Internet of Things e PNRR: lo Smart Building come opportunità per enti pubblici e privati

08 giugno 2023 / Di Elisa Vannini / 0 Comments

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) comprende un ambizioso progetto di riforme pensate per risollevare l’economia italiana e contrastare l’arretratezza digitale del nostro Paese. In particolare, la Missione denominata “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” del Piano, concentra investimenti per un valore complessivo pari a circa 50 miliardi di euro proprio sulla modernizzazione digitale delle nostre infrastrutture, nella Pubblica Amministrazione e nel sistema produttivo, con particolare attenzione a due settori strategici per l’Italia: turismo e cultura. Per supportare questa evoluzione, obbligatoria per rimanere al passo con il resto dell’Europa, il PNRR prevede di equipaggiare sempre più infrastrutture, in ambito pubblico e privato, con alti livelli di connettività, sfruttando anche le funzionalità di altre applicazioni tecnologiche, tra cui i sistemi IoT, al fine di trasformare questi edifici in veri e propri Smart Building ("edifici intelligenti").

Dal PNRR i fondi per gli "edifici intelligenti"

L'obiettivo della Missione “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” è quello di applicare la sensoristica avanzata a interi ecosistemi connessi all’interno di abitazioni private ed edifici pubblici, spesso caratterizzati da strutture obsolete, con elevati costi di manutenzione e forti inefficienze in termini di consumi energetici.

Tutto questo da un lato rappresenta una grande opportunità di crescita, dall’altro porta a nuove sfide che aziende ed enti pubblici devono affrontare, per dimostrare di essere pronte a un ammodernamento tecnologico che si è fatto attendere, ma che non è più possibile rimandare. 

Per trasformare tali strutture in Smart Building sono stati stanziati ingenti fondi: 300 milioni di euro per il raggiungimento dell’efficienza energetica anche in cinema, teatri e musei, 500 milioni di euro per scuole, istituiti tecnici e professionali, per interventi di nuova costruzione, adeguamento e miglioramento, sia in ambito energetico sia strutturale, con sostanziale attenzione a nuovi impianti antisismici e antincendio.

In queste strutture l’installazione di sistemi IoT, in grado di monitorare in tempo reale i consumi, permette la gestione ottimizzata di impianti di climatizzazione, riscaldamento, videosorveglianza e illuminazione, con grandi benefici non solo per gli utenti, ma anche in termini di impatto ambientale. Con tali fondi, infatti, il Governo vuole contribuire alla lotta al cambiamento climatico, grazie al miglioramento delle classi energetiche, alla riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2.

Al fine di valutare la convenienza dell’investimento in soluzioni smart per il riscaldamento e la climatizzazione e per l’illuminazione, all'interno della ricerca dell'Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano è stato preso in esame il consumo energetico di un intero Smart Building. È stata considerata come unità di analisi un edificio di classe energetica F di 4.000 m2 di superficie, suddiviso in otto piani: quattro dedicati a uffici (sia open space sia uffici professionali) e altrettanti destinati a unità abitative di tre differenti metrature (85m2, 120m2 e 180m2). I risultati ottenuti evidenziano un Payback Time (PBT) di 5,2 anni. Tale dato si riduce fino a meno di 4 anni se si considera anche lo sconto in fattura previsto dagli incentivi statali (in primis legato all’Ecobonus). Considerando invece scenari differenti, il tempo di payback si riduce all’aumentare della metratura dell’edificio (per effetto delle economie di scala) e al peggiorare della classe energetica considerata (per via dei maggiori consumi iniziali su cui è possibile agire). 

Smart Building: non solo PNRR

In questa direzione va anche la direttiva europea del 2018 relativa all’Energy Performance Building (più nota con l’acronimo EPBD), che introduce per la prima volta un indicatore col quale misurare le performance digitali di un edificio, ossia lo Smart Readness Indicator. Tale indicatore consente da un lato di stabilire quanto migliorino efficienza energetica e performance di un edificio, grazie all’adozione di tecnologie smart, e dall’altro potrebbe divenire in futuro lo strumento per attuare la certificazione dello stato di un edificio in termini di “prontezza digitale”, favorendo l’adozione di tecnologie smart per l’efficienza energetica, la sostenibilità, la salute e il benessere delle persone, con probabili ricadute positive sulla filiera e sull’attrattività del mercato immobiliare, sia a livello nazionale che internazionale.

Le tecnologie Internet of Things per la Smart Home, e più in ampio per lo Smart Building, costituiscono un valido strumento nel contrasto alla crisi energetica che sta colpendo l’Italia e l’Europa, in grado di generare consistenti risparmi sul costo della bolletta. 

Per supportare il processo di digitalizzazione non vi sono, quindi, solo fondi del PNRR, quindi, ma anche novità in ambito normativo e tecnologico. Le aziende e gli enti pubblici devono saper sfruttare tutte queste opportunità, affinché questa occasione non vada persa.

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  • Autore

Research Analyst Osservatori Internet of Things e Connected Car & Mobility, segue progetti di Ricerca internazionale e di advisory con le imprese.