PNRR e settore primario: si parla di Agricoltura 4.0, ma forse non è ancora abbastanza?

25 June 2021 / Di Chiara Corbo / 0 Comments

Il recente Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza, tra i numerosi provvedimenti previsti, ha definito lo stanziamento di 5,2 miliardi di euro per il comparto agricolo, con un’enfasi specifica sul tema dell’innovazione tecnologica. Tra gli ambiti di interesse, infatti - accanto alla logistica, l’agrisolare e i contratti di filiera - rientra l’ammodernamento delle macchine agricole.

Ed è qui che entra in gioco l’Agricoltura 4.0, che prevede un’importante innovazione sui mezzi utilizzati per le attività agricole: sistemi di assistenza alla guida o di guida autonoma, sistemi satellitari installati sui mezzi per il tracciamento delle operazioni svolte in campo, sensori per il monitoraggio della qualità e della quantità dei raccolti, ecc.

Attraverso questo provvedimento, il PNRR sembra voler dare dunque una spinta al processo di aggiornamento delle macchine agricole in uso, per favorire l’innovazione complessiva del comparto con indubbi benefici sulla sostenibilità ambientale. Un segnale importante, insomma, per il sistema agricolo italiano. Ma basta per poter parlare di innovazione?

 

L'Agricoltura 4.0 prima del PNRR

Il comparto della meccanica agricola è in effetti ad oggi trainante per il mercato dell’Agricoltura 4.0, perlomeno in Italia: nel nostro Paese, nel 2020, l’Agricoltura 4.0 ha generato un fatturato di circa 540 milioni di euro (dato in crescita rispetto al 2019, nonostante l’impatto dell’emergenza Covid-19). Il 73% è stato generato da produttori di macchine agricole e ausiliari. Le soluzioni che trainano maggiormente la crescita del mercato sono quelle associate al monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature agricoli (36% del mercato), seguite dai macchinari connessi, pari al 30% del mercato - in crescita del 16% rispetto alla rilevazione del 2019. Inoltre, più del 30% delle oltre 900 aziende agricole intervistate dall’Osservatorio Smart AgriFood nell’ambito dell’annuale survey dichiara di voler investire in sistemi di monitoraggio e controllo di macchine e attrezzature agricole entro i prossimi 3 anni.

Nonostante i dati di mercato indichino quindi una già rilevante attenzione delle imprese agricole rispetto alle soluzioni digitali applicate ai mezzi agricole, sappiamo però che in Italia - uno dei Paesi con il maggior numero di mezzi agricoli immatricolati nonostante la dimensione media delle imprese sia al di sotto di quelle di tutti gli altri Paesi europei – il parco macchine attivo è ancora piuttosto datato. E allora promuovere gli investimenti in questo ambito è senza dubbio essenziale.

 

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PNRR: un'opportunità per tutta la filiera agroalimentare

Sarebbe tuttavia riduttivo minimizzare il potenziale dell’Agricoltura 4.0 al solo ambito delle macchine agricole. In generale, l’Agricoltura 4.0 (considerata come l’evoluzione del concetto di “Agricoltura di Precisione”, realizzata attraverso la raccolta automatica, l’integrazione e l’analisi di dati provenienti dal campo, da sensori e da qualsiasi altra fonte terza) è diventata negli ultimi anni uno dei fattori riconosciuti come leva per la competitività e la resilienza del settore primario.

E infatti, nel tempo è stata oggetto di finanziamenti nazionali e comunitari volti a sostenere le imprese del settore nel processo di transizione e innovazione a cui sono chiamate per rispondere alle importanti sfide che si trovano ad affrontare (risorse scarse, domanda alimentare crescente, ecc.). Dalla PAC (Politica agricola comune) 2014-2020, al programma Horizon 2020, fino al PNRR (Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza) sono stati dedicati fondi (in alcuni casi a fondo perduto) per sostenere gli investimenti delle imprese agricole nell’ambito – tra gli altri - dell’innovazione tecnologica e digitale a vantaggio di differenti obiettivi: migliorare la gestione della risorsa idrica, aggiornare il parco macchine, migliorare la tracciabilità di filiera, ecc.

Grazie all’ingresso sul mercato di tecnologie innovative come l’Internet of Things, i data analytics, i droni, ecc..., è possibile oggi trasferire l’approccio della valorizzazione dei dati agricoli all’intera dimensione aziendale e, ancora più in ampio, all’intera filiera, generando benefici in termini di efficienza dei processi, di sostenibilità e di trasparenza. Le potenzialità dell’Agricoltura 4.0 non sono quindi solo per gli attori della produzione primaria, al fine di generare efficienza e sostenibilità all’interno delle proprie realtà, ma anche per gli attori a monte e a valle della filiera agroalimentare.

È certamente positivo, dunque, che in provvedimenti come quelli definiti dal PNRR vi sia un’attenzione all’innovazione anche tecnologica del comparto. Per il futuro, però, sarà auspicabile considerare le potenzialità di tali soluzioni nel loro complesso. Potenzialità che non sono in contrapposizione rispetto ai fabbisogni percepiti dalle imprese del settore. La tracciabilità dei prodotti agricoli lungo la filiera, ad esempio, è tra i primi 5 fabbisogni espressi dalle imprese agricole. Inoltre, se si considerano più in ampio gli obiettivi strategici della Comunità Europea per il comparto agroalimentare (visione from farm to fork), risulta evidente che, con uno sguardo di lungo periodo, sarà importante nei prossimi anni supportare gli investimenti in Agricoltura 4.0 indirizzandoli verso soluzioni che possano effettivamente interessare le imprese agricole nel loro complesso e le loro filiere. La sfida è appena all’inizio.


Chiara Corbo e Maria Pavesi - Osservatorio Smart Agrifood

 

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Direttrice dell’Osservatorio Smart AgriFood, all’interno del quale si occupa di studiare gli impatti dell’innovazione digitale sulle filiere agroalimentari. Su queste tematiche è co-autrice di varie pubblicazioni accademiche e articoli divulgativi.