Supply Chain Finance e Industria 4.0: un connubio a supporto della rivoluzione industriale

22 July 2017 / Di Antonella Moretto / 0 Comments

Il Supply Chain Finance si basa sulla consapevolezza dell’importanza di una visione di filiera per una gestione più efficace dei finanziamenti alle imprese, con il fine di connotare ogni attore non solo per le proprie caratteristiche individuali, ma anche per l’insieme delle relazioni che mette in campo. Per chi si occupa di industria questo approccio è ormai la prassi, poiché il successo di un’impresa è in larga parte dovuto al valore e alla qualità delle relazioni che instaura. La novità sta nel rilevare che anche il mondo bancario e finanziario si è accorto del valore di questo patrimonio di relazioni, al fine di definire le proprie strategie di investimento.

Questo approccio di filiera diventa indispensabile soprattutto quando si vuole ragionare in termini di innovazione, come nel caso molto attuale dell’Industria 4.0. In quest’ottica, è del 4 luglio l’articolo del Sole24Ore che descrive il primo caso italiano di finanziamento a supporto dello sviluppo della filiera 4.0 legata alla Bonfiglioli Riduttori, azienda leader a livello internazionale nella meccanica di precisione e nella meccatronica. L’azienda è consapevole che, per rendere efficaci questi investimenti, non è sufficiente innovare solo l’azienda capofiliera, ma necessariamente anche tutta la rete di fornitori strategici. Tuttavia l’accesso al credito per finanziare gli investimenti risulta un punto critico soprattutto per le PMI. Bonfiglioli Riduttori ha avviato un progetto specifico con un partner finanziario (che ha messo a disposizione 2 miliardi di euro per il piano Filiere 4.0).  Per questo motivo 180 fornitori (per un totale di oltre 15.000 addetti e 4 miliardi di fatturato) sono stati analizzati, scegliendone 10, che fossero sia pronti tecnicamente e culturalmente all’implementazione dell’Industria 4.0 sia avessero necessità di finanziamento. Questo esempio di gestione di filiera è un primo caso concreto, ma di certo non è da considerarsi un caso isolato: filiere come quelle della moda, dell’alimentare oppure della meccanica, per geografia spesso legate a territori specifici, costituiscono un ambito privilegiato.

Ci si può domandare se effettivamente si tratti di un approccio di Supply Chain Finance. Noi riteniamo lo sia per 3 aspetti chiave. In primis, la visione di filiera usata: il caso Bonfiglioli Riduttori ci insegna che ciò che conta non è l’appartenenza generica ad un settore, ma le relazioni di fornitura effettivamente in atto e adeguatamente profilate per il progetto specifico. Il secondo riguarda la collaborazione lungo la filiera: tramite questo progetto Bonfiglioli Riduttori ha usato le proprie competenze e il proprio patrimonio informativo per effettuare uno sviluppo complessivo dei fornitori, considerando le competenze e la consulenza necessaria ma includendo anche la prospettiva finanziaria. Si può parlare di Supply Chain Finance se il valore che viene generato risulta superiore per il sistema nel suo complesso, non semplicemente redistribuito. Il terzo aspetto, infine, riguarda la natura delle informazioni considerate: nel caso considerato si guarda la preparazione specifica del management e dei processi di supply chain ad introdurre investimenti di Industria 4.0, vale a dire prestazioni e parametri di valutazione tipici di una relazione industriale, quali le prestazioni di servizio, il grado di dipendenza e strategicità tra gli attori, il livello di esclusività e dipendenza, i modelli di monitoraggio dei processi messi in atto tra gli attori, etc.

Se quindi si concorda che effettivamente di Supply Chain Finance si parla, il valore di una simile iniziativa è di gran misura superiore a quello della semplice adozione di un nuovo paradigma decisionale o di un’estensione dell’applicazione di alcune soluzioni esistenti. In particolare, è importante sottolineare la natura dell’investimento sottesa a queste operazioni: asset fisici e non capitale circolante. A differenza di quello che è il focus tradizionale delle soluzioni di Supply Chain Finance, l’esempio di Bonfiglioli Riduttori potrebbe identificare nuovi ambiti di applicazione di questo approccio, supportando la realizzazione di investimenti di filiera e perseguendo performance che vadano al di là di quelle finanziarie e di efficienza, ma che siano sempre più legate in maniera stretta alle sostenibilità e all’innovazione delle filiere.


Antonella Moretto e Federico Caniato, Direttori Osservatorio Supply Chain Finance

Inizia il percorso

Ricercatore in ambito Purchasing and Supply Management presso la School of Management del Politecnico di Milano e Direttore dell’Osservatorio Supply Chain Finance. Docente di Supplier Relationship Management nel corso di laurea in Ingegneria Gestionale.