Rocket Sharing: l'economia di condivisione sbarca anche nello spazio

13 November 2020 / Di Angelo Cavallo / 0 Comments

Il 3 settembre 2020 ha rappresentato una data rilevante per la Space Economy europea, con il 16° lancio di VEGA, il vettore europeo progettato, sviluppato e costruito dall’azienda italiana Avio. È stata la prima volta che un vettore europeo ha messo in orbita carichi utili da parte di clienti diversi con il medesimo lancio, con l’obiettivo di avvicinare le imprese e i privati verso l’utilizzo business di tecnologie spaziali già dal prossimo futuro.

Questo nuovo trend viene definito Rocket sharing e rappresenta una rivoluzione per il settore, dal momento che permette la condivisione dei costi fissi della missione, storicamente una delle maggiori barriere di accesso allo spazio per le imprese.

Nello specifico, il lancio ha portato in orbita ben 53 satelliti di piccole dimensioni per 21 clienti pubblici e privati da 13 diversi Paesi. Un record che rappresenta però solo l’inizio di un nuovo modo di concepire l’accesso allo spazio.

 

Il Rocket Sharing nella pratica

Nella pratica, quali sono le ricadute e le applicazioni derivanti questo lancio? I satelliti messi in orbita hanno applicazioni di varia natura, da sistemi di comunicazione sperimentale a sistemi di osservazione della terra.

Rocket Sharing e Osservazione della Terra

Partendo da questi ultimi, uno specifico microsatellite consentirà di effettuare identificazione e monitoraggio dinamico delle sorgenti mobili di gas effetto serra. A riprova della storicità del lancio, è stata la prima volta che un intero Paese, la Slovenia, ha posizionato un microsatellite sfruttante la combinazione tra real-time video streaming e immagini multispettrali di Osservazione della Terra.

Questo sarà abilitatore di attività di monitoraggio dell’inquinamento marino in termini di perdite petrolifere e presenza di rifiuti plastici, così come di incendi ed eruzioni vulcaniche che possono impattare fortemente sul settore dell’aviazione. Non solo aree extra-urbane però, le applicazioni satellitari hanno impatti notevoli anche in ottica Smart Cities, con il monitoraggio delle aree cittadine e delle zone verdi circondanti l’area urbana, spesso danneggiate da intemperie di tipo metereologico. Queste applicazioni potranno avere impatti notevoli per le comunità, le aziende e le amministrazioni locali.

Un altro microsatellite ha invece l’obiettivo di migliorare ulteriormente le capacità di asset tracking nel settore marittimo, che spesso rappresenta la via primaria per lo spostamento merci tra diverse aree del pianeta. Questo tipo di applicazione può portare impatti sul mondo della logistica e trasporti ma anche delle assicurazioni connesse a questi ambiti.

Rocket Sharing e Società

Tuttavia, fra i satelliti messi in orbita, non ci sono solo quelli per l’osservazione della terra. Una serie di satelliti di più piccola dimensione infatti (nano e pico satelliti) vedono la loro principale applicazione nel portare una connettività globale a prezzi accessibili, portando la banda larga in aree non servite e svantaggiate in tutto il mondo.

Questo è senz’altro un esempio chiave di come la Space Economy possa contribuire in maniera significativa allo sviluppo economico ma anche sociale nel mondo, accrescendo la pervasività dell’uso di strumenti digitali in diverse aree del pianeta.

Inoltre, lo Spazio si sta rivelando un luogo estremamente adatto per la sperimentazione in ambito biologico e farmacologico in condizioni di microgravità. Le condizioni spaziali infatti, caratterizzate da microgravità, secchezza e bassa umidità, permettono di simulare una prolungata esposizione ad agenti esterni, allo stesso modo del farmaco una volta aperto dalla confezione. Questo riduce drasticamente il tempo di trial – e quindi i costi – per lo sviluppo di nuovi prodotti da parte delle aziende farmaceutiche. Oggi più che mai questi sviluppi tecnologici ci sembrano di portata estremamente rilevante per la società nel suo complesso.

 

la Miniaturizzazione al centro del Rocket Sharing e della Space Economy

Per gli appassionati di tecnologia, qualche elemento in più sui micro-satelliti ed il lancio di Avio. Uno dei trend più rilevanti della Space Economy è rappresentato dalla miniaturizzazione dei satelliti, sempre più importanti in un mondo “data-based” in quanto potenti recettori e trasmettitori di dati. L’avanzamento tecnologico ha permesso, decennio dopo decennio, di ridurre notevolmente le dimensioni dei satelliti, permettendo così ad un sempre maggior numero di aziende di costruirne o ad iniziare a commissionarne di propri, con la conseguente possibilità di offrire quelli che vengono sempre più chiamati space-based services.

Ma come ha avuto luogo nella pratica questo lancio? Nella parte alta del veicolo sono stati disposti sette microsatelliti, con una massa compresa tra i 25 e 150 kg, e diverse missioni associate. Nella parte bassa del dispenser sono stati invece collocati 46 nano-satelliti con masse da 1-2 kg fino a 6/7kg.

La complessità di questa missione è stata resa possibile grazie all’innovativo dispenser denominato SSMS (Small Spacecraft Mission Service), un adattatore modulare in fibra di carbonio progettato per rispondere alla sempre più crescente domanda di servizi di lancio per gruppi di piccoli satelliti, compresi tra la massa di 1 kg (CubeSat o gruppi di CubeSat) e 400 kg (Minisat) in orbita terrestre bassa (300 km e oltre dalla superficie terrestre).

 

Un futuro promettente: il Convegno dell'Osservatorio Space Economy

In futuro molto probabilmente assisteremo ad un sempre minor numero di missioni per la messa in orbita di singoli satelliti, a favore di missioni condivise con più satelliti a bordo. Il sedicesimo lancio di Vega ci rende dunque tutti più consapevoli che la commercializzazione e l’accessibilità dello spazio sono fenomeni sempre più attuali e con forti ricadute sull’intera economia mondiale, aprendo numerose possibilità di applicazioni con un impatto trasversale in tanti settori differenti.

Della comprensione e degli effetti di questo e di altri trend in atto si occupa l’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano, che presenterà la propria ricerca annuale durante l’evento pubblico del 14 dicembre 2020, accessibile in streaming. Per informazioni è possibile contattare space-economy@osservatori.it.

"Space Economy: la nuova frontiera dell'innovazione si presenta!"

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