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Biometria: quando tecnologia e user experience vanno di pari passo

23 marzo 2018 / Di Marta Valsecchi / Nessun commento

Una delle più recenti innovazioni tecnologiche in ambito Smartphone riguarda la biometria e più precisamente lo sviluppo di sistemi biometrici di riconoscimento dell’individuo.

Ad oggi il più diffuso è la lettura dell’impronta digitale, ma esistono anche soluzioni di riconoscimento facciale, voice detection e scansione dell’iride. In particolare, i modelli di ultima generazione (come iPhone X e Samsung S9 in lancio in questi giorni) fanno del riconoscimento facciale uno dei propri punti di forza. Gli Smartphone dotati di questa tecnologia in Italia sono il 46% del totale, secondo i dati di comScore di fine 2017. Tale dato è sostanzialmente in linea con quello dei principali Paesi europei (vale il 45% in Francia, il 53% in Germania, il 38% in Spagna, Il 58% in UK).

L’utilizzo di questa modalità di accesso (a supporto principalmente dello sblocca schermo, del login o dell’autorizzazione di acquisti/pagamenti) offre vantaggi sia al consumatore sia alle imprese. Sul fronte degli utenti i principali vantaggi sono la comodità e la rapidità di accesso ai servizi (aspetti molto rilevanti per i consumatori nell’utilizzo dello Smartphone) e di sicurezza rispetto agli altri strumenti di autenticazione più comunemente utilizzati (come la password alfanumerica).

La predisposizione dei Mobile Surfer italiani a utilizzare queste soluzioni è al momento discreta: secondo la ricerca condotta con Doxa all’interno dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy, circa un Mobile Surfer su tre di quelli con uno Smartphone abilitato utilizza già queste soluzioni sempre o spesso e un ulteriore 20% circa le usa qualche volta. Non sono state indagate nel dettaglio le ragioni che portano gli utenti a non sfruttarle; verosimilmente potrebbero essere queste: un numero ancora ridotto di Applicazioni che mettono a disposizione questa funzionalità e la diffidenza dei consumatori di fronte alla sicurezza della medesima.

A conferma della prima affermazione, dal censimento delle Mobile App delle principali imprese per fatturato nei vari settori, emerge che è l’ambito Finance quello che maggiormente ha iniziato ad adottare tali soluzioni, con circa il 60% delle App censite che dà la possibilità di autenticarsi attraverso biometria, mentre la percentuale scende (anche di molto) nelle altre industry. Il beneficio per le aziende dall’utilizzo di queste tecnologie è principalmente un miglioramento della user experience, che potrebbe determinare un aumento della frequenza di accesso ai servizi, oltre che della customer satisfaction.

Come accennato, lo sviluppo di tali soluzioni da parte dei produttori di Smartphone è in costante evoluzione e ora la partita si gioca sul riconoscimento facciale, tramite soluzioni hardware e software evolute, ed in particolare fotocamere di ultima generazione, nuove interfacce grafiche, sensori 3D e algoritmi di intelligenza artificiale alla base dei software di riconoscimento. Non si tratta verosimilmente di funzionalità, che, da sole, spingeranno i consumatori ad acquistare i nuovi Smartphone, ma aprono nuove frontiere nell’interazione con tali dispositivi e nello sviluppo di nuovi servizi da parte delle imprese.


Marta Valsecchi, Direttore Osservatorio Mobile B2c Strategy

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Marta Valsecchi

Marta Valsecchi

Direttore degli Osservatori Mobile B2c Strategy e Omnichannel Customer Experience. È ricercatrice presso la School of Management del Politecnico di Milano da 10 anni.