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Connected Car & Mobility: il futuro dell’auto e della mobilità

24 giugno 2020 / Di Giulio Salvadori / Nessun commento

In occasione del Convegno “Connected Car & Mobility: un nuovo inizio” l’Osservatorio Connected Car & Mobility ha presentato, esclusivamente in streaming, i risultati della Ricerca 2019.

Connettività, guida autonoma e mobilità sempre più smart. Sono queste le tendenze che “guidano” il presente e il futuro del settore auto. Il momento di eccezionalità legato all’emergenza sanitaria, se da un lato ha ridotto drasticamente le quote del mercato automobilistico, dall’altro ha dato impulso a nuovi modelli di mobilità e sta contribuendo a trasformare i modelli di business delle principali case automobilistiche.

Le tecnologie digitali, in uno scenario di tale trasformazione, svolgono un ruolo ancora più rilevante rispetto al passato, fornendo un grande contributo nella gestione della ripartenza e nella progettazione della mobilità del presente e del futuro.

"Connected Car & Mobility: un nuovo inizio"
Numeri e dati chiave dell'auto connessa in Italia

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Mercato e scenario applicativo della Smart Car

Partiamo dai numeri principali. Il mercato delle soluzioni per la Connected Car nell’ultimo anno registra un buon tasso di crescita (+14%) rispetto al 2018 arrivando a toccare quota 1,2 miliardi di euro, trainato principalmente dalla diffusione dei box GPS/GPRS e dallo sviluppo delle auto nativamente connesse tramite SIM o connesse con sistemi bluetooth a bordo veicolo.

Tuttavia, l’emergenza sanitaria legata a Covid-19 sta drasticamente cambiando le sorti del 2020, con alcune eccezioni. In Italia le prime stime evidenziano numeri drammatici e posizionano il mese di aprile come il peggiore nella storia del mercato auto. A maggio la situazione delle vendite è parzialmente migliorata, ma si è comunque registrato un -49,6% rispetto al 2019.

 

Auto connesse: il futuro è roseo?

Nonostante il periodo eccezionale, il mercato delle auto connesse è destinato a crescere nei prossimi anni, sia in Italia, sia a livello internazionale. Due i fattori trainanti. In primo luogo, si osservano importanti sviluppi sul fronte degli obblighi normativi, come l’entrata in vigore dell’eCall e della New General Safety Regulation, la direttiva europea che a partire da luglio 2022 renderà obbligatoria l’adozione di specifici sistemi ADAS (Sistemi avanzati di assistenza alla guida).

In secondo luogo, i servizi abilitati dalla connettività, sempre più al centro dell’offerta, abilitano nuovi modelli organizzativi e di business per le imprese. I produttori possono contare sui servizi abilitati dalla connettività come differenziale competitivo, fattore importante in un mercato ormai molto maturo come quello dell’auto.

Inoltre, l’auto rappresenta uno dei pochi mezzi di trasporto in grado di assicurare distanziamento sociale. Se da un lato questo spostamento verso la mobilità privata si tradurrà in un incremento delle emissioni inquinanti e del traffico, dall’altro potrebbe portare a nuove accelerazioni sul fronte della sensibilità verso le tematiche ambientali. Non è un caso che la vendita di auto elettriche in Europa nel primo trimestre del 2020 abbia registrato una crescita del +110% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Lo scenario futuro per la Smart Car sembra dunque decisamente roseo. Per ripartire potranno avere un impatto rilevante anche gli incentivi pubblici in materia di rottamazione delle vecchie auto, o che prevedano un ampliamento e rafforzamento degli attuali ecobonus.

 

Come sarà l’auto del futuro?

La profonda trasformazione digitale nel settore Automotive porta con sé numerosi i trend che si stanno affermando a livello internazionale: connettività integrata a bordo veicolo, nuove logiche di car sharing, avvento dei veicoli elettrici, trasformazione del viaggiatore da conducente a passeggero.

Connessa, elettrica, autonoma e condivisa: l’auto del futuro si fa strada dunque tra questi quattro pilastri. 

Un cambiamento rapido che impone ai produttori nuove sfide. Non soltanto tecnologiche, ma anche e soprattutto organizzative. L’auto del futuro richiede infatti nuove competenze interne, legate non più alla sola produzione del veicolo. Le imprese sono inoltre chiamate a realizzare partnership con i giusti attori e individuare le imprese più innovative da acquisire.

 

La mobilità del futuro: innovare per ripartire

Gli impatti dell’emergenza sanitaria sul settore automotive si riflettono anche sulla mobilità. I servizi di mobilità condivisa quali auto, biciclette, monopattini e scooter, se adeguatamente sanificati, possono infatti costituire un’ottima alternativa al trasporto pubblico, soprattutto per chi non dispone di un’auto di proprietà.

A seguito del lockdown, in Cina, l’utilizzo del car sharing è aumentato dal 3% al 5%. A New York i viaggi con City Bike sono cresciuti del 67% nei primi giorni di marzo e a Chicago l’uso del servizio è raddoppiato rispetto agli stessi mesi del 2019.

E in questo contesto il ruolo delle tecnologie digitali si fa ancora più rilevante rispetto al passato. È il caso ad esempio delle telecamere smart o dei sensori pedonali per il monitoraggio in tempo reale dei flussi di mobilità, in grado di segnalare potenziali situazioni di assembramento. Oppure delle soluzioni per il controllo accessi agli ingressi delle stazioni dei treni e delle metropolitane.

 

La Smart Mobility in Italia

Anche nel nostro Paese, sono diverse le iniziative finalizzate a una nuova mobilità. Si pensi ai tanto conclamati bonus per biciclette e monopattini messi a disposizione dal Governo, o all’assunzione dei cosiddetti “mobility manager”. Ancora, l’Agenzia per l’Italia Digitale e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno messo sul piatto 20 milioni di euro per sviluppare nuove soluzioni destinate alla mobilità e legate alla logistica dell’ultimo miglio. Mentre Anas si prepara a trasformare 3.000 km di strade italiane in Smart Road entro il 2030.

Va detto che già nello scenario pre-Covid la Smart Mobility era un tema molto sentito. A fine 2019, più di un comune su tre (36%) tra quelli con popolazione superiore ai 25.000 abitanti aveva avviato almeno un progetto in tal senso nei precedenti tre anni mentre ben il 39% aveva già intrapreso iniziative di questo tipo prima del 2017.

Oltre ad essere numerosi, i progetti Smart Mobility presentano anche un discreto livello di innovazione. L’utilizzo spesso combinato di tecnologie Internet of Things e Intelligenza Artificiale è in grado di abilitare benefici tangibili per la comunità. È il caso di alcuni Comuni in Sardegna come Cagliari, Guspini ed Iglesias che hanno sperimentato la raccolta di dati da sensing distribuito per monitorare gli spostamenti di grandi folle nel corso di eventi o manifestazioni, e rilevare eventuali situazioni di emergenza.

 

L’evoluzione delle tecnologie V2X per la guida autonoma

Per rendere realmente “smart” il concetto di mobilità è indispensabile però equipaggiare i veicoli con sistemi di comunicazione ad elevate prestazioni in termini di capacità, rapidità e affidabilità, per consentire quindi un continuo scambio dati tra veicoli, infrastruttura a bordo strada e pedoni.

Guardando alle caratteristiche dell'auto del futuro, le tecnologie più dirompenti saranno senz'altro quelle in grado di abilitare la guida autonoma, a tutti i livelli ("attuatori smart", controllo della dinamica del veicolo e navigazione). Attraverso l’interconnessione V2X, i veicoli potranno condividere in tempo reale grandi volumi di dati prodotti dai sistemi di bordo, aumentando la capacità di percezione dell'ambiente e di coordinamento delle manovre in scenari complessi di mobilità in tempo reale i dati generati dai sensori di bordo, estendendo l’orizzonte di percezione ben oltre il proprio campo di visione. Il tutto per una mobilità sempre più sicura, sostenibile ed efficiente, anche ad elevata densità di traffico e in situazioni estremamente dinamiche.

Un’evoluzione non banale che richiede un notevole cambiamento degli attuali standard tencologici. Si va verso l’utilizzo di frequenze ad onde millimetriche, con sistemi ad antenne multiple e algoritmi sofisticati di puntamento (beamforming). Il 5G, di cui aumentano le sperimentazioni a livello nazionale e internazionale, si propone come la tecnologia in grado di abilitare questa trasformazione.

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Giulio Salvadori

Giulio Salvadori

Direttore dell'Osservatorio Internet of Things e dell'Osservatorio Smart Car & Connected Car del Politecnico di Milano