Il nuovo Regolamento Europeo Droni come abilitatore di innovazione

12 January 2021 / Di Paola Olivares / 0 Comments

Dal 31 dicembre 2020 è in vigore il tanto atteso nuovo Regolamento europeo droni promosso da EASA. Tale normativa supera le regolamentazioni nazionali con l’obiettivo di uniformare le regole per gli operatori nei 32 Paesi in cui il Regolamento si applica.

 

Le novità del Regolamento Europeo Droni

Tra le principali novità la caduta della distinzione tra droni a uso professionale e ricreativo a favore di una differenziazione basata sul livello di rischio (da valutare con la metodologia SORA - Specific Operations Risk Assesment) del tipo di operazione da svolgere. Le tre classi introdotte sono:

  1. Open: prevede la possibilità di volare solo in modalità VLOS (a vista) a un’altitudine massima di 120 metri. I droni inclusi in questa categoria non devono superare i 25 kg di peso al decollo. Si applicano restrizioni operative a ciascuna classe di drone, soprattutto relativamente alla distanza di volo da mantenere rispetto alle persone. Non è richiesta nessun tipo di autorizzazione né dall’autorità competente né dall’operatore. Il livello di rischio incluso è basso.
  2. Specific: prevede la possibilità di volare anche in modalità BVLOS (non a vista) come nel caso di ispezioni o fotogrammetria, esclude il limite di peso al decollo e l’altezza massima raggiungibile. Le certificazioni da richiedere variano in base a modalità di volo e missione da svolgere, tuttavia EASA configurerà scenari standard per facilitare l’inquadramento dei singoli casi. Il livello di rischio incluso è medio.
  3. Certified: contempla l’utilizzo di droni per operazioni più complesse, come il trasporto di merci pericolose e addirittura persone. In questo caso le certificazioni da richiedere riguarderanno non solo il drone, ma anche l’operatore o il pilota. Il livello di rischio è elevato.

Altre novità riguardano la registrazione dei mezzi a pilotaggio remoto con peso al decollo uguale o superiore 250 grammi che nel caso italiano dovranno essere effettuate sul Portale D-Flight e l’apposizione di un QR-Code sul velivolo.

Al di sotto dei 250 grammi tali adempimenti saranno obbligatori solamente se i droni verranno utilizzati per scopi professionali. La piattaforma D-Flight dal 1° marzo 2020 rilascia inoltre le dichiarazioni per operazioni critiche in scenari standard, fino ad allora rilasciate tramite il sito ENAC. La piattaforma è inoltre l’unica fonte di mappe aeree e cartografia comprensive delle limitazioni per il sorvolo con droni e della gestione dello spazio aereo che rimarrà in capo alla singola authority nazionale.

 

Quali effetti avrà il Regolamento sul settore Droni

Tante novità che hanno l’obiettivo di rilanciare un settore fortemente provato dalle rapide variazioni della normativa che si sono susseguite negli ultimi anni e dalla mancanza di una piena consapevolezza dei benefici abilitati da questa tecnologia.

Con il nuovo Regolamento si spera di dare un impulso anche alle applicazioni di Advanced Air Mobility di cui sempre più Paesi di stanno interessando e che prevedono il trasporto di merci e persone con droni anche in area urbana. La strada tracciata è corretta per raggiungere obiettivi anche ambiziosi nei prossimi 3-5 anni. La sfida è quella di sfruttare al meglio le nuove possibilità offerte dal Regolamento e mettere in campo strumenti per superare gli ancora numerosi gli ostacoli per un pieno sviluppo, uno su tutti l’accettazione sociale di questo tipo di operazioni.

 

Quale futuro per i Droni? Il Convegno degli Osservatori Digital Innovation

L’anno appena concluso e le restrizioni che ha portato con sé hanno chiaramente mostrato le potenzialità dei droni per garantire distanziamento sociale, monitorare il comportamento della popolazione, effettuare consegne rapide ed efficienti e ha permesso alle persone di acquisire maggiore familiarità con la tecnologia. Sicuramente il carattere emergenziale ha portato molti enti regolatori a derogare alle normative vigenti snellendo gli iter autorizzativi e dando deleghe agli attori locali per far fronte velocemente alle esigenze dei propri territori.

Per poter ulteriormente dare impulso alle applicazioni sarà quindi necessario riconciliare la discontinuità creata dall’apertura ad attività locali e creare ecosistemi in grado di mettere in campo tutte le competenze necessarie per spingere il settore verso una maggiore crescita.

Di questo e di molto altro parleremo anche al convegno finale dell’Osservatorio Droni del prossimo 16 febbraio.

"Droni: fare sistema per un maggiore sviluppo"
Dati chiave e modelli interpretativi per conoscere le potenzialità dei Droni

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