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I sistemi ADAS per l’auto intelligente: quali benefici?

23 giugno 2020 / Di Giulio Salvadori / Nessun commento

Non ci sono dubbi sul fatto che l’innovazione digitale porterà a una profonda trasformazione nel settore Automotive. Sono numerosi i trend che si stanno affermando a livello internazionale:

  • la connettività integrata a bordo veicolo, in grado di abilitare nuovi servizi per gli utenti;
  • l’avanzata di nuove logiche di utilizzo condiviso contrapposte alla proprietà dell’autoveicolo;
  • l’avvento dei veicoli elettrici in sostituzione di quelli tradizionali;
  • la trasformazione del viaggiatore che da conducente dell’auto passa al ruolo di passeggero e che, liberato dalla guida, può dedicarsi alle sue attività.

Questo cambiamento sta avvenendo a un tasso estremamente rapido, sia guardando allo scenario internazionale, sia al quadro italiano, e l’impatto della trasformazione in corso riguarda molteplici attori dell’ecosistema esteso della nuova mobilità.

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Innovazione Automotive: evolvono i modelli di business

Tutto ciò implica, chiaramente, un drastico cambiamento non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche e soprattutto riguardo i modelli organizzativi di queste imprese, che non devono più solamente limitarsi a fare bene il mestiere per cui sono nate, ma imparare a estendere le loro competenze interne per coprire più ruoli lungo la catena del valore, legati non più alla sola produzione del veicolo.

Non solo: devono anche saper realizzare partnership con i giusti attori e individuare le imprese più innovative da acquisire. Uno degli esempi più interessanti in questo senso è quello che vede il peso della componentistica elettronica in continuo aumento – a livello sia di costi sia di attrattività esercitata nei riguardi dei clienti finali – e che vedrà un ulteriore aumento di tale rilevanza nel caso di affermazione dell’auto a guida autonoma nei prossimi anni. È per questo motivo che molte delle principali case automobilistiche stanno cercando di integrarsi a monte, aprendo centri di ricerca nella Silicon Valley o acquisendo startup innovative.

 

I benefici abilitati dai sistemi di assistenza alla guida

Tra le varie innovazioni a cui le aziende stanno lavorando, i sistemi di assistenza alla guida (ADAS) sono sempre più integrati all’interno dei modelli di auto di nuova omologazione. E gli effetti sugli incidenti stradali possono essere molto rilevanti. Non solo: ai primi posti tra le funzionalità smart più desiderate dai consumatori italiani (secondo i dati di un recente indagine realizzata dall’Osservatorio Connected Car & Mobility su un campione di 1.000 utenti) troviamo proprio i dispositivi per la sicurezza attiva (61%), segno del crescente interesse verso queste soluzioni da parte dell’utente finale.

Per dare un contributo in questa direzione, nel corso della Ricerca dell’Osservatorio è stato sviluppato un modello con l’obiettivo di supportare i decisori pubblici nel comprendere e valutare i benefici abilitati dai sistemi ADAS a bordo dei veicoli.

Partendo da informazioni strutturali relative al numero, alla tipologia e ai costi legati agli incidenti stradali che ogni anno si verificano nel nostro Paese, è stato possibile calcolare indicatori quali la riduzione percentuale di incidenti, vittime e feriti, e il risparmio economico derivante da questa riduzione, ipotizzando di avere un’ampia diffusione - su tutto il territorio nazionale - di auto dotate di sistemi ADAS a bordo. Se ad esempio si considerano dispositivi che permettono di inviare allarmi in caso di avvicinamento a un altro veicolo (“Forward Collision Warning”), di superamento della carreggiata (“Lane Keeping Support”), o che consentono di ottimizzare il controllo della velocità (“Intelligent Speed Assist”), si può osservare una riduzione del numero di incidenti, vittime e feriti compresa tra il 14% e il 16% (secondo le ipotesi fatte, tali percentuali corrispondono in termini assoluti a una riduzione annua di oltre 18.400 incidenti, 300 vittime e 22.800 feriti) e un risparmio economico associato di 1,7 miliardi euro/anno per l’intero Paese (si riducono ad esempio le spese necessarie per riparare le auto danneggiate o quelle sanitarie per l’ospedalizzazione e la cura dei feriti).

Se si ipotizza un secondo scenario in cui, oltre ai tre sistemi ADAS considerati precedentemente, si aggiungono dispositivi per la frenata di emergenza automatica (“Autonomous Emergency Braking”) e la verifica della presenza di veicoli nell’angolo cieco (“Blind Spot Detection”), la riduzione del numero di incidenti, vittime e feriti assumerebbe valori ancora più rilevanti, compresi tra il 28% e il 31% (in questo caso, le percentuali corrispondono in termini assoluti a una riduzione annua di oltre 37.000 incidenti, 580 vittime e 46.000 feriti) con un risparmio economico complessivo di 3,3 miliardi euro/anno. Questo secondo scenario fa riferimento alla normativa “New General Safety Regulation”, che entrerà in vigore dal 2022.

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Giulio Salvadori

Giulio Salvadori

Direttore dell'Osservatorio Internet of Things e dell'Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano