Internet of Things e PNRR: lo Smart Building come opportunità per enti pubblici e privati

09 December 2021 / Di Elisa Vannini / 0 Comments

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) comprende un ambizioso progetto di riforme pensate per risollevare l’economia italiana e contrastare l’arretratezza digitale del nostro Paese. In particolare, la Missione denominata “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” del Piano, concentrerà investimenti per un valore complessivo pari a circa 50 miliardi di euro proprio sulla modernizzazione digitale delle nostre infrastrutture, nella Pubblica Amministrazione e nel sistema produttivo, con particolare attenzione a due settori strategici per l’Italia: turismo e cultura.

Tutto questo da un lato rappresenta una grande opportunità di crescita, dall’altro porterà a nuove sfide che aziende ed enti pubblici dovranno affrontare, per dimostrare di essere pronte a un ammodernamento tecnologico che si è fatto attendere ma che non è più possibile rimandare. Proprio per supportare questa evoluzione, obbligatoria per rimanere al passo con il resto dell’Europa, il PNRR prevede di equipaggiare sempre più infrastrutture, in ambito pubblico e privato, con alti livelli di connettività, sfruttando anche le funzionalità di altre applicazioni tecnologiche, tra cui i sistemi IoT.

 

Dal PNRR i fondi per gli "edifici intelligenti"

Non solo sensoristica avanzata applicata ai processi produttivi, alla mobilità o alla logistica, quindi, ma interi ecosistemi connessi all’interno di abitazioni private ed edifici pubblici, spesso caratterizzati da strutture obsolete, con elevati costi di manutenzione e forti inefficienze in termini di consumi energetici.

Trasformare queste strutture in veri e propri Smart Building è l’obiettivo a cui punta il PNRR attraverso lo stanziamento di ingenti fondi: 300 milioni di euro per il raggiungimento dell’efficienza energetica anche in cinema, teatri e musei, 500 milioni di euro per scuole, istituiti tecnici e professionali, per interventi di nuova costruzione, adeguamento e miglioramento, sia in ambito energetico sia strutturale, con sostanziale attenzione a nuovi impianti antisismici e antincendio.

In queste strutture l’installazione di sistemi IoT, in grado di monitorare in tempo reale i consumi, permetterebbe la gestione ottimizzata di impianti di climatizzazione, riscaldamento, videosorveglianza e illuminazione, con grandi benefici non solo per gli utenti ma anche in termini di impatto ambientale. Con tali fondi, infatti, il Governo vuole contribuire alla lotta al cambiamento climatico, grazie al miglioramento delle classi energetiche, alla riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2.

 

Smart Building: non solo PNRR

In questa direzione va anche la direttiva europea del 2018 relativa all’Energy Performance Building (più nota con l’acronimo EPBD), che introduce per la prima volta un indicatore col quale misurare le performance digitali di un edificio, ossia lo Smart Readness Indicator. Tale indicatore consente da un lato di stabilire quanto migliorino efficienza energetica e performance di un edificio, grazie all’adozione di tecnologie smart, e dall’altro potrebbe divenire in futuro lo strumento per attuare la certificazione dello stato di un edificio in termini di “prontezza digitale”, favorendo l’adozione di tecnologie smart per l’efficienza energetica, la sostenibilità, la salute e il benessere delle persone, con probabili ricadute positive sulla filiera e sull’attrattività del mercato immobiliare, sia a livello nazionale che internazionale.

Non solo fondi del PNRR, quindi, ma anche novità in ambito normativo per supportare il processo di digitalizzazione. Le aziende e gli enti pubblici dovranno saper sfruttare tutte queste opportunità, facendosi trovare pronti, affinché questa occasione non vada persa.

 

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Research Analyst degli Osservatori Internet of Things e Connected Car & Mobility, segue progetti di Ricerca internazionale e di advisory con le imprese per i due Osservatori.