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Digitalizzare per (R)esistere: l'evoluzione del B2b in Italia

30 giugno 2020 / Di Camillo Loro / Nessun commento

In occasione del Convegno “Digitalizzare per (r)esistere” l’Osservatorio Digital B2b ha presentato i risultati della Ricerca 2020, per la prima volta esclusivamente in streaming.

L’emergenza Covid-19 ha messo in luce la centralità del digitale per garantire continuità operativa. Nel mondo B2b, in cui gli obblighi normativi rappresentano il principale driver di digitalizzazione, appare più che mai evidente che gli investimenti in integrazione e collaborazione con l’ecosistema di riferimento non sono più solo fonte di maggiore competitività, ma leve determinanti per la sopravvivenza delle aziende.

"Digitalizzare per (R)esistere"
Numeri e dati chiave del Digital B2b in Italia

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Le soluzioni per la digitalizzazione dei processi B2b: l’analisi dell’offerta

Negli ultimi 5 anni l’evoluzione dell’offerta a supporto di processi B2b è stata influenzata principalmente da tre fattori: gli obblighi normativi, la spinta delle associazioni di filiera e delle aziende capofiliera (tipicamente di grandi dimensioni), lo sviluppo di tecnologie di frontiera applicabili anche in ambito B2b. Questo è confermato dall’offerta tecnologica attuale. L’88% delle 250 aziende dell’offerta con fatturato superiore ai 2 milioni di euro, è focalizzato su software per la gestione dei processi interni (ERP, software di gestione elettronica documentale, ecc.), XML-based (42%), extranet/portali B2b (30%), EDI (6%), marketplace B2b (3%), e blockchain (2%).

L’emergenza sanitaria Covid-19 ha imposto una forte revisione delle più tradizionali modalità di lavoro. Le aziende fornitrici di servizi hanno dovuto sviluppare diverse iniziative a supporto della continuità operativa propria e dei propri clienti, come:

  • comunicazioni periodiche, per lo più sotto forma di newsletter, per aggiornare il proprio indotto sulle tematiche relative alla crisi sanitaria ed economica;
  • aumento dei momenti di formazione, sia per il personale interno, che ha dovuto adeguarsi al telelavoro, sia per le aziende esterne, che hanno dovuto utilizzare le soluzioni digitali da altra sede rispetto a quella aziendale;
  • rafforzamento del servizio di assistenza clienti, grazie all’aumento del personale preposto a rispondere tempestivamente alle richieste e all’ampliamento delle fasce orarie di risposta;
  • servizi a supporto del processo decisionale o del monitoraggio della catena di fornitura, come cruscotti di BI;
  • servizi complementari offerti in modo gratuito o a condizioni agevolate. Alcuni attori del mondo bancario hanno ad esempio proposto soluzioni di supply chain finance per la gestione del credito.

Tutto questo ha creato un nuovo paradigma che ha scardinato le classiche logiche lavorative imponendo un utilizzo esteso del digitale, diventato uno strumento imprescindibile per garantire la continuità operativa delle attività.

 

Le soluzioni per la digitalizzazione dei processi B2b: l’analisi della domanda

L’eCommerce B2b italiano, ovvero il valore degli ordini scambiati tramite strumenti digitali tra i soggetti residenti sul territorio nazionale, vale circa 410 miliardi di euro nel 2019, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente e un’incidenza del 19% sui 2.200 miliardi di transato interno B2b.

L’analisi del trend di crescita suggerisce un legame con l’introduzione degli obblighi di fatturazione elettronica. Mentre la crescita media annua dal 2012 è pari all’11%, gli incrementi più importanti si sono avuti tra il 2015 e il 2016 (19%), con l’introduzione dell’obbligo verso tutta la Pubblica Amministrazione, e tra il 2018 e il 2019 (14%) con l’introduzione dell’obbligo generalizzato.

Nel 2019 l’EDI, una delle tecnologie alla base dell’eCommerce B2b, è adottata da 19.000 imprese (+19%) che scambiano 240 milioni di documenti (+14%). Tra i documenti che hanno avuto una maggiore crescita troviamo le conferme d’ordine (+13%) e gli avvisi di spedizione (+9%).

Nel 2019 è cresciuto anche il numero di marketplace B2b, passati da 23 a 39. L’esempio di Amazon Business, che ha esteso il proprio portale originariamente destinato alle relazioni tra privati anche ai clienti B2b, ha spinto altre aziende a fare lo stesso o ad attivare questa soluzione come nuovo servizio all’interno del proprio portafoglio di offerta. L’estensione implica lo sviluppo di funzionalità ad hoc (ad es. la qualifica dei fornitori, la gestione della fatturazione) per il raggiungimento del nuovo target di mercato.

 

La valorizzazione dei dati in azienda

L’interpretazione dei dati, in un mondo in cui la velocità di acquisizione delle informazioni è cruciale, risulta fondamentale per elaborare strategie efficaci. Le stime parlano di un volume globale di dati che toccherà i 175 Zettabytes entro il 2025; nel contempo triplicherà in Europa il valore complessivo dell’impatto dei dati sull’economia, stimato in 829 miliardi di euro (5,8% del PIL dell’UE. Inoltre, nello stesso periodo il valore del mercato dei dati salirà da 55 a 107 miliardi di euro.

Per evidenziare il percorso seguito da un’azienda nella valorizzazione dei dati, è stato elaborato il Data Supply Chain Maturity Model, che prova a strutturare il percorso di valorizzazione dei dati, articolandolo in 5 rami tematici: strategia, organizzazione e competenze, dati, tecnologie e finalità di utilizzo, ciascuno costituito da 5 fasi.

supply chain maturity model

L’emergenza ha causato effetti dirompenti in termini di continuità, trasparenza ed efficienza delle supply chain. La condivisione di specifici dati può essere utile, ad esempio dati di:

  • Approvvigionamento: analisi di dati dei propri fornitori;
  • Produzione: utilizzo di informazioni sulla profittabilità dei diversi codici prodotto e di dati di inventario;
  • Distribuzione e vendita: utilizzo di dati comportamentali dei consumatori (modalità e frequenza di acquisto dei clienti) e di informazioni di mercato/banche dati esterne.

 

 

Lo scambio documentale in Italia e gli obblighi in vigore

Nel 2019 3,9 milioni di imprese hanno inviato almeno un file fattura al Sistema di Interscambio (SdI). Il 2% di queste imprese non è soggetto all’obbligo poiché in regime forfettario. Sono due le motivazioni alla base dell’adozione volontaria:

  • asimmetria contrattuale;
  • ricerca di efficienza nel sistema relazionale, sintomo di una maggiore consapevolezza dei benefici del digitale da parte di alcune imprese.  

Il numero di fatture transitate dal SdI tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019 si attesta sui 2,09 miliardi, con uno scarto del 2,4. Numeri importanti che testimoniano il successo dell’iniziativa che fin dal suo lancio ha registrato scarti contenuti e criticità tipiche della fase di avvio di un sistema. A oltre un anno dall’introduzione dell’obbligo possiamo confermare la bontà del sistema che, primo in Europa, è oggi di riferimento per gli altri Stati membri e ha già iniziato a portare benefici sia in termini di lotta all’evasione che di aumento di efficienza ed efficacia per le aziende, che iniziano a utilizzare in modo pervasivo i dati contenuti nell’XML per automatizzare i loro processi interni.

Dal 1° febbraio 2020 è obbligatorio per tutti gli enti del Servizio Sanitario Nazionale l’invio di ordini d’acquisto relativi ai beni tramite il Nodo Smistamento Ordini. Sono stati gestiti oltre 1,7 milioni di ordini elettronici, con trend via via decrescenti per gli scarti.  La buona partenza del sistema è però solamente un primo tassello verso la piena operatività e il raggiungimento di benefici per aziende ed enti.

Nel breve periodo è infatti necessario aggiungere gli ordini per i servizi e utilizzare l’ordinazione completa, che permetterebbe di snellire i processi amministrativi interni alle aziende.

Nel medio periodo si auspica invece un’estensione dell’obbligo ai Documenti di Trasporto, che permetterebbe la digitalizzazione di tutti i documenti del ciclo dell’ordine in ambito sanitario; nonché un’estensione dell’obbligo all’intera Pubblica Amministrazione per permettere di avere un maggior controllo sulla spesa pubblica e terminare il processo di digitalizzazione iniziato con la fatturazione elettronica.

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Camillo Loro

Camillo Loro

Laureato in Economia e Management delle Pubbliche Amministrazioni presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi, durante gli studi ha preso parte a progetti di Digitalizzazione della PA presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento della Funzione Pubblica). Negli Osservatori Digital Innovation dal 2015, si occupa di Fatturazione Elettronica e di Digital B2b. Proprio sui temi dell’eCommerce B2b è, attualmente, Ph.D. Candidate al Politecnico di Milano.