TUTTI GLI ARTICOLI  >  Internet of Things

Cos'è la Smart Energy: soluzioni e startup per l’efficienza energetica

10 ottobre 2019 / Di Giulio Salvadori / Nessun commento

Smart Energy, letteralmente "energia intelligente", è un concetto che può prestarsi a diverse interpretazioni. In un contesto di trasformazione digitale come quello odierno, il concetto di Smart Energy si sposa alla perfezione con i paradigmi dell'Internet of Things (IoT) e degli oggetti intelligenti.

L’ambito energetico si è rivelato infatti un “terreno fertile” per numerose applicazioni Internet of Things e a confermarlo sono le startup che hanno contribuito negli ultimi anni allo sviluppo di soluzioni intelligenti per l'efficienza e il risparmio energetico.

 

Cosa si intende per Smart Energy

Dentro la definizione di Smart Energy rientra dunque l'integrazione e il coordinamento di tutte quelle applicazioni, soluzioni e progettualità per la gestione dell'energia che consentono un vero e proprio miglioramento dell’efficienza energetica di case, edifici e impianti, cercando al contempo di ottimizzare il livello di comfort per gli occupanti degli spazi smart.

Si tratta dunque di un tema trasversale che tocca diversi ambiti dell'Internet of Things. Tra questi:

  • Smart Metering: contatori connessi per la misura dei consumi (elettricità, gas, acqua e calore), la loro corretta fatturazione e la telegestione;
  • Smart Grid: rete elettrica intelligente per ottimizzare la distribuzione, gestendo produzione distribuita e mobilità elettrica;
  • Smart Building: gestione automatica degli impianti e dei sistemi di un edificio (come quelli per l'illuminazione e la climatizzazione) per il risparmio energetico, il confort la sicurezza dello stabile e delle persone al suo interno;
  • Smart City & Smart Envoirnment: monitoraggio e gestione degli elementi di una città e dell'ambiente circostante per migliornarne vivibilità, sostenibilità e competitività.

Scarica l'infografica

 

Smart Energy e IoT: una rivoluzione che parte dalle startup

Questa rivoluzione è solo all’inizio e la crescita dei finanziamenti erogati da investitori istituzionali verso le nascenti startup che operano in questo ambito è un chiaro segnale delle potenzialità dell’Internet of Things in ambito energetico.

Dalle soluzioni integrate per la gestione dei diversi impianti energivori presenti negli edifici (es. illuminazione, riscaldamento, climatizzazione), ai lampioni intelligenti nelle città che modificano l’intensità luminosa in base alla necessità, fino agli impianti produttivi che - grazie all’ottimizzazione del processo di manutenzione - svolgono le diverse attività minimizzando i consumi energetici.

Il filone della Smart Energy va dunque tenuto d’occhio. Le potenzialità sono enormi.

Il connubio IoT - Efficienza energetica è fra quelli più interessanti, proprio grazie al lavoro delle startup che spesso poi finiscono nel mirino delle big company del mondo dell’energia.

 

Startup Smart Energy: alcuni casi di successo

Facciamo qualche esempio di quanto illustrato. Almadom.us, fondata nel 2015 da Marco Zanchi e Alessandro Benedetti, è una startup che ha realizzato un dispositivo di home automation (Domoki) che, sfruttando le moderne tecnologie utilizzate anche nei cellulari, è installabile al posto dei normali interruttori della luce e può implementare alcune funzionalità della Smart Home. Ogni dispositivo, ad esempio, può controllare fino a tre apparecchiature elettroniche contemporaneamente (luci, tapparelle, termostato). Ad oggi ha ricevuto investimenti per 568mila dollari.

Altro caso interessante quello di Enerbrain, che si pone l’obiettivo ambizioso di aumentare l’efficienza energetica e la qualità dell’aria in edifici già esistenti installando sensori connessi all’interno di essi. Sensori capaci di rilevare in tempo reale una serie di dati ambientali (dalla temperatura alle emissioni di CO2) e di trasmetterli al sistema informatico. Lo scopo è quello di ridurre gli sprechi e migliorare l’aria all’interno degli ambienti.

 

Quante sono e cosa fanno le startup Smart Energy?

Una recente ricerca dell'Osservatorio Internet of Things ha analizzato 156 startup che hanno sviluppato soluzioni Internet of Things in ambito energetico operanti in Italia e all’estero.

Le applicazioni considerate non si riferiscono solo ad abitazioni, edifici e impianti produttivi, ma anche a contesti in cui la tecnologia consente un risparmio notevole di energia elettrica e/o di risorse idriche, come la città (Smart City) e l’agricoltura (Smart Agriculture).

Di queste 156 startup analizzate, 114 hanno ricevuto finanziamenti da parte di investitori istituzionali (73%). Complessivamente sono stati raccolti 2,2 miliardi di dollari e le startup hanno ricevuto in media 19,7 milioni di dollari ciascuna: ciò è una chiara indicazione dell’interesse degli investitori nei confronti dell’ambito Smart Energy.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, l’analisi si è concentrata su Europa e Nord America, quindi sul mondo occidentale, in modo da approfondire contesti di impiego sufficientemente simili a quello italiano. Considerando il Vecchio Continente, i Paesi che presentano il maggior numero di startup Smart Energy sono Regno Unito, Germania e Italia.

Dalla Ricerca è emerso il forte orientamento delle startup verso l’ambito B2b, che risulta maggiormente impattato rispetto a quello consumer, consentendo un consistente risparmio energetico grazie alle soluzioni smart. Non è un caso che più della metà delle startup soluzioni rivolte alle imprese e alla pubblica amministrazione e alcune scelgono invece un modello ibrido che ha come target principale i consumatori finali, passando attraverso altre imprese: una strategia che può definirsi come B2b2c.

Vai al Webinar

Giulio Salvadori

Giulio Salvadori

Direttore dell'Osservatorio Internet of Things e dell'Osservatorio Smart Car & Connected Car del Politecnico di Milano