FIDA: cos’è il framework per l’accesso ai dati finanziari

creato il / Di Matteo Ruggieri / 0 Commenti

Il mercato dei servizi di pagamento, e nello specifico dei pagamenti digitali, è sempre più dinamico, soprattutto a seguito della pandemia. Il FIDA (Financial Data Access) è il nuovo framework per l’accesso ai dati finanziari che costituisce la principale iniziative normativa per consentire l’accesso e l’utilizzo responsabile dei dati finanziari nell’Unione Europea. In questo articolo, realizzato dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, esploreremo di che cosa si tratta e in che modo potrà influenzare il mercato finanziario europeo.

Cos’è il FIDA (Financial Data Access)?

Il framework per l’accesso ai dati finanziari, noto come FIDA (acronimo di Financial Data Access) è una proposta di regolamentazione della Commissione europea per migliorare l’accesso e la condivisione dei dati finanziari all’interno dell’UE. Nello specifico, si propone di semplificare l’utilizzo e garantire una maggiore sicurezza di tali dati.

open finance logo fida onlineIl FIDA è stato presentato dalla Commissione europea il 28 giugno 2023 all’interno del “Payments Package”, un “pacchetto” di norme aventi l’obiettivo di integrare ed efficientare diversi aspetti della vigente normativa, nota come PSD2 (Payment Service Directive 2). Oltre al framework per l’accesso ai dati finanziari, all’interno del Payments Package è stata presentata anche la nuova Direttiva sui Sistemi di Pagamento, nota come PSD3.

Il Payments Package costituisce dunque un nuovo passo per la regolamentazione del mercato finanziario europeo, attraverso cui la Commissione europea si propone di favorire lo sviluppo dell’ecosistema Fintech, stimolando la competitività in un settore sempre più dinamico.

Come si legge nel comunicato stampa della Commissione europea, il mercato dei servizi di pagamento ha subìto diversi cambiamenti negli ultimi anni, specialmente a seguito della pandemia, basti pensare che nel 2021 i pagamenti elettronici nell’UE hanno raggiunto quota 240.000 miliardi di euro, quasi 60.000 in più rispetto al 2017. Allo stesso tempo, sono entrati sul mercato nuovi fornitori che, grazie alle tecnologie digitali, offrono servizi di open banking.

Il contesto attuale e le esigenze chiave alla base del regolamento FIDA

Il settore finanziaria ha sempre dovuto affrontare una serie di sfide legate alla condivisione dei dati dei clienti: l'accesso ai dati non è mai stato pienamente regolamentato ed è spesso non supervisionato, inoltre le interfacce tecniche sono inefficienti e vulnerabili alle minacce informatiche, creando inevitabilmente preoccupazioni sulla sicurezza e sul controllo dei dati dei clienti.

A causa di questi fattori, a oggi l’accesso ai dati finanziari è limitato, creando non poche difficoltà per i nuovi operatori e per i piccoli fornitori di servizi innovativi, che non sono in grado di offrire prodotti su misura che soddisfino le esigenze specifiche dei clienti. I clienti rischiano quindi di pagare tariffe più elevate e avere un'esperienza meno ottimale, generando ulteriori barriere che ostacolano il potenziale dei servizi finanziari basati sui dati.

Il contesto attuale è dunque caratterizzato da una mancanza di regolamentazione per l’accesso ai dati finanziari dei clienti e per la loro condivisione nell’ecosistema finanziario, che risulta dunque essere incoerente e persino molto costosa dal punto di vista tecnico. Inoltre, a oggi non vi è un controllo totale da parte dei clienti sui propri dati (che sono indispensabili per determinati servizi a valore aggiunto diversi dal pagamento). Il regolamento FIDA consentirà di affrontare tutte queste sfide, stabilendo chiaramente diritti e obblighi per la gestione e la condivisione dei dati dei clienti nel mercato dei pagamenti europeo.

Per raggiungere questo obiettivo, mediante il nuovo regolamento la Commissione europea si propone di intervenire su due aspetti: da un lato vuole garantire una maggiore tutelata della privacy dei clienti e, dall’altro, intende promuovere un accesso responsabile ai dati. Il tutto attraverso un’infrastruttura tecnica efficiente che non preveda costo aggiuntivi per i clienti.

L’utilizzo responsabile dei dati diventerà dunque un elemento imprescindibile per consolidare l'economia del mercato finanziario europeo in un contesto di fiducia in cui i clienti abbiano la possibilità di gestire l’accesso ai propri dati, in linea con il GDPR.

Le linee guida del FIDA

Come abbiamo appena visto, all’interno del FIDA il cliente è centrale e il suo contributo è indispensabile. In questo modo non solo si migliora sicurezza nei dati, ma si offre anche una maggiore responsabilità nel loro utilizzo attraverso nuovi strumenti tecnologici. Il questo modo la Commissione europea vuole cercare di garantire una concorrenza equa e imparziale tra i diversi attori del settore.

Come riportato dalla stessa Commissionel’UE sta portando il settore finanziario nell’era digitale. Propone un nuovo quadro per un accesso sicuro e aperto ai dati dei clienti attraverso una gamma più ampia di servizi finanziari. Questo quadro pone al centro gli interessi dei consumatori, la concorrenza, la sicurezza e la fiducia”.

 Attraverso il Financial Data Access, dunque, la Commissione europea propone una serie di diritti e obblighi per una corretta gestione e condivisione dei dati finanziari, alla base del processo di innovazione del settore. Ecco di seguito l’elenco delle linee guida:

  • possibilità, ma non obbligo, per i clienti di condividere i propri dati finanziari con gli utenti;
  • obbligo per i titolari dei dati dei clienti di rendere tali dati disponibili agli altri utenti;
  • pieno controllo da parte dei clienti su chi accede ai propri dati e per quale scopo;
  • standardizzazione dei dati dei clienti e delle interfacce tecniche;
  • regimi di responsabilità chiari per le violazioni dei dati e meccanismi di risoluzione delle controversie;
  • ulteriori incentivi per i titolari dei dati affinché istituiscano interfacce di alta qualità per gli utenti.

Per adempiere a queste linee guida sono necessari alcuni elementi essenziali, individuati dall’Osservatorio Innovative Payments:

  1. Aumento della fiducia dei clienti, attraverso regole chiare su chi può accedere ai loro dati, attraverso cruscotti di permesso di accesso ai dati semplici e intuitivi, infine, attraverso l’integrazione di garanzie aggiuntive per proteggere i clienti da trattamenti iniqui (che potrebbero includere linee guida per la prevenzione della discriminazione basata sui dati).
  2. Maggiore chiarezza a livello giuridico, mediante un quadro chiaro e uniforme per la condivisione dei dati finanziari da parte dei detentori dei dati (come i PSP, Payment Service Provider) nei confronti degli utilizzatori di tali dati (come c.d. data holders) a seguito dell’autorizzazione dei clienti. Questo quadro garantirà che tutti gli operatori del settore finanziario, indipendentemente dalla loro sede, siano soggetti alle stesse regole.
  3. Standardizzazione dei dati dei clienti e delle interfacce, attraverso modelli comuni e interoperabili da un punto di vista tecnico, consentendo così agli operatori di mercato di scambiare dati in modo più efficiente e diminuire l’esclusione finanziaria.
  4. Implementazione di interfacce di alta qualità al fine di facilitare l’accesso e la condivisione dei dati dei clienti. Queste interfacce saranno progettate tramite interfacce tecniche (API) con l’obiettivo di implementare degli standard comuni.
  5. Istituzione di “financial information service providers” (FISP), ossia nuovi soggetti detentori di dati di clienti, che dispongono dell’autorizzazione per l’accesso e l’utilizzo di dati per offrire servizi di informazione finanziaria. Questi sono dunque soggetti diversi rispetto agli AISP (Account Information Service Providers, come istituiti finanziari, ma anche aziende) introdotti dalla PSD2, i quali hanno solo la possibilità di accedere ai dati, ma non di diventare a loro volta dei detentori.

Conclusioni

Il FIDA si propone dunque di sviluppare il mercato finanziario europeo partendo da una migliore gestione dei dati al fine di favorire una giusta concorrenza tra i diversi attori dell’ecosistema fintech europeo. Per raggiungere questo obiettivo propone norme giuridiche chiare per un’economia dei dati responsabile. In questo modo, il FIDA può supervisionare e proteggere lo scambio dei dati finanziari (non solo le informazioni di pagamento) dei consumatori finali e mantenere l’integrità del mercato finanziario europeo, oltre che favorire la proliferazione di nuovi attori. Tutto questo porterà alla nascita di nuovi servizi per utenti e per PMI.

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  • Autore

Analista junior dell'Osservatorio Innovative Payments