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Come si misura l'innovazione?

18 luglio 2019 / Di Alessandra Luksch / Nessun commento

Sebbene l’innovazione rappresenti l’”assicurazione” attraverso cui le imprese favoriscono la propria sopravvivenza, misurarne gli impatti risulta tutt’altro che scontato. L’innovazione porterà infatti a un contenuto ancora sconosciuto nella sua fenomenologia per l’impresa, con futuro incerto e tanto rischio.

Molti dei modi in cui si misurano le performance in azienda, quindi, possono non essere rappresentativi per l'innovazione, o addirittura perturbarne od ostacolarne il processo stesso: ROI, indicatori di breve termine, indicatori che scoraggiano il rischio, indicatori che premiano solo la strategia o il portafoglio dei prodotti correnti, per fare qualche esempio.

 

Perché è importante misurare l'innovazione

Misurare l’innovazione è però fondamentale. Innanzitutto come mezzo di governance per supportare le decisioni strategicheriguardo ai progetti da intraprendere, portare avanti o dismettere, usando, ad esempio, indicatori di market fit.

È utile anche per tenere sotto controllo le risorse utilizzate – capitali, persone e asset – con l’obiettivo di riuscire a valutare la capacità dell’organizzazione di focalizzare gli sforzi nei confronti degli obiettivi di tempo e di output, fattore non sempre scontato, soprattutto in quei processi di innovazione in cui non esistono obiettivi di output definiti a priori. La misurazione degli input risulta essere anche un indicatore tra i più semplici da misurare. E spesso l’unico disponibile, soprattutto nelle fasi di esplorazione e sperimentazione.

Esistono poi motivazioni organizzative e culturali: motivare le persone verso l’innovazione, favorire il coordinamento, la comunicazione e lo scambio di idee nell’organizzazione, favorire l’acquisizione di nuove competenze, e quindi migliorare le performance delle persone. La misurazione degli impatti dell’Innovazione è, infatti, anche una modalità per incanalare gli sforzi delle persone coinvolte, dando una direzione comune, motivandole, abilitando un maggiore coordinamento e diffondendo nell’impresa la cultura dell’innovazione.

Ci preme sottolineare come sia importante che anche i sistemi di valutazione delle performance individuali – MBO – siano allineati alle metriche utilizzate per la misurazione dell’innovazione, per creare le giuste condizioni organizzative per lo sviluppo nell’intera organizzazione della cultura dell’innovazione. Ricordiamoci, infatti, che “la cultura si mangia la strategia a colazione” (Peter Drucker).>

 

Come misurano l'innovazione le aziende italiane?

Dalle ricerche dell’Osservatorio Startup Intelligence emerge che solo il 17% delle imprese in Italia possiede un sistema di metriche per misurare l’innovazione. Di queste la maggior parte deve ancora consolidarne il modello.

La dimensione misurata principalmente è, come prevedibile, quella dell’impatto sui risultati economici – ROI e fatturato i primis. Si tratta di indicatori che possiamo definire tradizionali, a cui le imprese sono abituate a fare riferimento, e dai quali appare naturale partire. Così facendo, però, si corre il rischio di non far partire le innovazioni più discontinue. O peggio ancora di basarsi su previsioni economiche poco attendibili.

Il sistema di metriche per l’innovazione non deve, dunque, essere statico ma adattarsi mano a mano che l’innovazione si fa più concreta. Deve essere progettato ex ante, di modo che sia in grado di valutare effettivamente i risultati ottenuti strada facendo a ogni stadio di maturità dell’innovazione, dandosi obiettivi “vicini”, valutabili e che via via possano avvicinarsi a quelli finali voluti.

Gli indicatori organizzativi e culturali, nonostante siano più soft e di più difficile misurazione, non dovrebbero mai mancare nella progettazione del nuovo sistema di gestione dell’innovazione, poiché risultano essere fondamentali per valutare i benefici indirizzati al lungo periodo e per generare quel circolo virtuoso che faccia dell’innovazione un modello sostenibile per l’impresa.

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Alessandra Luksch

Alessandra Luksch

Direttore degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy