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Il mercato del Cloud in Italia: quanto vale e come evolve?

06 febbraio 2019 / Di Alessandro Piva / Nessun commento

Il Cloud ha raggiunto l’età della ragione. Lo confermano i numeri e le tendenze internazionali. Siamo davanti a un mercato in forte crescita, anno su anno. Gli ultimi dati provano che è in corso un cambiamento rilevante nel ruolo giocato da queste tecnologia nella trasformazione digitale. Ma cosa sta accadendo in Italia?

 

L'importanza dei servizi Cloud in Italia

In Italia, i progetti relativi ad infrastrutture critiche e la specializzazione dell’offerta di servizi verticali e “core” sono diventati la norma in molti ambiti e settori di impresa. L’82% delle imprese medio-grandi utilizza almeno un servizio in Public Cloud, nel 23% dei casi in maniera estesa su processi mission-critical.

Oggi il Cloud è un ecosistema ricco di strumenti che possono essere interconnessi in infiniti modi per creare valore per le imprese. Di fatto, rappresenta le fondamenta per la creazione di servizi di Intelligenza Artificiale, per l’analisi dei dati provenienti dal mondo dell’Internet of Things, per la nascita di startup di servizi innovativi.

Le imprese italiane hanno iniziato il percorso verso il Cloud e, anzi, lo hanno reso parte integrante della loro strategia IT, ritenendolo una soluzione preferenziale per la realizzazione di nuovi progetti, se non addirittura una scelta obbligata.

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I numeri del mercato Cloud italiano

Proviamo a esplorare il "mercato della nuvola" con qualche cifra. Secondo le stime dell’Osservatorio Cloud Transformation, nel 2018 il mercato Cloud italiano ha toccato quota 2,34 miliardi di euro, in crescita del 19% rispetto all’anno precedente (1,97 miliardi). La spesa può essere scorporata in due direzioni:

  • utilizzo di servizi esterni di Public & Hybrid Cloud e di Virtual & Hosted Private Cloud;
  • valorizzando la spesa relativa al processo di trasformazione dei sistemi informativi interni, approfondita tramite l’analisi del mercato della Datacenter Automation e Convergenza.

Public & Hybrid Cloud vs Virtual & Hosted Private Cloud

Rispetto a queste dimensioni, il Public & Hybrid Cloud presenta tassi di crescita più elevati (28%) per un valore complessivo stimato pari a 1,24 miliardi. Il Virtual & Hosted Private Cloud cresce con una buona dinamica (14%) per un totale di 593 milioni, mentre la Datacenter Automation e convergenza mostra una crescita più modesta (+4%), raggiungendo 500 milioni di Euro.

Dall’analisi dettagliata dei dati di mercato emergono ulteriori elementi sull’evoluzione in corso. Il primo aspetto riguarda l’andamento della spesa in Platform as a Service (PaaS), che registra un’accelerazione con una crescita del 49% sul 2017, e aumenta la propria quota relativa nel mix (confrontata con la quota di infrastrutture e software), arrivando a pesare il 14% del volume di spesa complessivo. Inoltre, cresce del 45% la quota di spesa Cloud dedicata all’analisi dei dati, pari a poco più del 17% del totale mercato Public & Hybrid Cloud.

Il mercato dei servizi Cloud per settore merceologico

Guardando alla spesa Cloud per settore merceologico, le dinamiche di crescita sono per tutti i settori in linea con quelle del mercato complessivo. I primi in termini di spesa sono il Manifatturiero (25% del mercato Public & Hybrid Cloud), che risente della spinta del piano per l’industria 4.0, il settore Bancario (20%), dove l’Hybrid e Multi Cloud rappresentano abilitatori per mantenere internamente i dati critici e gestire il livello di rischio legato al lock in con il fornitore, e il settore Telco e Media (15%), che sta puntando sulla gestione dei contenuti in Cloud e sull’utilizzo delle architetture serverless per la gestione dei carichi infrastrutturali. Successivamente, troviamo i settori dei Servizi (10%) e delle Utility (9%), dove nonostante le forti regolamentazioni, vi sono interessanti progetti in Cloud sul tema dell’Internet of Things. Seguono il settore della Pubblica Amministrazione e Sanità (8%), incentivato dall’evoluzione delle infrastrutture IT verso l’esternalizzazione e centralizzazione previste dal Piano Triennale per l’Informatica nella PA, il settore Retail e GDO (8%) e Assicurativo (5%).

 

La strada dell’agilità

In tutti i settori merceologici italiani, il Cloud è ormai riconosciuto come un elemento imprescindibile per rendere l’azienda più rapida nel rispondere ai cambiamenti, ponendo le fondamenta per un ripensamento delle modalità di gestione delle iniziative digitali verso metodologie come l’Agile che escono dal solo sviluppo software e impattano l’organizzazione nel suo complesso.

La maturazione nell’approccio al Cloud, confermata dai numeri, ora prospetta un nuovo passo in avanti da parte delle direzioni IT, che dovranno ottimizzare e consolidare i sistemi nel loro complesso orientandolo a logiche di agilità che, a tendere, dovranno permeare tutta l’organizzazione.

Un primo passo è l’utilizzo di modelli di orchestrazione dell’Hybrid & Multi Cloud. Ciò significa andare oltre la connessione statica di servizi infrastrutturali e di applicativi eterogenei, lavorando con una logica nuova e dinamica orientata alla flessibilità. Non è un tema solo tecnologico ma significa anche ripensare l’organizzazione, con l’inserimento di nuove competenze, professionalità e modelli di presidio e governo delle competenze Cloud in azienda, e trasformare il modo di approcciare i progetti digitali, introducendo logiche agili e flessibili per cogliere appieno le opportunità di innovazione.

Una trasformazione che, a partire dalla Direzione IT, pervade il business, modificando le modalità di relazione tra tutti gli stakeholder coinvolti.

 

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Alessandro Piva

Alessandro Piva

Ricercatore alla School of Management del Politecnico di Milano, dove è responsabile della Ricerca degli Osservatori Information Security & Privacy, Big Data Analytics & BI e Cloud Transformation. All’interno delle sue aree di riferimento conduce attività di ricerca e consulenza per imprese e Pubbliche amministrazioni italiane