Le startup a servizio dell'omnicanalità

20 August 2018 / Di Redazione Osservatori Digital Innovation / 0 Comments

Nel mondo dell’Omnichannel Customer Experience, anche il settore delle startup è in fermento. I dati a nostra disposizione ci permettono di distinguere le startup omnichannel in base all'ambito applicativo ma non solo; non mancano indicazioni relative ai finanziamenti e alla loro distribuzione per area geografica.

 

Il contributo delle startup alla omnichannel strategy

  • Le giovani aziende innovative con approccio omnicanale si occupano principalmente di collezione e integrazione dei dati, di creazione della vista unica sul cliente o della generazione di insight rilevanti per le fasi successive del processo.
  • Esistono anche le startup che gestiscono trasversalmente l’intero processo di Omnichannel Customer Experience Management, e supportano l’azienda sia nelle fasi di collezione e integrazione dei dati e di generazione degli insight, sia nella comunicazione integrata sui diversi touchpoint.
  • Ci sono poi startup incentrate sulla gestione di un unico touchpoint, ossia quelle realtà che supportano l’azienda nell’automazione e nella personalizzazione dei messaggi su uno specifico canale.
  • E ancora: quelle focalizzate sulla fase di data activation e, in particolare, sulla Marketing Automation (si tratta di soluzioni che ricevono in input i dati integrati sul consumatore e li utilizzano per rendere più rilevanti ed efficaci le azioni verso i clienti).
  • Non mancano infine le startup che si concentrato sulla creazione, organizzazione, analisi e gestione integrata sui diversi touchpoint del contenuto.

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Le startup omnichannel più finanziate

Secondo le ricerche dell’Osservatorio Omnichannel Customer Experience, sono due gli ambiti che godono dei maggiori finanziamenti:

  • Full Omnichannel Customer Experience;
  • Gestione unico canale.

Full Omnichannel Customer Experience

Queste startup supportano l’azienda sia nelle fasi di collezione e integrazione dei dati e di generazione degli insight, sia nella comunicazione integrata sui diversi touchpoint. Alcune startup che rappresentano appieno questa categoria sono Bluecore, Ometria e Zaius. Particolarmente interessanti sono anche Boomtrain e Statflo, che utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale: la prima per ottenere informazioni su prospect e clienti, in modo da individuare a chi rivolgersi, con quale messaggio e in quale momento; la seconda per creare un’interfaccia di supporto alla forza vendita, per incrementare la forza della relazione, organizzare appuntamenti e definire azioni di cross-selling e up-selling.

Gestione di un unico canale

Le startup incentrate sulla gestione di un unico canale, invece, sono quelle realtà che supportano l’azienda nell’automazione e nella personalizzazione dei messaggi su uno specifico touchpoint.

Le startup incluse in questo cluster possono essere pertanto suddivise in funzione del canale presidiato:

  • mobile (ad esempio FollowAnalytics e Leanplum, che consentono di ingaggiare gli utenti in-app in funzione del loro comportamento);
  • messaging e chatbot (ad esempio datalog.ai, che è in grado di interpretare il linguaggio naturale delle persone);
  • email marketing (ad esempio, Ematic Solutions, Frederick e Rebel, che consentono di automatizzare le comunicazioni tramite email);
  • social (ad esempio, Attentive.ly che consente di personalizzare messaggi, richieste e annunci, sulla base del comportamento social dei propri clienti, nonché di individuare i social influencer).

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Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano nascono nel 1999 con l’obiettivo di fare cultura in tutti i principali ambiti di Innovazione Digitale. Oggi sono un punto di riferimento qualificato sull’Innovazione Digitale in Italia che integra attività di Ricerca, Comunicazione e Aggiornamento continuo.