Mobility as a Service for Italy: nuove opportunità per la mobilità del domani

05 November 2021 / Di Giulio Salvadori / 0 Comments

“Un nuovo concetto di mobilità urbana che integra diversi servizi di trasporto, pubblici e privati, accessibili attraverso un unico canale digitale”. È questo il cuore del nuovo bando del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS): dal 1° ottobre fino alle ore 15.00 del 29 ottobre, infatti, i Comuni capoluogo delle Città Metropolitane, anche delle Regioni a statuto speciale, possono candidarsi per il servizio innovativo “Mobility as a service for Italy” previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

 

Cos'è e come funziona il MaaS

Il MaaS è un nuovo concetto di mobilità urbana che prevede l’integrazione di molteplici servizi di trasporto (treno, bus, metropolitana, bicicletta), pubblici e privati, accessibili dagli utenti attraverso un unico canale digitale. I servizi sono operati attraverso piattaforme che permettono di programmare, prenotare e gestire un viaggio multimodale e anche effettuare il pagamento unificato dei servizi.

All’interno dell’iniziativa saranno impiegate piattaforme digitali di intermediazione che abiliteranno diverse funzionalità, quali informazione, programmazione e prenotazione di viaggi, pagamento unificato dei servizi, operazioni post-viaggio, capaci di rispondere in modo personalizzato a numerose esigenze di mobilità. La manifestazione di interesse è inoltre mirata alla condivisione dei dati di mobilità, al loro riutilizzo e all’interoperabilità dei sistemi di trasporto. In altre parole, un modello di Smart Mobility inclusivo, sostenibile, che libera i cittadini dal peso economico del “possesso” di una vettura e che favorisce lo sviluppo di una più capillare e diffusa economia digitale dei servizi.

 

Smart Mobility e MaaS: i benefici per i comuni italiani

Ma qual è oggi il punto di vista dei comuni italiani su queste tematiche? Il tema Smart Mobility continua ad essere centrale per i comuni: secondo i risultati di un’indagine condotta dall’Osservatorio Connected Car & Mobilitydel Politecnico di Milano, più di 8 comuni su 10 (85%) con popolazione superiore ai 15.000 abitanti lo considerano rilevante o fondamentale. L’emergenza sanitaria ha contribuito a rafforzare il livello di attenzione con cui i comuni guardano alla mobilità intelligente: per il 42% dei rispondenti lo scenario che stiamo vivendo ha reso ancor più prioritario il tema, mentre solo 1 comune su 10 lo ritiene meno “urgente” rispetto al passato.

La pandemia ha inoltre influito solo in minima parte sulla diffusione e sulle tempistiche di sviluppo delle iniziative per la Smart Mobility: 1 comune su 5 ha dovuto posticipare l’avvio di progetti già pianificati, mentre nel 51% dei casi c’è stato solo un lieve rallentamento. Anche gli investimenti dedicati a progetti di questo tipo non hanno subito forti ripercussioni: più di 1 comune su 2 afferma di non aver modificato i propri piani a riguardo, mentre nel 22% dei casi la pandemia ha generato forte incertezza nelle decisioni da prendere e solo nel 2% dei casi sono stati rivisti al ribasso gli investimenti programmati.

Il numero di comuni che ha avviato almeno un progetto Smart Mobility nel nostro Pese è in continuo aumento: dal 22% nel 2018, al 54% nel 2019, fino al 60% nel 2020. Le applicazioni oggi più diffuse sono legate principalmente alla mobilità elettrica (90%) e ai servizi di sharing (73%), seguiti dai progetti per la gestione del traffico (57%) e per l’efficientamento del trasporto pubblico locale (55%), spesso in grado di abilitare benefici tangibili per la comunità.

 

I limiti alla diffusione della Smart Mobility

Ma quali sono oggi le barriere e le sfide da affrontare? In linea con quanto emerso negli scorsi anni, la mancanza di risorse economiche e di competenze si confermano le principali barriere all’avvio dei progetti Smart Mobility. Queste due problematiche continuano a ricoprire il primo e secondo posto in graduatoria: più di 3 comuni su 5 (68%) indicano la mancanza di risorse economiche come l’ostacolo principale, seguito dalla scarsa conoscenza (61%), riscontrata soprattutto nei piccoli centri urbani (72%).

 

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Direttore dell'Osservatorio Internet of Things e dell'Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano