I Programmi per lo Spazio: dal PNRR una spinta alla Space Economy

Ultimo aggiornamento / Di Carlo Negri / 0 Comments

Il nostro Paese è oggi difronte al tempo stesso alla più grande opportunità e ad una sfida di crescita negli ultimi anni: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il PNRR è, infatti, uno strumento che mette a disposizione dell’Italia circa 200 miliardi, in parte a prestito e in parte a fondo perduto, per favorire un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni. Molti degli investimenti previsti all’interno del PNRR riguardano la Space Economy, talvolta direttamente, come all’Interno della Missione Digitalizzazione in cui si dedica una linea di investimento alle Nuove tecnologie per l’osservazione dello spazio, oppure, indirettamente, come nella componente 4 della Missione Rivoluzione verde e transizione ecologica in cui le tecnologie della Space Economy possono giocare un ruolo chiave.

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Le risorse del PNRR per la Space Economy

All’interno della Missione 1 (Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo) il Piano dedica 1,49 miliardi di euro per l’osservazione dello spazio (M1C2 – Investimento 4.1: Tecnologia satellitare e economia dello spazio) con l’obiettivo di sviluppare connessioni satellitari in vista della transizione digitale e verde, nonché abilitare servizi come le comunicazioni sicure e le infrastrutture di monitoraggio per diversi settori dell'economia e, a tal fine, comprende attività sia di upstream (servizi di lancio, produzione e gestione di satelliti e infrastrutture) sia di downstream (generazione di prodotti e servizi) attività.

L’investimento si articola lungo quattro direzioni:

  • Satellite Comunication-Satcom (210 milioni di euro), che consiste in attività più legate all'upstream, come la progettazione e sviluppo di componenti — quali Internet of Things (IoT) basato su piccoli satelliti, una missione di comunicazione quantistica basata sugli attuali sviluppi prototipali per consentire lo sviluppo di tecnologie di telecomunicazioni fotoniche e potenziamento delle infrastrutture esistenti e attività più legate al downstream, tra cui la progettazione, lo sviluppo e la gestione di un hub e piattaforme per la fornitura di servizi Satcom;
  • Osservazione della Terra (797 milioni di euro), che consiste anch'esse in attività più legate all'upstream, tra cui la progettazione e lo sviluppo di una costellazione per il telerilevamento (Synthetic Aperture Radar - SAR) e l'approvvigionamento di lanci focalizzati sul monitoraggio di terra, mare e atmosfera, e attività più legate al downstream, tra cui la realizzazione nel Mezzogiorno di un incubatore di applicazioni e servizi di osservazione e la realizzazione del Progetto CyberItaly che prevede la realizzazione di una replica digitale del Paese;
  • Space Factory (180 milioni di euro), costituito da due sotto progetti: Space Factory 4.0, che prevede la progettazione e la costruzione di strutture di fabbricazione digitale, assemblaggio e collaudo per piccoli satelliti e l'implementazione di un sistema cyberfisico di produzione e gemellaggio digitale satellitare; Accesso allo spazio, che prevede la ricerca, sviluppo e prototipazione per la realizzazione di tecnologie verdi per la futura generazione di propulsori e lanciatori, compresa la dimostrazione in volo di tecnologie selezionate;
  • In-Orbit Economy (300 milioni di euro), investimento che prevede la creazione di competenze per sviluppare una capacità nazionale nell'ambito dell'awareness spaziale (Space Situational Awareness - SSA) e della gestione del traffico spaziale (Space Traffic Management - STM), insieme a investimenti nelle tecnologie di manutenzione in orbita. Questi aspetti sono sempre più rilevanti, considerando il costante aumento del numero di lanci di satelliti registrati negli ultimi anni, con la previsione di un ulteriore aumento in futuro. Pertanto, è essenziale sviluppare capacità e competenze specifiche per monitorare e gestire in modo efficace il traffico spaziale, al fine di garantire la sicurezza e la sostenibilità delle attività spaziali. Ciò includerà l'implementazione di soluzioni avanzate per l'awareness spaziale e l'adozione di tecnologie innovative per la manutenzione delle infrastrutture in orbita.

PNRR e Space Economy, le altre missioni dedicate

Le tecnologie spaziali possono, inoltre, risultare strategiche anche nella Missione 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica) nella cui componente 4 (Tutela del territorio e della risorsa idrica) si assegna nella linea di investimenti 1.1 500 milioni di euro per il monitoraggio e previsione rischi idrogeologici (M2C4 – Investimento 1.1: Realizzazione di un sistema avanzato ed integrato di monitoraggio e previsione per l’individuazione dei rischi idrogeologici). In particolare, si richiede di integrare osservazioni in sito e da remoto, dove i satelliti in orbita permetterebbero di osservare il contesto geologico ed idrogeologico, marino e litorale, agroforestale ed urbano, consentendo il controllo da remoto di ampie fasce territoriali, gettando così le basi per lo sviluppo di piani di prevenzione dei rischi.

Anche tra gli 1,6 miliardi della Missione 4 (Istruzione e Ricerca) si possono trovare risorse legate alla Space Economy. Nello specifico, sono stati destinati circa 320 milioni di euro per la creazione del Centro nazionale HPC, Big Data e Quantum Computing per lo sviluppo di un’infrastruttura digitale nazionale grazie alla quale utenti della ricerca pubblica e del mondo imprenditoriale, avranno a disposizione risorse di calcolo virtualmente illimitate attraverso un sistema integrato e distribuito su tutto il territorio nazionale. A livello organizzativo si adotterà un modello Hub & Spoke: l’Hub avrà la responsabilità di validare e gestire i programmi di ricerca, le cui attività̀ verranno elaborate e realizzate dagli Spoke e dalle realtà a essi affiliate, anche attraverso bandi aperti a istituzioni di ricerca e aziende. Tra i dieci spoke se ne annovera uno dedicato a “Future HPC & Big Data, Fundamental Research & Space Economy”.

Il Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari

L'Italia ha recentemente adottato un Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), con un budget totale di circa 30,6 miliardi di euro dal 2021 al 2026. Questo piano è stato creato per finanziare azioni specifiche che integrano e completano il PNRR.

È importante notare che il PNRR stesso sottolinea l'obiettivo di integrarsi con il Piano nazionale complementare attraverso l'implementazione di strumenti attuativi comuni e un sistema di monitoraggio unitario.

Come si dividono i fondi del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari

Il Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari ha rafforzato la misura PNRR M1C2 - Investimento 4: "Tecnologia satellitare ed economia dello spazio" con un finanziamento aggiuntivo di 800 milioni di euro. Questo investimento mira a sviluppare connessioni satellitari in preparazione alla transizione digitale e verde, contribuendo anche allo sviluppo del settore spaziale. L'obiettivo dell'investimento è anche quello di fornire servizi come le comunicazioni sicure e le infrastrutture di monitoraggio per vari settori dell'economia, includendo attività sia nella fase iniziale (servizi di lancio, produzione e gestione di satelliti e infrastrutture) che nella fase successiva (generazione di prodotti e servizi abilitati).

Le risorse allocate per questo investimento sono distribuite nelle stesse quattro direzioni identificate nel PNRR. In particolare, 100 milioni di euro sono destinati alla Comunicazione Satellitare (SatCom), 430 milioni di euro all'Osservazione della Terra, 100 milioni di euro alla Space Factory e i restanti 160 milioni di euro all'In-Orbit Economy.

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  • Autore

Ricercatore Senior dell'Osservatorio Space Economy e dell'Osservatorio Artificial Intelligence