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Lotta alla contraffazione e tracciabilità: la tutela dei colossi del food arriva dalle Startup

02 marzo 2017 / Di Damiano Frosi / Nessun commento

È dei giorni scorsi la notizia di un’indagine che coinvolge oltre trenta imprenditori di allevamenti suini, indagati per aver utilizzato capi non ammessi dal disciplinare di produzione dei prosciutti di Parma e San Daniele.

La notizia fa riflettere su un tema che periodicamente torna all’attenzione dei media (tipicamente in occasione di qualche “scandalo alimentare”), ovvero l’importanza di poter disporre di sistemi efficaci di tracciabilità delle produzioni agroalimentari con l’obiettivo di garantire la sicurezza del cibo e la tutela delle produzioni di qualità.

È dunque fondamentale poter contare su sistemi tecnologicamente avanzati per una gestione tempestiva ed efficiente delle informazioni di tracciabilità, tanto più se consideriamo che oggi i consumatori sono più attenti alla qualità e pronti a cercare informazioni tramite smartphone e app sui cibi che portano in tavola. Secondo una recente indagine Eurispes, il 74% degli italiani predilige il Made in Italy e, in oltre la metà dei casi, prodotti locali e contraddistinti da marchi di qualità quali Dop, Igp e Doc. E ancora: il 75% controlla l’etichettatura del cibo e la provenienza degli alimenti.

In questo contesto, l’innovazione digitale contribuisce alla tutela delle produzioni di qualità. Sensori, piattaforme di business intelligence ed “etichette intelligenti” sono alla base di soluzioni che favoriscono la gestione di una mole elevata di dati e mettono in relazione tutti gli attori della filiera, dal campo alla tavola.

Su questo fronte un contributo importante arriva dal mondo delle Startup e delle giovani realtà imprenditoriali; stiamo infatti assistendo al fiorire di progetti innovativi, che si vanno così ad affiancare alle soluzioni proposte da realtà consolidate che danno un prezioso contributo sui temi della tracciabilità e dell’anticontraffazione (come ad esempio GS1 Italy – Indicod-Ecr e FATA Logistic System) e che vengono sempre più frequentemente integrate all’interno delle filiere dominate dai colossi dell’AgriFood. Un esempio interessante arriva da Penelope e dal suo progetto Value-Go, un sistema integrato di tracciamento (RFId e smart tag), che permette un'identificazione univoca del prodotto. Dalla collaborazione con Cisco, inoltre, è nato Safety4Food, la prima “banca dati mondiale” della sicurezza alimentare che consente all’intera filiera agro-alimentare di ottenere una completa tracciabilità delle produzioni, secondo regole e standard internazionali in materia di sicurezza, qualità e origine degli alimenti. 

Tra le varie applicazioni, il progetto ha coinvolto Barilla, per un “esperimento di tracciabilità a 360 gradi” su un’edizione limitata di pasta e un sugo al basilico: dal conferimento della materia prima fino alla vendita e al consumo, tutte le fasi della produzione sono state tracciate e le informazioni trasmesse poi al consumatore finale, grazie a un QR code.

IoT e Big Data sono alla base della soluzione Wenda, dedicata alla protezione delle bottiglie di vino da contraffazioni e rischi di vario tipo. Un dispositivo attaccato alle bottiglie registra temperatura, inclinazione e raggi UV ai quali è sottoposta la bottiglia e, se rimosso, evidenzia relative manomissioni (es. refilling). Tale soluzione è attualmente dedicata ai vini di fascia alta, ma potrà avere sviluppi futuri nel settore vinicolo, mercato simbolo del Made in Italy.

Sempre con riferimento al settore vinicolo (ma non solo), possiamo citare anche Viveat – startup selezionata da Microsoft come partner nel settore dell’Object Hyperlinking – che propone codici identificativi e tag RFId-NFC associati al prodotto. Specifici algoritmi elaborano i dati derivanti dall’interazione con il consumatore, per verificare eventuali fenomeni di contraffazione e manomissione. La tecnologia è stata applicata ad aziende come Marchesi Mazzei, Tenute Salvaterra e Poderi dal Nespoli.

È basata, infine, sulla BlockChain la soluzione proposta dalla Startup padovana Ez-LAB. Si tratta di una piattaforma che garantisce la trasparenza delle informazioni di tracciabilità lungo tutta la filiera di produzione e trasformazione dei prodotti agroalimentare, in particolare BIO e DOCG. 

Questi virtuosi esempi evidenziano il valore aggiunto offerto dalle Startup alla filiera AgriFood, in una vera e propria logica di scambio di competenze e know-how.


Damiano Frosi e Chiara Corbo, Osservatorio Smart AgriFood

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Damiano Frosi

Damiano Frosi

È laureato in Ingegneria Gestionale, indirizzo Operations & Supply Chain Management, presso il Politecnico di Milano. Ha frequentato nel 2011 un corso post-universitario in Logistica Distributiva e conseguito nel 2016 il Master in Management presso il MIP – la Business School del Politecnico di Milano. Dal 2008 collabora con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano ed è attualmente responsabile dello sviluppo delle relazioni con le aziende. Dalla fine del 2010 si occupa di Ricerca e Advisory nell'area Logistica, Operations & Supply Chain Management ed è Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”. Nel 2016 ha avviato un Osservatorio sul tema Smart AgriFood.

Tema:  Smart AgriFood