienti dagli Stati Uniti o dalla Cina, che basano le proprie attività sulle competenze e che rapidamente hanno acquisito posizioni di estrema forza. Potremo invece essere proattivi sulle tematiche ambientali?

Lo scenario che si prospetta per tutta l’industria turistica (non solo Italiana, ma dell’Unione Europea), perciò, non è semplice. Ma la soluzione per affrontarlo sembra evidente. L’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo lo fa da anni, creando cultura e competenze aggiornate, e continuerà con decisione in questa direzione, cosciente che l’industria dei viaggi vale oltre il 13% del PIL della sola Italia.


Filippo Renga e Eleonora Lorenzini - Direttori Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo

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Filippo Renga

Filippo Renga

Co-Fondatore degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. È inoltre Direttore degli Osservatori Innovazione Digitale nel Turismo, Fintech & Insurtech e Smart Agrifood.