Internet of Things: oggetti intelligenti prima di ogni cosa

creato il / aggiornato il / Di Angela Tumino / 1 Commento

Termostati, elettrodomestici, impianti produttivi, automobili, tutti oggetti alla base della nostra vita quotidiana, ma anche oggetti chiave dell’Internet of Things (IoT), o “Internet delle cose”. Gli oggetti smart sono in grado di connettersi a una rete per elaborare dati e scambiare informazioni con altri oggetti. Questi oggetti intelligenti costituiscono un mercato in costante crescita: alla fine del 2022 gli smart object muovevano un indotto di più di 8 miliardi di euro.

Cosa sono gli oggetti intelligenti

Prima di proseguire esaminando le caratteristiche degli oggetti smart per la casa è importante fare un passo indietro per comprendere cosa rende un oggetto effettivamente “intelligente”?

Gli smart objects si definiscono tali perché contraddistinti dal possedere una o più delle seguenti funzionalità: identificazionelocalizzazionediagnosi di statointerazione con l’ambiente circostante, elaborazione dati e ovviamente connessione.

Cosa rappresentano, dunque, queste funzionalità? Analizziamole più nel dettaglio.

Le caratteristiche degli oggetti intelligenti

Delle diverse proprietà degli smart objects ve ne sono due essenziali:

  • identificazione, cioè l’oggetto deve essere dotato di un identificativo univoco nel mondo digitale (una sorta di indirizzo IP, esattamente come una pagina web nell’Internet tradizionale che tutti conosciamo);
  • connessione, che è la conditio sine qua non per poter trasmettere informazioni.

Le altre funzionalità possono poi dipendere dal contesto d’impiego. Un oggetto intelligente può fornirci informazioni su sé stesso, al fine di garantire l’originalità e l'integralità dei prodotti, come ad esempio:

  • il suo stato di funzionamento, insieme a un eventuale richiesta di manutenzione;
  • la sua localizzazione, utile per sapere ad esempio dove si trova la propria auto, o la propria valigia in caso di un viaggio;
  • la tracciabilità, ossia la “storia” del prodotto, che fornisce informazioni ad esempio sulle località di produzione dei beni.

Gli smart objects, inoltre, possono dirci qualcosa dell’ambiente circostante, grazie alla possibilità di interagire con il mondo esterno:

  • sensing, possono ad esempio misurare variabili di stato come la temperatura, la pressione, il livello di inquinamento;
  • metering, per monitorare variabili di flusso come i consumi di energia elettrica, acqua, gas.

Uno smart object può quindi interagire attivamente con l’ambiente che lo circonda, compiendo azioni, come chiudere una valvola per motivi di sicurezza. Ultima, ma non meno importante, è la capacità di elaborazione dati in locale, ad esempio per selezionare quali informazioni trasmettere tra quelle raccolte.

Internet of Things oltre gli oggetti intelligenti

Questa carrellata di asset e proprietà, tuttavia, non basta a inquadrare gli smart objects all’interno del concetto di Internet of Things.

L’intelligenza non si ferma infatti ai singoli oggetti, ma si spinge fin dentro alla natura della rete che li interconnette. Non per questo abbiamo scomodato l’espressione Internet delle cose, anziché parlare di mera rete di oggetti connessi.

L’Internet delle cose non è una mera rete di oggetti interconnessi tra loro, ma non va intesa neanche nell’accezione di “Internet” delle informazioni che noi tutti usiamo. Indica bensì che la rete che connette gli oggetti ambisce ad avere quelle stesse proprietà di Apertura e Standardizzazione, Raggiungibilità e Accessibilità che hanno decretato il successo di Internet e che sono essenziali per poter interagire con gli oggetti e per garantire la multifunzionalità applicativa.

Anche il termine multifunzionalità merita di essere approfondito: questo concetto fa riferimento alla possibilità di sviluppare nel tempo nuove applicazioni, con finalità anche molto diverse da quelle per cui gli oggetti sono stati inizialmente connessi.

Ad esempio, il monitoraggio dei consumi elettrici dei dispositivi all’interno di una abitazione, sviluppato con finalità di efficienza energetica, può essere poi sfruttato per monitorare le abitudini comportamentali e fornire servizi di assistenza alla persona. Pensiamo a una persona anziana che vive da sola: la multifunzionalità degli oggetti intelligenti consentirebbe di identificare possibili situazioni anomale, che potrebbero far ipotizzare un malore, e di mandare una segnalazione a un familiare.

In questo contesto, tuttavia, la Privacy rappresenta un aspetto da non sottovalutare quando si parla di smart object, così come anche i rischi per la sicurezza informatica dei dispositivi IoT.

Esempi di smart objects IoT

Fin qui il ragionamento su proprietà e multifunzionalità degli oggetti intelligenti è servito a fornire un quadro più chiaro del paradigma dell’Internet of Things; ma quali oggetti possono rappresentare degli smart objects a tutti gli effetti?

I più diffusi, perlomeno in Italia, sono i contatori intelligenti, meglio noti come Smart Meters, utili per la misura, la gestione e la fatturazione dei consumi di gas, acqua e calore. Strettamente correlati a quest’ultimi troviamo la Smart Grid, la rete elettrica intelligente per ottimizzare la distribuzione.

Con l’Internet of Things, anche le automobili diventano intelligenti. Quando si parla di auto intelligente è difficile non pensare alla mitica KITT della celebre serie televisiva anni ’80 Supercar. Più che super, le Smart Car sono in realtà pensate per favorire la connessione tra veicoli o tra questi e l’infrastruttura circostante, in modo da prevenire incidenti e fornire informazioni fondamentali per la viabilità.

Nel novero degli smart objects non possono mancare gli elettrodomestici e tutti gli apparecchi di illuminazione e climatizzazione che insieme contribuiscono a delineare la Smart Home, la casa intelligente figlia della domotica. Oltre a questi potremmo fare moltissimi altri esempi, ma sarebbe difficile elencarli in un solo articolo: nella nostra lista, però, non possono mancare i dispositivi per la gestione degli elementi di una città (Smart City), quelli utilizzati in ambito agricolo, o ancora nella medicina.

Da oggetti si passa a insieme di oggetti, da insieme di oggetti ad ambiti applicativi dell’IoT… L’Internet degli Oggetti prima di ogni cosa.

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  • Autore

Responsabile Scientifico degli Osservatori Connected Car & Mobility e Smart City e Direttore dell'Osservatorio Internet of Things