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Platform as a Service: un "PaaS" per il futuro del Cloud Computing

13 febbraio 2019 / Di Stefano Mainetti / Nessun commento

Oggi possiamo dire con ragionevole certezza che il mercato Cloud italiano abbia raggiunto una fase di maturità. Le nostre aziende cominciano a percepire il vero valore di questa tecnologia e le riconoscono la capacità di fungere da abilitatore alla trasformazione digitale.

In questo contesto, il modello PaaS, abbreviazione di Platform as a Service, presenta opportunità interessanti e ancora poco esplorate dalle imprese italiane. Qui proviamo ad entrare più nel dettaglio di questo modello di servizio Coud, rispondendo a tre domande fondamentali: cosa significa Platform as a Service, come funziona il modello e perché svolge un ruolo fondamentale per il futuro tecnologico delle aziende.

 

Cosa si intende per PaaS

Cos’è esattamente il Platform as a Service? È un modello di delivery di servizi Public Cloud in cui il provider mette a disposizione dell’utente una serie di strumenti per sviluppare un’applicazione custom, o potenziarne una esistente, accedendo alle tecnologie in logica “as a Service”.

Si tratta di un livello di servizio che mette a disposizione dell’utente un ambiente di sviluppo in cui accedere a strumenti di diversi livelli per la creazione di codice custom, da quelli più basilari per il funzionamento di un software a quelli più complessi e vicini al servizio applicativo.

 

Come funzionano i modelli Platform as a Service

paas in cloud computing: modello architetturale

L’utilizzo delle piattaforme può avvenire a diversi livelli:

  • Platform foundation: si tratta di servizi middleware di base per la costruzione di soluzioni sulla piattaforma. A questo livello, troviamo alcuni strumenti essenziali per lo sviluppo e il funzionamento di un’applicazione: l’application server, il database management system (SQL e NoSQL anche di tipo in-memory), le Functions, ovvero applicazioni attivate ad eventi e basate su un’architettura serverless, e la gestione della sicurezza, ad esempio certificazioni, controllo accessi e SSO;
  • Strumenti di supporto: includono strumenti legati alla gestione del ciclo di vita di un’applicazione e comprendono ambienti integrati di sviluppo, anche web & mobile, e ambienti di monitoraggio continuo delle applicazioni e delle diverse componenti della piattaforma;
  • Strumenti di integrazione: si tratta di ambienti di sviluppo di integrazioni Cloud e on-premise, in cui è possibile trovare connettori pre-built per servizi Cloud o sistemi on premise, servizi di Big Data integration che integrano e gestiscono Data Lake, e strumenti di API management per la gestione del ciclo di vita e il monitoraggio delle API (sviluppo, orchestrazione, aggiornamenti, sicurezza...);
  • Componenti di servizio: si tratta di strumenti applicativi che forniscono servizi verticali avanzati utilizzabili dalle applicazioni sviluppate sulla piattaforma. Queste componenti spaziano dagli Analytics, ovvero preparazione e analisi dei dati, a servizi ottimizzati per le applicazioni di Internet of Things, al cognitive computing basato sul machine learning e utilizzabile ad esempio per il riconoscimento del linguaggio naturale o delle immagini, a strumenti di migrazione, come l’analisi del portafoglio applicativo e la migrazione di stack applicativi e database.

 

PaaS, il punto di incontro tra SaaS e IaaS

È bene sottolineare che questi strumenti possono giocare un ruolo fondamentale per le aziende nel percorso di migrazione al Cloud in quanto rappresentano l’effettivo punto di incontro tra i due modelli di delivery attualmente più diffusi, SaaS e IaaS, nonché tra servizi Cloud e sistemi on-premise. Infatti, se da una parte il PaaS permette di arricchire i più semplici servizi infrastrutturali con strati software, dall’altra consente di ridurre la standardizzazione dei servizi applicativi SaaS, difficilmente adattabili alle specifiche esigenze aziendali.

Inoltre, la possibilità di sviluppare uno strato di integrazione attraverso connettori pre-built e sistemi avanzati di API Management rappresenta una grande potenzialità di crescita per questi servizi nel contesto attuale di migrazione in cui ancora manca la creazione strategica di un dialogo tra quanto portato in Cloud e quanto ancora risiede nei sistemi interni all’azienda.

In conclusione, il PaaS avrà un ruolo fondamentale nell’accompagnare le aziende verso la trasformazione digitale supportandole nella creazione di ambienti integrati in maniera veloce e flessibile.

 

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Stefano Mainetti

Stefano Mainetti

Co-direttore scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano. I suoi principali campi di interesse riguardano l'innovazione d'impresa e della PA e la gestione strategica delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni. Ha un'approfondita conoscenza di sistemi informativi aziendali, architetture dei sistemi informativi ed è da sempre attento allo studio dei cambiamenti economici, organizzativi e sociali associati all’evoluzione delle tecnologie ICT e della rete Internet.

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