La crisi nera dei collectibles digitali: è la fine degli NFT?

Ultimo aggiornamento / Di Giacomo Vella / 0 Comments

Negli ultimi giorni l’incredibile popolarità degli avatar NFT di Reddit ha attirato l'attenzione di utenti e osservatori. Le collezioni di avatar digitali emessi dalla piattaforma social hanno raggiunto una popolarità enorme, tanto che il marketplace NFT RedditFloor ha superato in numero di utenti OpenSea, considerato il principale servizio sul mercato. Tutto questo in un periodo di crisi nera dei collectibles, con volumi di scambio e utenti attivi in drastico calo da mesi. C’è chi si affretta a dire che un singolo progetto di successo non possa risollevare un intero settore, ma facciamo un passo indietro. 

NFT è l’acronimo di Non Fungible Token, ossia asset digitali creati su piattaforme Blockchain sotto forma di token che rappresentano oggetti digitali unici e riconoscibili, non fungibili appunto. A differenza dei token fungibili – come le criptovalute – gli NFT identificano in maniera univoca un asset, garantendone la proprietà al possessore. Ogni NFT è dunque unico, non replicabile, e può rappresentare diverse tipologie di asset, sia del mondo digitale, sia di quello reale.

Una delle applicazioni più diffuse degli NFT è la creazione di oggetti digitali collezionabili, anche chiamati digital collectibles. Si tratta di vere e proprie opere d’arte digitale rappresentate sotto forma di NFT, ma anche di immagini, gif, file audio, video, foto profilo (PFPs) e di asset di per il gioco online (e.g., armi, vestiti, abilità) rappresentati come token non fungibili, che hanno introdotto nuove dinamiche nel mondo del gaming proprio grazie alle proprietà della tecnologia blockchain. 

I digital collectibles hanno riscosso enorme interesse dal pubblico. Una prima diffusione può essere ricondotta al 2017, quando divennero popolari i Cryptokitties, una collezione di gattini digitali stilizzati rappresentati sotto forma di NFT che fece breccia in un gruppo di appassionati. Il mercato dei collectibles digitali è poi rimasto a lungo lontano dai riflettori fino a quando, nel 2021, è nuovamente esploso. Infatti, negli ultimi due anni si sono moltiplicate le collezioni immesse sul mercato, mentre i prezzi di vendita superavano talvolta le decine di milioni di dollari per un singolo NFT. Celebre è il caso dell’opera digitale dell’artista Beeple, battuta all’asta da Christie's per oltre 69 milioni di dollari. 

nft cryptokittiesUn esempio di CryptoKitty

Da inizio anno, però, i volumi di scambio degli oggetti digitali collezionabili sono calati del 92% in poco più di 10 mesi, secondo cryptoslam.io*. La discesa è stata accompagnata da un calo dell’84% del prezzo di vendita medio. Il numero di acquirenti e venditori di NFT, invece, ha registrato un calo meno marcato, ma comunque significativo (rispettivamente -47,7% e -44,3%). 

I dati riportano con chiarezza lo scoppio della bolla speculativa legata agli NFT, che ha bruciato miliardi in valutazioni e ha allontanato molti utenti. Tuttavia, è necessario guardare con maggior profondità il fenomeno senza soffermarci sulla superficie.  

 

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NFT: decrescita o nuovi approcci?

Il settore della tecnologia NFT sembra aver fidelizzato una parte degli utenti acquisiti durante il periodo di forte hype mediatico tra il 2021 e il 2022. Se paragonata al calo di volumi e transazioni, la decrescita registrata da inizio anno di utenti e transazioni giornaliere è, infatti, più contenuta.

Una precisazione, però, va fatta: i token non fungibili non sono solo oggetti da collezione. Giudicare il valore degli NFT - come strumento tecnico - osservando unicamente i volumi di scambio dei collectibles digitali è un approccio sbagliato e fuorviante. È utile, invece, osservare come le aziende si approcciano a questa tecnologia. Sono sempre di più i progetti innovativi che continuano a guidare l'adozione degli NFT nonostante la flessione del mercato: molte aziende leader come Meta e Apple, solo per citarne alcune, stanno portando avanti sperimentazioni importanti. Il colosso dei social network ha introdotto per i propri utenti negli Stati Uniti la possibilità di esibire gli NFT sui propri account di Facebook ed Instagram, mentre Apple sta lavorando per abilitare la vendita di contenuti digitali associati a NFT all’interno dell’App Store. 

Nonostante i collectibles ne rappresentino l’uso più diffuso, i token non fungibili hanno molteplici altre applicazioni. Molti degli utilizzi più promettenti riguardano gli ambiti disparati: dal settore finanziario all’identità digitale, dalla logistica al marketing, per citarne alcuni. 

 

NFT-applicazioni

 

Gli NFT permettono di rendere facilmente scambiabili asset finanziari tipicamente illiquidi, come le partecipazioni di società non quotate, gli immobili, le obbligazioni, le posizioni di credito. Nel settore logistico gli NFT possono creare “passaporti digitali” che testimonino i passaggi lungo la filiera di uno specifico prodotto, sfruttando l’immutabilità delle informazioni registrate sulla blockchain. La possibilità di rappresentare certificati o attributi d’identità non contraffabili attraverso degli NFT risulta particolarmente interessante anche nell’ambito dell’identità digitale. 

Alcuni player rilevanti, in Italia e nel mondo, hanno già mostrato di aver intuito le potenzialità degli NFT e hanno attivato progetti concreti per capire sfide e opportunità nel proprio settore. 

Starbucks, ad esempio, ha annunciato Starbucks Odyssey, il nuovo programma fedeltà basato su token non fungibili che i clienti potranno acquistare, oppure guadagnare a fronte del raggiungimento di determinati obiettivi. I token non solo testimoniano il progresso dell’utente nel programma fedeltà, ma sbloccano progressivamente l’accesso a contenuti ed esperienze esclusive. In questo modo gli NFT assumono una doppia funzione, servendo sia da premio per l’utente, che sia da certificato di partecipazione o badge digitale, che dà accesso a esperienze dedicate.

 

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La potenzialità dei token non fungibili e le sfide per il futuro

I casi di applicazione sono a oggi in fase di sviluppo e le potenzialità sono in buona parte ancora da scoprire. Tuttavia, perché gli NFT possano essere utilizzati davvero con successo nel business, si prospettano alcune sfide: oltre al raggiungimento di una maturità tecnologica, è indubbiamente necessario un loro inquadramento normativo all’interno di una definizione giuridica chiara. Per un’azienda è impossibile, infatti, associare la proprietà di una casa, la partecipazione in un fondo di investimenti o gli attributi di identità di una persona a un token, senza che ciò sia legalmente riconosciuto.  

Gli NFT rappresentano, quindi, uno strumento tecnico fortemente innovativo, in grado di abilitare modelli di business rivoluzionari e di grande impatto. Le opportunità di utilizzo stanno emergendo in molteplici settori, così come le numerose sfide di business, implementative, giuridiche e normative.  

Guardando al passato, è chiaro come la tecnologia abbia svolto un ruolo chiave, quale elemento abilitatore delle grandi rivoluzioni di mercato. Tuttavia, oggi ben pochi sono a conoscenza degli aspetti tecnici che regolano il funzionamento delle piattaforme di social media che utilizziamo quotidianamente, degli smartphone, del web. Semplicemente, il digitale ha abilitato nuovi servizi - ai quali ci siamo presto abituati – e per realizzarli utilizziamo la migliore tecnologia disponibile, senza che per questo sia richiesta un’alfabetizzazione tecnologica da parte degli utenti.  

Allo stesso modo potremo aspettarci che in futuro, quando riceveremo un certificato digitale, dei punti fedeltà o quando acquisteremo un contenuto digitale, avremo a che fare con degli NFT, probabilmente senza nemmeno saperlo. 

 

*Sono stati confrontati i volumi di scambio delle principali collezioni monitorate da cryptoslam.io dal 01/01/2022 al 17/10/2022.

 

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Autori:

L'articolo è stato scritto da Giacomo Vella in collaborazione con Davide Ghezzi, ricercatore dell'Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger.

 

 

  • Autore

Direttore dell'Osservatorio Blockchain & Web3