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Amazon lancia Dash Replenishment anche in Italia: La Smart Home incontra l’eCommerce

01 luglio 2019 / Di Giulio Salvadori / Nessun commento

Amazon Dash Replenishment, il servizio per la Smart Home che consente agli oggetti connessi a Internet di riordinare in modo intelligente le scorte nel momento in cui se ne ha la necessità, è ora disponibile su una selezione di dispositivi anche In Italia. E sono già diversi i brand e i dispositivi compatibili, da Philips a Epson, fino agli elettrodomestici Bosh, Gaggenau, Siemens, Candy e Hoover.

 

Il servizio Amazon per la Smart Home

Dopo il lancio, nel 2018, del tanto atteso Amazon Echo, con sforzi in termini di comunicazione e marketing senza precedenti e con vendite persino superiori rispetto alle aspettative dell’azienda stessa, si tratta di un chiaro passo in avanti della strategia del colosso statunitense in ambito Smart Home, coerentemente con le peculiarità del proprio business. Per Amazon, infatti, è importante che la Smart Home sia sinergica con l’eCommerce: l’obiettivo è quello di mantenere un’interazione molto elevata con l’utente, assistendolo nelle attività quotidiane più ricorrenti e ottenendo maggiori ricavi dagli acquisti fatti sul proprio sito online, con la possibilità di effettuare una profilazione più accurata degli utenti (non più solo nella loro esperienza “online”) e di supportarli negli acquisti.

Ma cerchiamo di comprendere meglio il nuovo servizio offerto.

 

Amazon Dash Replenishment: i casi d'uso

A differenza dei pulsanti Amazon Dash che richiedevano comunque un’azione volontaria da parte dell’utente per avviare una chiamata che abilitasse un acquisto predefinito, il nuovo programma esclude l’utente dal processo. Gli acquisti automatizzati, infatti, sono scelti a monte e l’utente non deve più preoccuparsi di nulla. Tutto è pensato per evitare che si rimanga senza scorte.

Si pensi ad esempio alla lavatrice connessa, che può controllare i livelli di detersivo per il lavaggio e riordinare il detersivo appena prima che le scorte si esauriscano. Oppure alla stampante, che può monitorare i livelli di inchiostro e riordinare in modo intelligente quando il contenuto delle cartucce scarseggia, assicurando che i clienti non siano mai a corto di inchiostro.

Il consumatore ha comunque sempre il controllo del processo: paga il detersivo o le cartucce solo quando il dispositivo ne ha bisogno e può sospendere il servizio di riordino automatico ogni volta che lo desidera.

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