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Narvalo Urban Mask: La mascherina FFP3 per contrastare il Covid19 - L'intervista agli ideatori

14 ottobre 2020 / Di Cristina Marengon / Nessun commento

Con l’avvento del Covid19, e del relativo lockdown, interi settori si sono trovati completamente paralizzati come Turismo, Spettacolo, e alcune fasce del Retail, e l’economia sia italiana che globale ha subito un forte rallentamento. In un momento così delicato, caratterizzato da un elevato grado di incertezza, in cui resilienza e flessibilità sono necessarie per riuscire nella sopravvivenza, l’ecosistema startup ha dimostrato di essere un motore di innovazione e di ispirazione per le aziende più consolidate e per l’intera società: è quello che chiamiamo “effetto startup”.

 

Startup e Coronavirus: il caso Narvalo

Gli Osservatori Startup Intelligence e Startup Hi-tech hanno infatti deciso di documentare, tramite una video rubrica, quelle storie di startup e scaleup che, in piena crisi sanitaria, si sono messe in gioco per offrire soluzioni e prodotti utili per fronteggiare l’emergenza.

Tra i protagonisti della rubrica c’è anche la startup Narvalo, nata da una tesi di Laurea Magistrale dell’ex studente Politecnico di Milano Ewoud Westerduin e ideata insieme al Professore Associato PoliMI Venanzio Arquilla e oggi incubata presso PoliHub, Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano, di cui è spin-off.

 

Le caratteristiche della Narvalo Urban Mask

Narvalo Urban Mask è una mascherina protettiva, con capacità filtrante FFP3, ideata inizialmente per rispondere al tema dell’inquinamento ambientale. A gennaio 2020 la startup aveva pronto il proprio prodotto per essere lanciato a 50 tester. Con l’avvento del Covid, tutto il processo si è accelerato. A luglio, Narvalo aveva già venduto un primo lotto di 2000 mascherine, con una lista di attesa di oltre 8000 clienti!

La Narvalo Urban Mask è composta dai seguenti elementi, che la caratterizzano e rendono altamente innovativa:

  • Tessuto 3D: realizzato in poliestere, altamente traspirabile (con una resistenza respiratoria estremamente bassa), lavabile, idrorepellente e antistrappo.
  • Filtro: co-sviluppato con BLS, azienda milanese, leader nel settore della produzione di DPI ad uso industriale, e partner strategico e storico della startup. Il filtro è il punto di forza di Narvalo, in quanto garantisce la protezione per l’utente perché permette di filtrare il 99,9% di adenti inquinanti, pollini, particolato, virus, batteri e anche odori, tramite lo strato di carbone attivo.
  • Becco: contiene la valvola di espirazione, studiata per massimizzare il flusso verso l’esterno, riducendo quindi l’accumulo di calore e umidità all’interno della maschera, e aumentando quindi il comfort per chi la indossa.

Con l’avvento del Covid19, Narvalo ha ideato un nuovo pezzo in aggiunta al becco: “Durante il lockdown si parlava di mascherine egoiste, dotate quindi di valvola per l’espirazione, e altruiste, senza la valvola”- racconta Ewoud Westerduin, Head of Design di Narvalo – “ abbiamo quindi deciso di rendere Narvalo Urban Mask una mascherina altruista, introducendo un tappo, chiamato appunto tappo anti-Covid, che permettesse di bloccare la fuoriuscita di particelle in fase di espirazione, proteggendo quindi non solo chi indossasse la maschera, ma anche gli altri”.

Narvalo ha affiancato al prodotto anche una app che permette di monitorare la qualità dell’aria che si respira e di controllare il livello di utilizzo del filtro, avvisando quindi l’utente finale quando è necessario cambiarlo.

La Narvalo Urban mask è stata inoltre da poco certificata, in accordo alla norma EN 149:2001+A1/09, un DPI (dispositivo di protezione individuale), adottando un sistema di filtrazione superiore agli standard FFP3.

 

L'intervista agli ideatori

“Il nome Narvalo deriva da un antico cetaceo che crea cultura e consapevolezza e usa la sua zanna per orientarsi: Narvalo è un’azienda responsabile, la cui mission è creare cultura sul tema della protezione individuale” - spiega Venanzio Arquilla, Presidente della startup- “Tra i prossimi step sicuramente vogliamo investire sul tema della circular economy, recuperando ad esempio i filtri usati della mascherine, e stiamo lavorando a un nuovo prodotto, la maschera elettronica Urban Active”.