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Il Factoring per una gestione degli acquisti degna della Champions League

25 novembre 2019 / Di Alessio Ronchini / Nessun commento

Chissà cosa avrebbe pensato Hans Gamper se avesse sentito che la società da lui fondata, Barcellona FC, ha utilizzato diverse operazioni di Factoring per raccogliere parte dei 120 milioni di euro necessari ad acquistare Antoine Griezmann, talentuoso calciatore francese. Sicuramente il primo interrogativo sarebbe stato: “Cosa è l’Euro?”, visto l’anno di fondazione del club (1899). Ma la domanda successiva, non essendoci ancora neppure l’Osservatorio Supply Chain Finance, sarebbe stata: “Cosa è il Factoring?”.

 

Cos'è il Factoring: l'esempio del Barcellona FC

Presto detto: il Factoring è una delle soluzioni di Supply Chain Finance che permette la cessione di crediti commerciali vantati da un’azienda (cedente) verso la propria clientela (debitori).

Nel caso appena citato, il Barcellona FC (cedente) ha chiesto a istituti finanziari (banche o factor) l’anticipo di pagamenti di calciatori ceduti e per cui non era stato ancora percepito l’incasso, come quello di André Gomes passato all’Everton (debitore) per 28 milioni di euro. Il club inglese ripagherà poi direttamente l’istituto finanziario al tempo di pagamento pattuito da contratto con la società catalana. (Fonte: foxsports.it)

Verso un Factoring Evoluto?

Questo approccio, del tutto innovativo, mostra una piccola evoluzione del Factoring, in quanto gli asset finanziati sono sì fatture, ma che si riferiscono a persone come asset fisico oggetto della transazione commerciale.

Questo è, ovviamente, un approccio del tutto peculiare del mondo calcio ma che può aprire a scenari e a nuovi modelli che possono allargare il mercato del Supply Chain Finance verso settori attualmente meno serviti, come appunto quello sportivo. Magari, in un futuro non troppo lontano, Lebron James potrebbe addirittura farsi anticipare e percepire una tantum il corrispettivo del contratto “a vita” siglato con la Nike del valore complessivo di 1 miliardo di dollari… Di sicuro per lui non c’è fretta. (Fonte:forbes.com)

 

Quando il Supply Chain Finance fa gol!

Quali sono, però, i motivi per cui delle società di calcio si dovrebbero affidare all’uso di tali soluzioni? Sicuramente, una delle ragioni è la forte pressione che queste società subiscono verso una gestione ottima dei capitali. È un settore, quello sportivo, caratterizzato da investimenti stagionali rilevanti e da un costo del personale molto elevato: la Juventus ha registrato a bilancio oltre 300 milioni di euro come voce di costo per il salario di personale tecnico e calciatori. (Fonte: bilancio Juventus FC 30 giugno 2019).

Il Supply Chain Finance viene quindi utilizzato come un sistema complementare di finanziamento di breve termine per far fronte alle esigenze di cassa, soprattutto quando non si può fare affidamento su una forte e autonoma generazione di cash flow. Inoltre, l’utilizzo del Factoring può aiutare ad aumentare il livello dei prestiti di lungo termine, mantenendo bassi gli oneri finanziari.

Questo è il caso dell’AC Milan che, nella ristrutturazione finanziaria a cui è andata incontro negli ultimi due anni, ha ceduto crediti maturati e maturandi relativi ai diritti audiovisivi del campionato di Serie A per il triennio 2018-2021, ottenendo inoltre una linea di credito da 80 milioni di euro.

 

Factoring in "fuorigioco": i rischi per le società sportive

Bloomberg ha però criticato l’utilizzo di tali operazioni nel sistema calcistico, sottolineando come società che non possono competere con le grandi d’Europa da un punto di vista economico-finanziario si affidino a sistemi alternativi di finanziamento per riuscire a crescere e a concorrere nelle “arene” d’Europa più ambite, sottoponendosi a ulteriori rischi.

Probabilmente, le preoccupazioni risiedono non nell’utilizzo della soluzione in sé, ma nelle modalità. Il caso Parma FC, approdata in Europa League nel 2014 e fallita a marzo 2015, ne è un esempio: al giugno del 2013 la società emiliana aveva giù utilizzato tutta la liquidità che sarebbe stata prodotta nelle due stagioni successive, ritrovandosi poi a corto di cash flow fino al fallimento. (Fonte: tifosobilanciato.it).

C’è anche però chi, con l’aiuto del Supply Chain Finance, è riuscita a trovare capitali necessari ad una crescita costante lungo il tempo, come Juventus e Roma che da anni utilizzano costantemente il Factoring e che ora sono tra i primi 15 club al mondo per fatturato annuo.

 

In sintesi: tre opportunità dal Supply Chain Finance

Riassumendo, si capisce come anche le società calcistiche, come tutte le altre imprese, abbiano utilizzato strumenti finanziari alternativi per far fronte alle proprie necessità di cassa e per sostenere il proprio capitale circolante. Il Supply Chain Finance ha aiutato le società di calcio a far fronte a tre esigenze comuni a tutto il sistema imprenditoriale:

  • ottenere nel breve termine capitale a disposizione per far fronte ad investimenti importanti (acquisto di nuovi calciatori, costruzioni o ammodernamento di infrastrutture esistenti, etc.);
  • Avere strumenti e mezzi finanziari per far fronte ad una competizione sempre più serrata a livello nazionale e internazionale;
  • Trovare canali alternativi di finanziamento in situazioni di dissesto economico/finanziario che diminuiscono le possibilità di intervento da parte del tradizionale sistema bancario.

Fonti:

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Alessio Ronchini

Alessio Ronchini

Ricercatore dell'Osservatorio Supply Chain Finance

Alessio Ronchini

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