Ai tempi della pandemia si Fattura in digitale

30 April 2021 / Di Paola Olivares / 0 Comments

È notizia di poche settimane fa. Il MEF ha chiesto all’Unione Europea di estendere l’autorizzazione all’invio di fatture elettroniche (in scadenza a fine 2021), fino a dicembre 2024.

 

L'obbligo di Fatturazione Elettronica verso la proroga 

Molti ricorderanno, infatti, che essendo l’Italia il primo Paese in Europa ad aver introdotto un obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, è stato necessario chiedere all’UE una deroga agli artt. 218 e 232 della Direttiva IVA 2006/112/CE che prevedono che gli Stati membri accettino come fattura ogni documento o messaggio cartaceo o elettronico, la cui trasmissione deve essere fatta su carta oppure, previo accordo con il destinatario, tramite strumenti elettronici.

La deroga, concessa all’unanimità, prevedeva che l’Italia riferisse, tramite una relazione, la bontà dell’operazione entro tre anni dall’accettazione della proposta. Il termine, dunque, è scaduto proprio il 16 aprile scorso, e l’Italia ha sottolineato ancora una volta la volontà di proseguire in questa strada di efficienza e semplificazione tracciata.

L’intervento, annunciato dalla Direttrice generale delle Finanze, prevedrebbe l’importante allargamento della platea di soggetti coinvolti anche alle aziende in regime forfettario, consentendo in questo modo di aver ancor più sotto controllo il quadro sia sull’evasione fiscale che sul fatturato prodotto sul territorio nazionale.

 

La Fattura Elettronica, prima e durante la pandemia

Come detto più volte con l’Osservatorio Digital B2b, riteniamo che l’intervento abbia portato indubbi benefici sia per la lotta all’evasione fiscale (l’Agenzia delle Entrate ha registrato un aumento del gettito di 3,5 miliardi di euro) sia per l’aumento della digitalizzazione del processo amministrativo-contabile che, grazie all’introduzione dell’obbligo, inizia ad essere automatizzato dalle aziende attraverso algoritmi di Robotic Process Automation (RPA) e più in generale di Artificial Intelligence.

La e-fattura, che aveva superato i 2 miliardi di documenti trasmessi nel 2019, ha subito nel 2020 una flessione solamente del 4% nonostante l’anno caratterizzato da chiusure e limitazioni. L’effetto più pesante si è sentito tra marzo e giugno in cui è stato registrato un -15% nel numero di file trasmessi (si veda la figura). Nei mesi successivi si è assistito a una graduale ripresa con valori che sono tornati ai livelli del 2019.

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L’andamento del numero di file fattura trasmessi per mese nel 2019 e nel 2020 - Rielaborazione Osservatorio Digital B2b su dati Agenzia delle Entrate

 

Similmente al primo anno di obbligo il canale di trasmissione più utilizzato – e che ha registrato meno scarti (1,1%) – è l’SFTP da cui sono transitate più della metà delle fatture. Anche la distribuzione geografica del numero di fatture non ha subito modifiche con al primo posto sempre la Lombardia (36% delle fatture trasmesse a livello nazionale) e il Lazio (21%).

Tutte le regioni hanno subito un calo del numero di fatture trasmesse (sono invece aumentate esponenzialmente le fatture di soggetti non residenti, 82 milioni contro le 177 del 2019) rispetto al 2019 con gli effetti più pesanti subiti da Liguria (-39%), Emilia-Romagna (-21%) e Friuli-Venezia Giulia (-17%). Invariato anche il rapporto di forza tra settori con al primo posto il commercio all’ingrosso e al dettaglio, che rappresenta il 27,7% del totale delle fatture nel 2020 contro il 27,8% del 2019, seguito dal settore delle utility (18,6% nel 2020 e 18,4% nel 2019). Come ci si può aspettare è stato proprio il settore legato ad attività di alloggio e ristorazione a subire il colpo più duro con una contrazione del 40% del numero di fatture trasmesse. Bilancio pesante anche per le attività finanziarie e assicurative (-35%) e i servizi di noleggio, di supporto alle imprese e le agenzie di viaggio (-19%). Ci sono però anche alcuni settori che hanno registrato un aumento del loro volume di attività: il settore delle costruzioni ha segnalato un incremento del 5% nel numero di fatture trasmesse, così come il settore della PA e dell’istruzione. +3% invece per le attività manifatturiere.

Se questa fotografia mostra un quadro parziale della situazione (sarebbe importante capire la variazione degli importi delle fatture oltre all’ammontare del numero di file trasmessi, e per questo rimandiamo al convegno dell’Osservatorio Digital B2b del 15 giugno 2021) fa però intendere come in un anno così difficile il sistema Paese abbia retto e sia adesso più che mai pronto alla piena ripresa delle attività.

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