Omnicanalità: il ruolo strategico della Logistica

creato il / aggiornato il / Di Damiano Frosi / 0 Commenti

L’omnicanalità è uno dei trend più forti degli ultimi anni. Quella che ci troviamo davanti è una profonda evoluzione dei comportamenti di acquisto dei consumatori, appunto sempre più “omnicanale”.

Come impostare una strategia Logistica omnicanale

I clienti, durante il processo di acquisto, si spostano da un canale di vendita all’altro, aspettandosi un’esperienza continua ed integrata. In questo processo, il ruolo della Logistica è di primo piano e sta alla base dell’integrazione fra i diversi canali di vendita.

Per discutere dell’omnicanalità della Logistica, si fa riferimento a tre “aree strategiche”:

  • delivery serviceindica la modalità con cui il prodotto viene consegnato al cliente finale;
  • distribution setting - rappresenta l’impostazione del canale logistico in termini di tipologia di nodi coinvolti e servizio di trasporto utilizzato;
  • fulfilment strategy - riguarda l’impostazione del processo di allestimento fisico degli ordini.

Le variabili decisionali dell'omnicanalità

Va detto che l’impostazione di ogni area strategica richiede la definizione di diverse “variabili decisionali’’, che rappresentano i parametri da configurare. In riferimento al delivery service, ad esempio, occorre considerare diversi parametri tra cui la modalità e la finestra di consegna.

Ogni variabile decisionale può essere declinata, a sua volta, secondo differenti “opzioni”: la modalità di consegna, ad esempio, può essere a domicilio (home delivery) o ritiro presso il punto vendita (in-store Click&Collect). La stessa azienda, pertanto, può sviluppare più iniziative caratterizzate dall’attivazione di opzioni differenti. Di seguito analizzeremo le tre aree strategiche nel dettaglio.

Delivery service

L’impostazione del delivery service coinvolge quattro variabili decisionali: modalità di consegna, velocità di consegna, finestra di consegna, differenziazione di prezzo. I produttori utilizzano soprattutto la consegna a domicilio, mentre i retailer sfruttano i punti vendita per offrire modalità di consegna alternative. La velocità e la configurazione delle finestre di consegna sono elementi chiave di differenziazione per la GDO.

Distribution setting

Il distribution setting coinvolge tre variabili decisionali: punto di allestimento, area di consegna, servizio di trasporto. La GDO sfrutta i negozi come punto di allestimento degli ordini online e punto di partenza per giri di consegna locali. I produttori e i retailer no food prediligono l’introduzione di Picking Warehouse (PW), all’interno o all’esterno del Centro Distributivo (CeDi), e la distribuzione in groupage.

Fulfilment strategy

L’impostazione della fulfilment strategy coinvolge, infine, tre variabili decisionali: livello di automazione, livello di integrazione ed allocazione degli ordini. Si è rilevata una tendenza ad adottare soluzioni manuali per la realizzazione dell’attività di picking, con politica di allocazione statica del punto di allestimento dell’ordine. I produttori e i retailer no food spesso ricercano l’integrazione tra canali di vendita nell’attività di picking, mentre l’attività di packaging è una specificità del canale eCommerce B2c.

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  • Autore

Si occupa di Ricerca e Advisory nell'area Logistica, Operations & Supply Chain Management. Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”.