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Che cos'è il Purchase order finance: il Supply Chain Finance a sostegno dei fornitori

09 aprile 2020 / Di Osservatorio Supply Chain Finance / Nessun commento

Il Purchase Order Finance (POF) è una soluzione innovativa tra le più interessanti nel panorama del Supply Chain Finance. In particolar modo per i fornitori con difficoltà finanziarie, che potrebbero non essere in grado di far fronte agli ordini ricevuti a causa della scarsa liquidità necessaria per lo svolgimento delle operazioni.

Negli ultimi anni, d'altronde, il mondo del Supply Chain Finance ha visto la nascita di molteplici soluzioni, dal tradizionale Reverse Factoring al più innovativo Dynamic Discounting.

 

Che cos’è il Purchase Order Finance?

Il Purchase Order Finance è una soluzione che permette a un’impresa di utilizzare un ordine ricevuto da un cliente con elevato merito creditizio come garanzia per ottenere un finanziamento.

Se un fornitore riceve un ordine che non è in grado di soddisfare a causa di una carenza della liquidità necessaria per lo svolgimento delle relative operazioni (es. apertura di linee di prodotto, ordini verso fornitori, investimenti, ecc.), un’istituzione finanziaria può sostenerlo con un finanziamento che può coprire fino al 50% del valore dell’ordine. Dopo che l’ordine viene accettato, eseguito e fatturato dal fornitore, l’istituto finanziario viene progressivamente ripagato. In molti casi questo processo di rimborso è eseguito attraverso un accordo di Factoring con un attore che può anche essere diverso dall’erogatore di POF.

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I costi del Purchase Order Finance

Le soluzioni di Purchase Order Finance presentano una serie di costi di accesso e, soprattutto, di gestione, che possiamo classificare in 5 categorie:

  1. Costi per individuare il partner erogatore del finanziamento
  2. Costi per l’acquisizione di nuove tecnologie
  3. Costi di gestione del cambiamento
  4. Costi per attività legali e di compliance
  5. Costi di utilizzo

In primo luogo, per accedere alle soluzioni di POF, i fornitori potrebbero dover sostenere costi di reclutamento e consulenza per trovare il giusto partner erogatore del finanziamento, dato che questi attori sono ancora poco diffusi. Inoltre, al fornitore potrebbe essere richiesta un’implementazione tecnologica per assicurare la condivisione delle informazioni con gli attori coinvolti. Tuttavia, in molti casi questa condivisione avviene ancora in forma cartacea e quindi non è necessario che i fornitori sostengano costi di acquisizione di nuove tecnologie.

L’impatto dei costi per la gestione del cambiamento è invece più significativo, dato che molti processi operativi sono colpiti dalle soluzioni di POF, soprattutto quando questa richiede una digitalizzazione massiva. Inoltre, per accedere a una soluzione di POF, il fornitore deve anche affrontare la raccolta di una serie di documenti (contratti, ordini, lettere di credito, …) che richiedono costi legali e di compliance.

Ma la voce di spesa più rilevante non solo per il POF, ma anche per altre soluzioni di Supply Chain Finance sono i costi di utilizzo (variabili a seconda del tipo di POF). In primo luogo, trattandosi di una soluzione innovativa e dispendiosa, i costi finanziari sono molto elevati, anche a causa della soluzione di Factoring che viene aggiunta nella fase post-spedizione. In secondo luogo, sono presenti elevati costi di gestione e controllo della soluzione, che sono inferiori quando il processo è digitalizzato o superiori quando esso è prevalentemente cartaceo (come accade nella maggior parte dei casi).

 

Un esempio di Purchase Order Finance: Fonderie Officine Meccaniche Tacconi

Fonderie Officine Meccaniche (FOM) Tacconi è un’azienda italiana di medie dimensioni che realizza componenti per il settore automobilistico. Nel 2015 ha firmato un contratto del valore di circa 40 milioni di euro per quattro anni con una grande azienda automobilistica e, per rispettare il contratto, ha dovuto aprire nuove, specifiche linee di prodotto. Dato che i primi ricavi del contratto sarebbero arrivati solo dopo che i nuovi componenti fossero stati consegnati, FOM Tacconi doveva trovare il modo di finanziare la creazione delle nuove linee di prodotto.

A quel punto l’azienda ha deciso di adottare un programma di Purchase Order Finance offerto da un provider di finanziamenti attraverso una "società veicolo" (Special Purpose Vehicle). L’accordo aveva due condizioni principali: la società avrebbe anticipato il 10-15% del valore del contratto con un prestito di 18 mesi e avrebbe acquisito tutte le fatture emesse da FOM Tacconi per un totale di 24 milioni di euro di vendite (al fine di allineare i tempi di restituzione del debito con la performance di business).

Per far funzionare questa soluzione, la società veicolo ha avviato una collaborazione con un provider IT per sviluppare una piattaforma per la gestione del gran numero di fatture (circa 960 all’anno), collegata al contratto con FOM Tacconi. Come risultato, grazie alla piattaforma è stato possibile raccogliere documenti da più fonti e integrarli nelle ERP (Enterprise Resource Planning) delle aziende, nonché gestire l’intero processo di finanziamento dei crediti commerciali, con trasparenza e senza incorrere in lunghi processi di autorizzazione o in procedure complesse.

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Osservatorio Supply Chain Finance

L’Osservatorio Supply Chain Finance del Politecnico di Milano nasce nel 2013 per rispondere al crescente interesse di aziende e Pubbliche Amministrazioni verso le opportunità di ottimizzazione del capitale circolante e accesso al credito offerte dalle soluzioni di Supply Chain Finance. L’obiettivo dell’Osservatorio è generare e condividere conoscenza sul Supply Chain Finance, contribuendo alla diffusione di queste soluzioni nel mercato italiano a beneficio di tutti gli attori, stimolando il confronto e il dialogo attraverso la formazione di una community di C-level.