Internet of Things

Smart Energy: le startup IoT per l’efficienza energetica

21 marzo 2018 / Di Giulio Salvadori / Nessun commento

L’ambito energetico si è rivelato un “terreno fertile” per numerose applicazioni Internet of Things, che consentono un vero e proprio miglioramento dell’efficienza energetica di case, edifici e impianti, cercando al contempo di ottimizzare il livello di comfort per gli occupanti degli spazi smart.

Questa rivoluzione è solo all’inizio e la crescita dei finanziamenti erogati da investitori istituzionali verso le nascenti startup è un chiaro segnale delle potenzialità dell’Internet of Things in ambito energetico: dalle soluzioni integrate per la gestione dei diversi impianti energivori presenti negli edifici (es. illuminazione, riscaldamento, climatizzazione), ai lampioni intelligenti nelle città che modificano l’intensità luminosa in base alla necessità, fino agli impianti produttivi che - grazie all’ottimizzazione del processo di manutenzione - svolgono le diverse attività minimizzando i consumi energetici.

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iot e smart energy

Smart Energy & Internet of Things: un connubio possibile

Va detto che le startup italiane faticano a reperire investimenti, e il divario con quelle europee cresce sempre di più. Ciononostante, il filone della Smart Energy va tenuto d’occhio. Le potenzialità sono enormi.

Il connubio IoT – Efficienza energetica è fra quelli più interessanti, proprio grazie al lavoro delle startup che spesso poi finiscono nel mirino delle big company del mondo dell’energia.

Qualche esempio?

Quello di Almadom.us. Fondata nel 2015 da Marco Zanchi e Alessandro Benedetti, questa startup ha realizzato un dispositivo di home automation (Domoki) che, sfruttando le moderne tecnologie utilizzate anche nei cellulari, è installabile al posto dei normali interruttori della luce e può implementare alcune funzionalità della Smart Home. Ogni dispositivo, ad esempio, può controllare fino a tre apparecchiature elettroniche contemporaneamente (luci, tapparelle, termostato). Ad oggi ha ricevuto investimenti per 568mila dollari.

Altro caso interessante quello di Enerbrain, che si pone l’obiettivo ambizioso di aumentare l’efficienza energetica e la qualità dell’aria in edifici già esistenti installando sensori connessi all’interno di essi. Sensori capaci di rilevare in tempo reale una serie di dati ambientali (dalla temperatura alle emissioni di CO2) e di trasmetterli al sistema informatico. Lo scopo è quello di ridurre gli sprechi e migliorare l’aria all’interno degli ambienti.

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startup smart energy

Quante sono le startup Smart Energy?

Per rispondere a questa domanda ci affidiamo a una recente Ricerca degli Osservatori del Politecnico di Milano. Nella Ricerca sono state analizzate 156 startup che hanno sviluppato soluzioni Internet of Things in ambito energetico (Smart Energy), operanti in Italia e all’estero.

Le applicazioni considerate non si riferiscono solo ad abitazioni, edifici e impianti produttivi, ma anche a contesti in cui la tecnologia consente un risparmio notevole di energia elettrica e/o di risorse idriche, come la città (Smart City) e l’agricoltura (Smart Agriculture).

Di queste 156 startup analizzate, 114 hanno ricevuto finanziamenti da parte di investitori istituzionali (73%). Complessivamente sono stati raccolti 2,2 miliardi di dollari e le startup hanno ricevuto in media 19,7 milioni di dollari ciascuna: ciò è una chiara indicazione dell’interesse degli investitori nei confronti dell’ambito Smart Energy.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, l’analisi si è concentrata su Europa e Nord America, che insieme costituiscono il 92% del campione (suddiviso in maniera equilibrata tra queste due aree). La percentuale restante si divide tra Asia (6%), Sud America (1%) e Oceania (1%). Questa distribuzione riflette il fatto che la Ricerca si è focalizzata prevalentemente sul mondo occidentale, in modo da approfondire contesti di impiego sufficientemente simili a quello italiano. Considerando il Vecchio Continente, i Paesi che presentano il maggior numero di startup Smart Energy sono Regno Unito, Germania e Italia.

Smart Energy verso il B2b?

Dalla Ricerca è emerso il forte orientamento delle startup verso l’ambito business, che risulta maggiormente impattato rispetto a quello consumer, consentendo un consistente risparmio energetico grazie alle soluzioni smart. Questo il quadro:

  • più della metà delle startup (55%) offre soluzioni rivolte alle imprese e alla pubblica amministrazione (B2b – Business to business);
  • solo il 24% si rivolge esclusivamente ai consumatori finali (B2c – Business to consumer);
  • la restante parte (21%) considera entrambe le tipologie di clienti;
  • alcune startup, infine, scelgono un modello “ibrido”, che ha come target principale i consumatori finali, ma passando attraverso altre imprese: questa strategia si definisce B2b2c.

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Giulio Salvadori

Giulio Salvadori

Direttore dell'Osservatorio Internet of Things