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Le evoluzioni del sistema di Fatturazione Elettronica nazionale: il progetto SCALES

24 giugno 2020 / Di Paola Olivares / Nessun commento

La fatturazione elettronica tra privati è ormai a regime, con oltre 2 miliardi di fatture trasmesse nel 2019 da 3,9 milioni di imprese italiane. Numeri importanti a testimonianza del successo dell’iniziativa che, fin dal suo lancio, grazie anche all’esperienza maturata a partire dal 2014 con la Pubblica Amministrazione (PA), ha registrato scarti contenuti (2,4% nel 2019) e poche criticità tipiche della fase di avvio di un nuovo sistema.

 

Fatturazione Elettronica: un sistema in evoluzione

Il cantiere della fatturazione elettronica è però sempre aperto, e sono tanti i progetti che coinvolgono imprese e PA, non solo italiane:

  • dal 1° ottobre 2020 saranno operative le nuove regole tecniche che introducono diverse codifiche aggiuntive volte a spingere una maggiore automatizzazione delle attività delle nostre imprese e quindi una loro maggiore digitalizzazione;
  • dal 18 aprile 2020 tutte le PA europee devono sapere ricevere ed elaborare fatture nei formati XML UBL 2.1 e CII 16B. Oggi l’utilizzo sul suolo nazionale è consentito, ma non ancora vantaggioso per le imprese in quanto le specifiche italiane di utilizzo del formato europeo non gestiscono in modo strutturato alcune particolarità nazionali (es. ritenuta d’acconto). Gli enti preposti stanno lavorando per garantire il pieno allineamento tra il formato europeo e FatturaPA che dovrebbe avvenire entro marzo 2021.

Questi sono solo un paio di esempi di prossima introduzione. Ma esistono già diversi progetti volti a comprendere il contributo che le nuove tecnologie, come la blockchain, potrebbero portare sullo scambio documentale. Un esempio è SCALES (Supply Chain Architecture Leading to Enhanced Services) progetto finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma Connecting Europe Facility (CEF) al quale l’Osservatorio Digital B2b partecipa come partner (Il progetto è coordinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e partecipato da UNINFO, InfoCert e Consorzio Dafne).

 

Come funziona il sistema SCALES

L’obiettivo principale è l’offerta – a partire dai dati della fatturazione elettronica – di servizi digitali a valore aggiunto destinati a imprese e PA. Tale obiettivo si concretizza attraverso l’implementazione di un’architettura service-oriented basata su Distributed Ledger Technology (DLT) che consentirà l’integrazione dell’intero ciclo dell’ordine. Alla base del sistema troviamo la messa a disposizione da parte dei fornitori delle fatture (o di un subset di metadati) sul proprio nodo SCALES, accessibili solamente ai clienti e alle autorità di controllo autorizzate.

Il modello ha diversi vantaggi rispetto all’attuale sistema in termini di performance, scalabilità, protezione dei dati e certezza dell’identità dei soggetti emittente e ricevente. Il sistema si integra con il più ampio ecosistema di Acquisti Pubblici in Rete permettendo fin da subito di erogare alcuni servizi all’interno del settore sanitario come:

  • la riconciliazione di fatture e pagamenti per i fornitori della PA e i grossisti;
  • la pianificazione e il controllo della spesa sanitaria per le PA.

Altri casi d’uso di interesse possono riguardare l’integrazione con strumenti di Supply Chain Finance con il vantaggio di evitare il doppio finanziamento di una stessa fattura, essendo tutte le transazioni registrate sulla rete.

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