Smart Working

Smart Working e privacy: l'impatto del GDPR

20 febbraio 2018 / Di Gabriele Faggioli / Nessun commento

Partiamo da un fatto: il 25 maggio 2018 entra in vigore il nuovo GDPR, regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Una data inderogabile.

E alla luce di questo, i numeri non sono per niente ottimistici. Solo un'azienda italiana su cinque conosce nel dettaglio le implicazioni del General Data Protection Regulation. E sono pochissime, il 9%, quelle che hanno già strutturato un progetto per adeguarsi. Mentre molte, ma non abbastanza, il 46%, hanno in corso un’analisi dei requisiti richiesti.

I dati dell’Osservatorio Security & Privacy del Politecnico di Milano parlano chiaro: c'è ancora una grave mancanza di attenzione alla protezione dei dati personali delineato dalla nuova normativa del GDPR che sarà applicata tra poco più di un anno, da maggio 2018. Per poter realizzare le modifiche organizzative richieste dal regolamento europeo occorre coinvolgere il management delle aziende, sfruttando il tempo a disposizione per compiere tutte le analisi necessarie, per non giungere impreparati alla scadenza prefissata, evitando il rischio di commettere un illecito ed essere sanzionati da un’autorità amministrativa.

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Gli impatti sullo Smart Working

Se vi state chiedendo se tutto questo potrà avere impatti sullo Smart Working, la risposta è forse. In teoria, infatti, il nuovo regolamento – se applicato a dovere – non dovrebbe comportare grossi rischi. Ma è necessaria professionalità.

È vero però che la mancanza di organizzazione, l’improvvisazione, sono rischi reali. Un lavoratore agile, direttamente da casa sua, potrà accedere al database aziendale, contatterà clienti, utilizzerà strumenti come Skype e simili. Il rischio di infrangere le regole del GDPR, dunque, è altissimo. Le informazioni in possesso dello smart worker sono dati che, secondo il nuovo regolamento, l’azienda deve tutelare e proteggere con massima attenzione. E ovviamente uno Smart Working improvvisato può infrangere queste regole.

Come si trova la giusta misura? Con la formazione delle risorse. I lavoratori agili dovranno essere istruiti e seguiti passo-passo nell’adozione del nuovo regolamento.

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Gabriele Faggioli

Gabriele Faggioli

Giurista, Responsabile Scientifico Osservatorio Information Security & Privacy Politecnico di Milano, Adjunct Professor MIP-Politecnico di Milano, Presidente Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica)

Tema:  Smart Working