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Omnicanalità: il ruolo strategico della Logistica

28 novembre 2018 / Di Damiano Frosi / Nessun commento

L’omnicanalità è uno dei trend più forti degli ultimi anni. Quella che ci troviamo davanti è una profonda evoluzione dei comportamenti di acquisto dei consumatori, appunto sempre più “omnicanale”.

 

Come impostare una strategia Logistica omnicanale

I clienti, durante il processo di acquisto, si spostano da un canale di vendita all’altro, aspettandosi un’esperienza continua ed integrata. In questo processo, il ruolo della logistica è di primo piano. E sta alla base dell’integrazione fra i diversi canali di vendita.

Per discutere dell’omnicanalità della logistica, si fa riferimento a tre “aree strategiche”:

  • delivery serviceindica la modalità con cui il prodotto viene consegnato al cliente finale;
  • distribution setting - rappresenta l’impostazione del canale logistico in termini di tipologia di nodi coinvolti e servizio di trasporto utilizzato;
  • fulfilment strategy - riguarda l’impostazione del processo di allestimento fisico degli ordini.

 

Le variabili decisionali dell'omnicanalità

Va detto che l’impostazione di ogni area strategica richiede la definizione di diverse “variabili decisionali’’, che rappresentano i parametri da configurare. In riferimento al delivery service, ad esempio, occorre considerare diversi parametri tra cui la modalità e la finestra di consegna.

Ogni variabile decisionale può essere declinata, a sua volta, secondo differenti “opzioni”: la modalità di consegna, ad esempio, può essere a domicilio (home delivery) o ritiro presso il punto vendita (in-store Click&Collect). La stessa azienda, pertanto, può sviluppare più iniziative caratterizzate dall’attivazione di opzioni differenti. Di seguito analizzeremo le tre aree strategiche nel dettaglio.

Delivery service

L’impostazione del delivery service coinvolge 4 variabili decisionali: modalità di consegna, velocità di consegna, finestra di consegna, differenziazione di prezzo. I produttori utilizzano soprattutto la consegna a domicilio, mentre i retailer sfruttano i punti vendita per offrire modalità di consegna alternative. La velocità e la configurazione delle finestre di consegna sono elementi chiave di differenziazione per la GDO.

Distribution setting

Il distribution setting coinvolge 3 variabili decisionali: punto di allestimento, area di consegna, servizio di trasporto. La GDO sfrutta i negozi come punto di allestimento degli ordini online e punto di partenza per giri di consegna locali. I produttori e i retailer no food prediligono l’introduzione di Picking Warehouse (PW), all’interno o all’esterno del Centro Distributivo (CeDi), e la distribuzione in groupage.

Fulfilment strategy

L’impostazione della fulfilment strategy coinvolge, infine, 3 variabili decisionali: livello di automazione, livello di integrazione ed allocazione degli ordini. Si è rilevata una tendenza ad adottare soluzioni manuali per la realizzazione dell’attività di picking, con politica di allocazione statica del punto di allestimento dell’ordine. I produttori e i retailer no food spesso ricercano l’integrazione tra canali di vendita nell’attività di picking, mentre l’attività di packaging è una specificità del canale eCommerce B2c.


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Damiano Frosi

Damiano Frosi

È laureato in Ingegneria Gestionale, indirizzo Operations & Supply Chain Management, presso il Politecnico di Milano. Ha frequentato nel 2011 un corso post-universitario in Logistica Distributiva e conseguito nel 2016 il Master in Management presso il MIP – la Business School del Politecnico di Milano. Dal 2008 collabora con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano ed è attualmente responsabile dello sviluppo delle relazioni con le aziende. Dalla fine del 2010 si occupa di Ricerca e Advisory nell'area Logistica, Operations & Supply Chain Management ed è Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”. Nel 2016 ha avviato un Osservatorio sul tema Smart AgriFood.